ESCLUSIVA TG – D. Fortunato: “La situazione del Torino non è catastrofica, servirebbe meno negatività”

23.01.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Daniele Fortunato
Daniele Fortunato

Daniele Fortunato è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Fortunato ha militato nel Torino dal 1992 al ’94, vincendo la Coppa Italia del 1993, e nella stagione 1999-2000 e nell’Atalanta dal 1987 all’89 e in seguito dal 1994 al ‘97. Poi, appesi gli scarpini al chiodo, ha ricoperto per la società granata il ruolo di osservatore e attualmente è un allenatore della Berretti dell’Arzignano Valchiampo. Con lui abbiamo parlato del Torino che sabato sera affronterà l’Atalanta.

Tutte le volte che il Torino sta per avvicinarsi al sesto posto finisce per perdere e quindi allontanarsene. Che opinione si è fatto della squadra granata?

"E' l'ambiente che un po' cambiato rispetto all'anno scorso, indipendentemente dalle vittorie e dalle sconfitte, perché c'è proprio dell'amarezza per quello che doveva essere e che ci poteva essere in questo momento e poi quando la squadra si riprende un pochino puntualmente arriva la "mazzata" e di conseguenza non è facile portare l'ambiente e i tifosi dalla propria parte. Quando c'è stato da fare il passo decisivo siamo sempre un po' mancati fino a questo momento"

Dal punto di vista del gioco sembra sempre che manchi qualcosa per poter "decollare" e anche quando la prestazione è positiva capita la disattenzione o l'errore che viene pagato a caro prezzo.

"L'impronta tattica di Mazzarri non porta a un gioco spettacolare e anche quando il Torino va in vantaggio tende a coprirsi, a stare attento e quindi il gioco risulta un po' bloccato, indipendentemente dal fatto se si vinca o se si perda. Questo è il Torino e anche quando l'anno scorso si vinceva il gioco era di questo tipo. Quest'anno le cose sono un po' peggiorate, però, non ritengo che siano così catastrofiche e lo dicono i risultati ottenuti nell'ultimo periodo. Infatti. Nelle ultime sette partite il Torino ne ha vinte quattro con Genoa, Fiorentina, Roma e Bologna le altre tre potevano essere altrettanti successi perché con il Verona era andato sul 3 a 0, anche se poi alla fine si è fatto rimontare e ha pareggiato e con Spal e Sassuolo ugualmente è andato in vantaggio, ma poi gli avversari hanno ribaltato il risultato. L'ambiente è un po' così e non si ha più quella sensazione positiva. Il 2020 era iniziato con tre vittorie e poi è bastata una sconfitta perché tornasse tutto da capo, anche se partite come quelle con il Verona, la Spal e il Sassuolo potevano essere gestite in un altro modo e meglio ed è stato il Torino a buttarle via. Il fatto che l'ambiente sia in subbuglio, secondo me, non va bene perché non si possono vincere tutte le partite e con le contestazioni non è facile lavorare sia per Mazzarri sia per i giocatori perché a livello di risultati il Torino non è così in difficoltà, infatti, prima della gara con il Sassuolo era a due punti dal sesto posto e dopo, nonostante la sconfitta, è a tre e l’obiettivo del Torino è di tenere vivo l’obiettivo di lottare per l’Europa e i risultati fatti sono in questa logica e non fare campionati anonimi come l’ultimo con Ventura. Prima della sconfitta con la Spal c'era stata quella con l'Inter che era ed è seconda in classifica e per questo dico che dal punto di vista dei risultati non stiamo facendo così male pur pensando che a livello di gioco la squadra lascia sempre un po' perplessi. Si è rotto qualche cosa nell’ambiente tra allenatore e giocatori e tifosi e allenatore, ma comunque, ripeto, il Torino se la sta giocando dal punto di vista dei risultati perché è a tre punti dal sesto posto. C'è un po' di negatività che alle volte è portata da Mazzarri perché si può perdere, ma il campo, il tempo e su queste cose lui se la gioca un po' e per certi aspetti assomiglia un po' a Conte perché è sempre colpa di qualche d'un altro quando si perde”.

Il prossimo avversario del Torino sarà l'Atalanta che ha perso con la Spal in casa, ma in questo caso si può parlare di incidente di percorso?

"Sì, va calcolato che la Spal in trasferta non è facile da incontrare perché chi è agli ultimi posti deve giocarsi il tutto per tutto e anche per l'Inter con il Lecce non è stato facile. Credo che all'Atalanta, che ha fatto tante buone partite, sia capitata una giornata no, anche perché era passata in vantaggio e poi ha preso due gol che si potevano evitare. Alla fine non è una sconfitta o una vittoria a dare l'idea delle condizioni della squadra di Gasperini. L'Atalanta due partite di fila quest'anno in campionato non le ha mai perse e sbagliate, quindi, se ha sbagliato questa con la Spal difficilmente sbaglierà anche la prossima per cui per il Torino non sarà facile e l'Atalanta i giocatori per fare male a chiunque ce li ha, indipendentemente poi dal vincere o dal perdere".

Il Torino, quindi, si troverà di fronte un'Atalanta ben diversa da quella che batté alla seconda giornata di campionato?

"Sì, secondo me, l'Atalanta è la squadra più pericolosa da affrontare perché se stai andando bene ti mette in difficoltà e se sei in difficoltà ti affossa completamente. Quando si incontrano la Juventus o l'Inter si sa chi si affronta, mentre con l'Atalanta è più imprevedibile e alle volte patisce un po' di più quando il Papu Gomez non è al top, ma ha tanti giocatori importanti che fanno sì che la squadra sia per l'ennesima volta la rivelazione del campionato”.

Al Torino forse sono mancati anche giocatori come Verdi, che ha reso meno delle aspettative, e Falque, che è stato infortunato e adesso è sul mercato, e anche Zaza, che non ha mai veramente ingranato?

"Gli attaccanti del Torino con Mazzarri devono trovarsi loro le soluzioni in campo perché l'allenatore è bravo a maneggiare la fase difensiva ed è attento a non scoprirsi e poi davanti sono i giocatori che devono un po' sviluppare la manovra. Verdi nelle ultime partite ha fatto anche dei buoni primi tempi, però, tendenzialmente è un po' mancato. Con questo non dico che sia colpa sua, ma il profilo del Torino deve essere più alto perché se si hanno giocatori davanti come Belotti, che fa prestazioni e gol importanti, bisogna che anche gli altri stiano sullo stesso livello e non è facile. Verdi e Zaza non sempre riescono a fare la prestazione, non riescono a farla con continuità. Non mi sembra una cosa normale se Verdi se la prende se viene sostituito, anche perché se si valutano le sue prestazioni quest'anno non si può essere del tutto contenti. Come diceva non è tutto colpa sua, ma era un giocatore sul quale il Torino puntava tanto quest'anno. Zaza ormai è da qualche anno che non riesce ad esprimersi come aveva fatto in precedenza e, infatti, gli spazi per lui non sono tanti. Non dobbiamo dimenticarci che il Torino sta lottando per il sesto opposto ed è una squadra importante".

Il mercato è in svolgimento e ci sono giocatori in uscita e nessuno è stato ancora preso. Ma c'è qualche cosa che potrebbe essere fatta per migliorare la rosa in modo che non incappi in passi falsi soprattutto con le medio-piccole?

"Mah, se stanno tutti bene la rosa del Torino, secondo me, è completa, non c'è un reparto carente. Poi è chiaro se Zaza e Verdi non rendono abbastanza qualche cosa manca, ma dove si trova un'alternativa? Non è facile trovare esterni o un'alternativa a Belotti di qualità che vengano al Torino. Si ha Verdi e allora gli si deve dare la possibilità di esprimersi per cui bisogna metterlo nelle condizioni giuste senza preoccuparsi di metterlo sotto esame ad ogni partita e vedere se sbaglia perché altrimenti diventa come Suso per il Milan che fa risultato oppure no a seconda se Suso gioca bene oppure male. Ed è un po' quello che sta facendo Mazzarri con Verdi. Sui verbi sono giocatori importanti, ma non così tanto da essere loro gli aghi della bilancia della squadra, ma possono contribuire a far sì che la squadra faccia bene. I giocatori di Torino li ha e quando staranno tutti bene e saranno in condizione e se rimarranno tutti la rosa è equilibrata per quello che è il Torino e per le ambizioni che ha, non è una squadra che deve giocare la Champions o vincere lo scudetto, deve stare il più possibile vicino al sesto posto e si spera raggiungerlo".

Cambiando argomento e parlando di lei, come va con la Berretti dell’Arzignano?

"Domenica abbiamo vinto a Piacenza e stiamo lottando per il quinto posto finale, che per noi è un sogno, e in caso di salvezza della prima squadra vorrebbe dire per noi disputare il campionato di Primavera 2, traguardo storico. Ce la giochiamo è come dico sempre quando si ha un obiettivo, non solo nel calcio, nello sport, ma anche nella vita, si va avanti mentre quando non si ha obiettivi è difficile procedere. Noi abbiamo questo obiettivo, lo stiamo coltivando e stiamo mantenendo questo quinto posto sperando di essere ancora lì alla fine e che la prima squadra si salvi. l'importante è avere un obiettivo e noi ce l'abbiamo".