ESCLUSIVA TG – Caputi: “Il Toro è più motivato della Lazio. Petrachi alla Roma? Il segreto di Pulcinella”

26.05.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Massimo Caputi
Massimo Caputi

Massimo Caputi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Caputi, responsabile della redazione sportiva del quotidiano “Il Messaggero”, abbiamo parlato della sfida fra Torino e Lazio, del passaggio di Petrachi alla Roma e dei giocatori granata che potrebbero interessare al club giallorosso.

Torino e Lazio non hanno più obiettivi da raggiungere, la classica partita di fine campionato?

“Sì, una partita di fine campionato tra due squadre che comunque io credo che regaleranno del divertimento perché il Torino, che ha realizzato un'ottima stagione, si vorrà congedare dai propri tifosi nel migliore dei modi. Il Torino, a mio parere, è stato protagonista di questo campionato e credo che insieme all'Atalanta sia stata la squadra rivelazione avendo fatto molto bene”.

Ci sarà il confronto diretto tra Belotti e Immobile anche in chiave Nazionale. Un altro motivo che rende la sfida più interessante?

“Indubbiamente sì, anche se non è questa la partita che farà decidere Mancini su quali siano gli attaccanti della Nazionale, però è indubbio che entrambi, seppur per motivi differenti, hanno gli stimoli per poter chiudere al meglio la stagione visto che poi ci sono le partite di qualificazione all'Europeo. Penso che ci sia un po' un procedimento inverso tra i due attaccanti: Belotti ha finito bene la stagione, mentre Immobile, invece, l'ha chiusa un po' male perché sono un po' di mesi che fatica a segnare e a fare belle prestazioni al contrario di Belotti che sembra che si sia ripreso bene”.

Mettendo per un attimo da parte la partita, Petrachi da mesi è promesso sposo della Roma e sembra che abbia dato le dimissioni anche se non ci sono conferme ufficiali. A tal proposito nella Capitale che cosa si dice?

“E' il segreto di Pulcinella, ormai è di dominio pubblico che Petrachi diventerà il direttore sportivo della Roma e che lascerà il Torino. Ma è chiaro che per ruolo e per il gioco delle parti ognuno fa il suo: il presidente Cairo da una parte, Petrachi dall'altra e altrettanto fa la Roma che non può ufficializzare nulla. Quindi da questo punto di vista bisognerà attendere la fine del campionato e anche la chiusura ufficiale del rapporto tra Cairo e Petrachi. Penso che sarà una bella sfida per entrambi per il Torino che volta pagina dopo tanti anni che ha Petrachi come direttore sportivo e che cambierà dirigente e per la Roma e Petrachi che così intraprenderanno un nuovo cammino. Anche per Petrachi sarà una bella sfida perché la Roma dal prossimo anno sarà diversa da quella che abbiamo visto ultimamente”.

Cairo, per usare un eufemismo, è seccato dalla modalità con la quale sta maturando il passaggio di Petrachi alla Roma, ci potranno essere degli intoppi che rallenteranno questo passaggio?

“Magari sì. Cairo da uomo di mondo e da conoscitore del mondo del calcio è giusto che mantenga il punto perché è ciò che deve fare e lo sta facendo. Sappiamo che nel calcio molte volte i contratti e i tempi ci sono però poi si fa in maniera diversa. Chi nel calcio è senza peccato scagli la prima pietra, sono proprio curioso di vedere quante pietre saranno scagliate”.

Si vocifera di un risarcimento per il Torino in termini di giocatori, questo potrebbe avvenire?

“Penso di sì, anche perché ultimamente la Roma e il Torino hanno avuto operazioni in entrata e in uscita, quindi, non mi meraviglierei se trovassero un agreement che accontenti un po' tutti. Non credo che ci saranno rotture tra le due società. Invece credo che tra Cairo e Petrachi ultimamente, indipendentemente dalla Roma, i rapporti non fossero idilliaci e di conseguenza è lo stato naturale delle cose che ha portato a questa separazione”.

Da tempo la Roma è interessata ad alcuni giocatori del Torino, già in altre sessioni di mercato si era parlato di Sirigu e Belotti e non spiacciono giocatori come N'Koulou e Izzo. Si tratta solo di voci oppure c'è un reale interessamento?

“Qualche giocatore del Torino che interessa alla Roma oggettivamente c'è. La Roma, ad esempio, dovrà sostituire Dzeko, quindi, Belotti potrebbe essere un candidato, anche se è costoso. Anche N'Koulou, che ha fatto benissimo in questi due anni in Italia, è un profilo interessante. Il Torino ha dei validi giocatori e lo dimostra il suo campionato e credo che abbia anche un allenatore giusto e bravo per far giocare la squadra al meglio e ottenere dei risultati. Anche in virtù di questo potrebbero esserci delle trattative, delle manovre, che, come dicevo prima, possano accontentare un po' tutti e magari ci potranno essere uno o due giocatori del Torino che verranno alla Roma e qualche giocatore della Roma che andrà al Torino, perché no?”.

Pensare però che dopo il passaggio di Petrachi alla Roma Cairo gli venda anche dei giocatori non è facile. Senza arrivare a una ripicca, non stupirebbe se ci costi fossero elevati.

“Certo”.

Dipenderà poi quanto la Roma è disposta a spendere.

“Esatto”.

O quanto può spendere in ottica bilancio con conti a posto.

“La Roma sul piano del fair play finanziario adesso sta bene e non ha problemi, ma non facendo la Champions nella prossima stagione non potrà contare su certi introiti. Considerando che l'obiettivo non dichiarato, anche se abbastanza evidente, è quello di  cambiare un po' la rosa perché non è stato rinnovato il contratto a De Rossi e molto probabilmente andranno via Dzeko, Kolarov e Manolas e tenteranno di tutto per vendere Nzonzi e Pastore è chiaro che la squadra diventerà diversa da quella attuale. Vedremo come vorranno costruire la nuova squadra, anche se non credo con colpi a sensazione bensì con giocatori collaudati, giovani e meno, che possano subito costituire una squadra in grado di ripartire dopo la brutta stagione di quest'anno”.

E dipenderà anche da chi sarà il prossimo allenatore della Roma, se sarà Gasperini o un altro.

“Su questo fronte bisognerà aspettare perché oggi tutti pensano e vedono in Gasperini l'indiziato numero uno, ma io credo che in questo domino di allenatori sia meglio non dare per scontato nulla poiché si rischia di essere sconfessati da quello che puoi accadrà”.

Quanto sono fondate le voci che dicono che Petrachi porterà con sé Cavallo il responsabile degli osservatori e anche il segretario generale Longo?

“Sicuramente Petrachi avrà qualche suo uomo di fiducia, anche perché Massara che era la spalla, il braccio destro,  che prima lavorava con Sabatini e poi con Monchi andrà via, quindi, credo che Petrachi si porterà qualcuno all'interno dello staff. Se poi ci sarà anche il segretario generale non lo so, ma la Roma ha in animo di riordinare anche un po' il suo assetto dirigenziale e di conseguenza non sarei meravigliato se Petrachi inserisce una o due delle sue pedine”.

Ritornando alla partita fra Torino e Lazio, chi ha le motivazioni maggiori per provare a portare a casa i tre punti?

“Penso il Torino perché termina il campionato in casa e perché la sua è stata una bella stagione e chiuderla con un successo sulla Lazio davanti ai propri tifosi dà una motivazione molto forte. Credo anche che questo Torino proprio perché ha fatto bene quest'anno debba chiudere con una bella prestazione che faccia da ponte con la prossima annata. Questo non vuol dire che la Lazio verrà a Torino in gita, anzi, perché è la squadra che ha vinto la Coppa Italia. Questo le ha dato entusiasmo e se non è proprio appagata comunque sa che in Europa League ci andrà senza bisogno del piazzamento in campionato poiché ha ottenuto il pass proprio attraverso la Coppa Italia, che ha dato un senso positivo alla stagione. Anche per questo vedo più motivato il Toro”.