ESCLUSIVA TG – Condò: “Il Torino sarà una delle sedici squadre migliori di quest’Europa League”

04.07.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Paolo Condò
Paolo Condò

Paolo Condò è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Condò, unico giornalista italiano a far parte della giuria per l’assegnazione del Pallone d’Oro, attualmente lavora per Sky Sport. Con lui abbiamo parlato del Torino, che oggi inizia la stagione con il raduno, e degli scenari di mercato dei granata, che saranno impegnati nella qualificazione all’Europa League, in campionato e poi dagli ottavi in Coppa Italia.

Che cosa ci si può aspettare dal Torino in questa stagione?

“La prima cosa da dire è che il Torino si è meritato la chance di disputare i preliminari d’Europa League perché l'anno scorso ha fatto una stagione d’eccellenza. Assolutamente d'eccellenza e, secondo me, già l’organico del Torino è buono, ma il fatto che alcuni giocatori, penso soprattutto a Izzo ma non soltanto a lui, abbiano fatto un definitivo salto di qualità e siano diventati da buoni a ottimi, per non dire campioni, è una cosa della quale bisogna ringraziare Mazzarri perché è un allenatore che migliora i giocatori. Non è un semplice gestore e questa per un allenatore è una qualità estremamente importante. Tornando a Izzo, è veramente fra i difensori italiani un giocatore assoluto, anche in ottica Nazionale un futuro titolare. Detto questo, credo che l'organico del Torino sia sicuramente sufficiente per passare i turni preliminari e accedere alla fase a gironi dell’Europa League, ma avrebbe bisogno di qualche cosa di più per garantirsi un viaggio sereno in Europa. Tutte le squadre che s’iscrivono a un torneo devono coltivare la piccola ambizione di vincerlo, ma è chiaro che in questo momento il Torino, per me, ha una prospettiva massima di superare un paio di turni della fase a eliminazione diretta”.

Per intenderci, arrivare agli ottavi?

“Sì, diciamo che gli ottavi di finale sarebbero un bel risultato e sarebbero abbastanza in linea, poi dipende molto dai sorteggi. Questi discorsi non sono mai matematici, però, secondo me è corretto dire che il Torino sarà una delle sedici squadre migliori che ti scriveranno a questa Europa League. Per ottenere qualche cosa di più, per ambire a qualche cosa di più, tenendo presente che quando ci si qualifica per l'Europa League nel campionato successivo viene richiesto almeno di ripetere lo stesso piazzamento, da questa squadra, quindi, ci si aspetta un buon comportamento in Europa e in campionato un piazzamento che la riporti l'anno successivo nuovamente in Europa”.

In campionato il sesto posto visto che quest’anno il settimo non bastava per l’Europa?

“Sì, anche se è un fatto abbastanza eccezionale che il settimo posto non sia utile per accedere ai preliminari d'Europa League. È insolito che la Coppa Italia sia vinta da una squadra che in campionato non si piazza tra le prime sei. Diciamo che quest'anno il Toro ha avuto fortuna, poiché il Milan ha trovato l’accordo con la Uefa, dopo aver avuto sfortuna perché quasi sempre negli ultimi dieci anni il settimo posto era sufficiente per accedere alla qualificazione all’Europa League. Complice l'eliminazione della Juventus abbastanza presto la Coppa Italia dell'anno scorso è stata abbastanza unica”.

Di cosa ha bisogno il Torino per migliorare la rosa?

“Ha bisogno di due o tre elementi, anche perché Mazzarri non è un grande amante delle rose larghe, però, è chiaro che quando ci sarà anche la Coppa Italia e ci saranno tre competizioni da giocare, visto che il Torino non è uno di quei club che sceglie di privilegiare una competizione ma cerca di dare il massimo ovunque per Dna, dovrà avere qualche giocatore in più, ovviamente affidabile. E poi, discorso che io faccio sempre con i club di taglia media della nostra Serie A, dovrebbe avere la possibilità di poter pescare dal vivaio un paio di ragazzi meritevoli in modo da far loro disputare le prime partite meno difficili il mondo da testarli in competizioni vere, in competizioni da adulti. Tanto più visto che in questo momento il Torino ha un settore giovanile eccellente, quindi, qualche ragazzo per la prima squadra lo si può pescare. È vero che il Torino per quel che riguarda la Coppa Italia inizierà a disputarla dagli ottavi quindi questa competizione non potrà essere utilizzata per testare i ragazzi provenienti dal vivaio, ma in Europa League nei turni di qualificazione le squadre che si incontrano, pur più avanti nella condizione atletica, non sono quelle più forti e per le squadre di Mazzarri la condizione atletica non è mai stata un problema, per cui confido che ce la faccia anche quest'anno ad avere i giocatori atleticamente pronti per il 25 luglio. Un bravo allenatore sa quando è il momento di testare un giovane, però, deve essere nell'ordine di idee di farlo. Lo dico in generale, ma tante volte gli allenatori preferiscono avere un giocatore 33enne all'ultimo contratto, che è un po' sfiatato ma che ha l'esperienza per aver giocato partite a livello internazionale, e fargli poi fare 10 partite all'anno piuttosto che promuovere un giovane che è inesperto ma che ha tanta birra in corpo, tanto entusiasmo e vuole dimostrare di poter diventare un vero professionista. Non conosco così approfonditamente la realtà del vivaio del Torino, ma guardando i risultati ottenuti mi viene da pensare che qualche buon giocatore ci sia. In tutti i ritiri vengono aggregati ragazzi della Primavera e poi o vengono mandati in prestito oppure ritornano in Primavera, ma quest'anno che durante il ritiro estivo non si giocano solo amichevoli ma anche le partite di qualificazione per l'Europa League può verificarsi che nella partita di andata si ottenga una vittoria rassicurante allora nella partita di ritorno si può far debuttare un giovane che così si trova in un contesto nuovo ed europeo, ma "protetto". Questi discorsi per scaramanzia, però, andrebbero fatti solo a posteriori”.

Tra i rinforzi il Torino sta cercando principalmente un uomo per la fascia e un attaccante. Lei come vede il reparto offensivo e in particolare Zaza?

“Secondo me a Zaza, come minimo, va data la seconda possibilità dell'estate. Cioè se nelle partite di qualificazione all'Europa League Zaza sfrutta l'occasione e lo si vede decisivo rispetto all'anno scorso allora Zaza io non lo venderei e non lo mollerei perché comunque è un attaccante che nelle sue stagioni migliori ha mostrato un livello europeo e, quindi, può essere utile. Ripeto, gli darei la chance di quest'estate giudicandolo su quello che farà in Europa.
Per la fascia si parla di Mario Rui, ma io lo considero più un esterno basso perché non può fare tutta la fascia nel 3-5-2. Però, Mario Rui potrebbe essere l'uomo che in certi momenti può permettere di giocare anche a 4. La struttura economica del nostro calcio è abbastanza chiara, a parte la Juventus, che tra l'altro è bravissima ad andare a prendere i parametri zero di livello internazionale, e forse un po' il Napoli e l'Inter, ma comunque almeno della Juve, i nostri grandi club devono andare a guardare quali sono i giocatori di talento e bravura che sono esclusi, per esempio, dal Real Madrid ne che compra 5 oppure 6 nuovi e deve cederne alcuni di quelli che ha già e allora le nostre società li vanno a prendere. Allo stesso modo un club come il Torino, la Fiorentina, la Sampdoria o la Lazio, quelli che io chiamo la borghesia del campionato, devono andare a prendere negli altri club, come l'Inter, il Napoli o la Juventus, quei giocatori che sono di qualità ma che diventano esuberi perché arrivano altri più forti, o che si credono più forti, oppure andare a prendere quei giocatori che non hanno reso secondo le aspettative. L'esempio di una società che ha fatto in maniera magistrale questo discorso è l'Atalanta. Infatti, l'Atalanta si è inventata una squadra da terzo posto andando ad investire su Papu Gomez, Ilicic, Zapata, tutti giocatori che si sapeva che erano bravi, però, li si pensava bravini, forse giocatori inadeguati ad un livello più alto ed invece erano giocatori che aspettavano soltanto le giuste condizioni per esplodere o ri-esplodere e, infatti, hanno portato l'Atalanta al terzo posto, meritatissimo. In questo senso Verdi può essere l'identikit perfetto per il Torino perché Verdi è un giocatore che al Bologna ha fatto vedere tutta la qualità che possiede ed è molto elevata, ma quando è arrivato in un grande club, al Napoli, non è riuscito a vincere la concorrenza ed è stato anche sfortunato perché ho avuto degli infortuni. Comunque non è a riuscito a vincere la concorrenza dentro un grande club come il Napoli, che punta ai massimi livelli, è rimasto una riserva. In questo senso Vedi, che sarebbe un cavallo di ritorno nel Torino e che conosce già l'ambiente, posso avere l'ambizione di voler dimostrare di essere forte come ai tempi del Bologna e di non essere una riserva come ai tempi del Napoli. Quindi il Torino che gioca in Europa, palcoscenico adeguato per i giocatori ambiziosi, può essere per lui la sistemazione ideale. È questo il tipo di giocatori che deve inseguire il Torino, giocatori che hanno qualche cosa da dimostrare e qualche ambizione da rinfrescare”.

Il centrocampo del Torino con Rincon, Lukic, Meïté e Baselli è adeguato per questa stagione?

“A me sembra abbastanza fornito, se dovessi andare a fare un investimento lo farei sicuramente sull'attaccante eterno e investo lì il budget. il Torino deve vedere, ruolo per ruolo, dove può migliorare. In porta, ad esempio, è difficile che possa migliorare perché a prezzi accessibili è difficile che trovi un portiere migliore di Sirigu. Sarebbe ridicolo andare ad investire i soldi in un portiere quando si ha già un portiere ampiamente affidabile. Così come non avrebbe senso spendere soldi per il centravanti poiché il Torino ha Belotti. Per il ruolo di attaccante esterno, invece, si può fare qualcosa di più. Al Torino serve un attaccante esterno che faccia parecchi gol. C'è il sogno El Shaarawy che sarebbe ottimo, ma ci sono, come ho letto sulla Gazzetta dello Sport di ieri, delle offerte dalla Cina che Rendono impossibile il Torino possa spuntarla per El Shaarawy. Ho letto anche di Perotti, è un ottimo giocatore, il Torino potrebbe prenderlo per come aggiunta, ma non è l'uomo che risolve il problema del gol dell'attaccante esterno. Pensando alle potenzialità del Torino, Belotti vale 20 gol, 25 se si pensa a tutte e tre le competizioni, e allora il Torino ha bisogno di un attaccante esterno che ne faccia su azione 12-15, escludo da questo conto quelli che possono arrivare da calci piazzati. C'è già Iago Falque che è bravo a calciare le punizioni. Serve al Torino un attaccante esterno con questa efficacia, anche per non lasciare tutta la responsabilità solo sulle spalle di Belotti”.

Il Torino di solito tende a fare gli acquisti a fine mercato, ma forse, più che mai quest'anno, a Mazzarri servirebbero subito i giocatori?

“Il Torino tende ad aspettare le occasioni buone, come tante altre società. Il Torino come la Fiorentina, la Sampdoria e la Lazio è un club che trarrebbe il massimo giovamento da un mercato più corto perché così la squadra potrebbe essere costruita prima, quindi non fa niente bene al Torino il fatto che il calciomercato chiuderà il 2 settembre poiché, ripeto, come altre società aspetta fino all'ultimo quando i prezzi dei giocatori scendono”.