ESCLUSIVA TG - D'Agnelli: "Buon lavoro di Menghini con l'Under 15. In Italia gap ampio tra Primavera e prima squadra"

11.12.2019 10:00 di Marcello Ferron   Vedi letture
ESCLUSIVA TG - D'Agnelli: "Buon lavoro di Menghini con l'Under 15. In Italia gap ampio tra Primavera e prima squadra"

La redazione di TorinoGranata.it ha intervistato in esclusiva Rino D'Agnelli, grande conoscitore del calcio giovanile e che ha già avuto diverse esperienze importanti come Direttore Sportivo di Mantova e Rimini e come capo degli scout della Reggiana. Con D'Agnelli abbiamo parlato dell'Under 15 granata, che sta facendo molto bene quest'anno, ed in generale di tutto il settore giovanile granata.

Direttore, l'Under 15 allenata da Andrea Menghini si è laureata campione d'inverno. Cosa ne pensa del lavoro del tecnico e delle prestazioni dei giovani granata?

"Menghini secondo me sta facendo un buon lavoro, è riuscito a trasferire alla squadra la grinta e la determinazione che sono proprie del suo essere, e le prestazioni che sono arrivate finora sono figlie, oltre che di una qualità media alta della squadra, anche del lavoro che è stato svolto sul campo e dal punto di vista mentale".

Pensa che possano essere individuati dei profili interessanti che potrebbero affermarsi anche nelle future categorie giovanili o ritiene sia troppo presto per valutazioni di questo tipo?

"Diciamo che è ancora troppo presto per stilare bilanci di squadra o valutare prospettive precise dei singoli. Certamente calciatori come Serra, Ciammaglichella o Jarre sono oggetto di grande osservazione e considerazione, come peraltro Manissero o il portiere Lando, ma a questa età oltre ad avere ancora margini di miglioramento si può anche subire un'involuzione. Bisogna rimanere umili, continuare a lavorare per migliorarsi e non montarsi la testa".

Dando uno sguardo al settore giovanile del Torino in generale, qual è il livello dei granata nel panorama nazionale?

"Il vivaio granata è sempre stato uno dei migliori in Italia, considerando anche gli investimenti più contenuti rispetto ai maggiori competitor. Certo è che il livello e la qualità di un settore giovanile non si valuta solo dai risultati, per altro un po' carenti ora nel complesso per i granata, ma dalla formazione e dalla crescita dei ragazzi, dalla qualità degli istruttori, dell'organizzazione, dal management e da altri aspetti. Il Torino aveva un handicap rispetto ad altri club del suo segmento che sembrerebbe aver colmato, cioè quello del centro sportivo, fondamentale oggi per poter lavorare bene, programmare e progettare il futuro".

Nella Primavera, o nelle varie giovanili granata, ritiene che ci siano giocatori che potrebbero dare a breve un contributo anche alla prima squadra?

"Purtroppo, soprattutto in Italia, il gap tra Primavera e prima squadra è ancora troppo alto. Bisogna alzare la qualità, investendo di più, migliorando la formazione, aumentando le sedute di allenamento e potenziando lo scouting. E' logico poi che più il livello della prima squadra è alto e competitivo, più il gap è sostanziale. Comunque, di questa Primavera, se devo fare qualche nome, direi Onisa, Buongiorno e Rauti, ma devono comunque migliorare in alcuni aspetti".

Pensa che Andrea Fabbrini sia l'uomo giusto per proseguire il lavoro di Massimo Bava come responsabile del settore giovanile?

"Devo dire che è un'eredità pesante, poichè Massimo ha svolto il ruolo con sapienza e capacità. Andrea, oltre che essere un amico, lo reputo un professionista serio e sono convinto che farà bene. A dispetto di qualche suo collega ex calciatore professionista che ricopre ruoli importanti solo perchè "dovuto" o perchè ha qualche santo in paradiso, lui un po' di trafila l'ha fatta, passando soprattutto dalla responsabilità di un reparto, quello dello scouting, che è uno step fondamentale per poter gestire e coordinare un settore giovanile come quello granata".