ESCLUSIVA TG – Camolese: “Il Toro se metterà in campo le sue qualità potrà fare una bella prestazione con la Juventus”

15.12.2018 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Giancarlo Camolese
© foto di Federico De Luca
Giancarlo Camolese

Giancarlo Camolese è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Camolese è un ex giocatore e attualmente allenatore, docente universitario presso lo Suism di Torino, docente della scuola allenatori del Settore Tecnico Figc di Coverciano e opinionista televisivo. Cresciuto nelle giovanili del Torino è poi approdato in prima squadra nella stagione 1978-1979. Terminata la carriera agonistica intraprende quella di allenatore prima nelle giovanili del Torino e in seguito guida la prima squadra dal 2000 al 2002 e successivamente anche nel 2009. Con lui, che da allenatore dei granata non ha mai perso un derby, abbiamo parlato della partita di questa sera fra Torino e Juventus.

Quando sente dire derby Torino-Juventus a cosa pensa?

“Penso a una partita speciale e non soltanto a una gara che si vive solo alla vigilia e poi quando si è dentro all'evento, ma a una partita che normalmente inizia e dura tutta la settimana”.

Questa settimana si può dire che per il Torino è iniziata dopo il pareggio con il Milan e per la Juventus, invece, con la sconfitta in Champions League. Cambia qualcosa?

“No, perché è stata una sconfitta ininfluente per il loro cammino in coppa, quindi, non cambia assolutamente niente. Invece, il pari del Torino è un ottimo risultato, anche perché la squadra non ha soltanto ottenuto un risultato positivo, ma ha dimostrato personalità e in alcuni momenti è stata superiore al Milan, quindi, ci sono stati tanti segnali positivi”.

Se si vanno a vedere i dati fra Torino e Juventus c’è un abisso sia per i punti sia per i gol fatti e subiti e anche i numeri degli attaccanti, in assoluto e considerati in casa per i granata e in trasferta per i bianconeri, sono pesantemente a favore della squadra di Allegri. Destino già scritto?

“Normalmente i numeri sono importanti, però, i derby sono partite che sfuggono alle logiche, quindi, saranno più importanti altre qualità da entrambe le parti. Per il Toro, quelle storiche: il coraggio, la determinazione e la voglia di dar battaglia. Qualità che anche in passato hanno permesso di eliminare i gap tecnici che nella storia dei derby ci sono stati tante volte, infatti, pochissime volte il Torino è partito diciamo tecnicamente alla pari con la Juventus e quasi sempre ha dovuto metterci qualcosa in più proprio per sopperire alla differenza dal punto di vista tecnico. Anche i derby che ho disputato da allenatore nelle Juventus c'erano i vari Del Piero, Trezeguet, Nedved ... ”.

Ma lei da allenatore del Torino non ha mai perso un derby.

“È vero (sorride, ndr) io ne ho disputati tre, uno era per beneficenza organizzato dalle due società in occasione dell'alluvione in Piemonte, quindi, si trattava di un'amichevole, anche se amichevole non è la definizione esatta perché un derby è sempre un derby, ma gli altri due erano di campionato e li pareggiamo entrambi. Furono tutti e due molto belli e grazie ai giocatori che avevo siamo riusciti a disputare due partite che sicuramente hanno soddisfatto i nostri tifosi”.

Tornando alle altre qualità rispetto ai numeri, quali devono essere quelle della Juventus?

 “La Juventus ha costruito una squadra completa in tutti i reparti che ha come obiettivo non solo la conquista dello scudetto, ma anche della Champions quindi si può dire che siano coperti in tutti i reparti. La rosa ampia, quindi, permette di ruotare i giocatori e di non perdere qualità e risultati e lo dimostro il campionato, infatti, hanno pareggiato una sola partita, direi quasi per caso e per il resto hanno vinto tutte le altre. Questo testimonia la qualità di tutto il gruppo della Juventus e non soltanto di un'ipotetica squadra titolare e Allegri sta gestendo tutti i giocatori benissimo”.

Dal punto di vista del gioco su cosa può contare il Torino per provare a fermare la Juventus?

“Il Torino deve fare assolutamente una partita da squadra, essere molto compatto e tutti i granata in campo si devono aiutare perché la Juventus ha tutti giocatori bravi nell'uno contro uno, quindi, diciamo che per sopperire al gap nel Torino i calciatori devono lavorare tutti insieme. Poi si deve giocare con entusiasmo e coraggio proprio per le cose che abbiamo detto prima in modo da sbagliare il meno possibile poiché la Juventus ha dimostrato di essere una squadra che se si fanno degli errori o si commettono delle disattenzioni ti punisce immediatamente. Il Toro deve disputare una partita intelligente senza mai abbassare la concentrazione per tutti novantacinque minuti”.

La Juventus ha qualche punto debole?

“Al momento ne ha dimostrati pochi, però, io spero che proprio il derby magari ne evidenzi qualcuno e che sia proprio il Toro a insegnare alle altre squadre del nostro campionato come si fa a battere la Juventus”.

Nel Torino chi può essere il giocatore chiave di questa partita?

“Lo devono essere tutti per fare risultato perché, come ho detto prima, ci vuole l'apporto di tutti e tutti devono dare qualche cosa in più visto che il Toro è una squadra forte fisicamente e anche sulle palle inattive può trovare la soluzione giusta. Credo veramente che sia una partita in cui tutti devono giocare bene per riuscire a venire a capo di una squadra che ha dimostrato di essere completa in tutti i reparti”.

Se fosse l'allenatore del Torino, escludendo Cristiano Ronaldo, quale giocatore della Juventus preferirebbe non vedere in campo?

“Escluderei Allegri perché l'allenatore bianconero ha dimostrato in questi anni di capire bene lo spirito del derby e di riuscire a trasmettere le cose giuste ai suoi giocatori. In queste partite Allegri ha anche dimostrato di riuscire sempre a trovare i giocatori giusti per ogni gara. Quindi, toglierei Allegri perché sbagliare la formazione iniziale sarebbe un vantaggio per il Toro”.

In percentuale quante possibilità ha il Torino di ottenere un risultato positivo?

“Al di là del risultato positivo, che è molto importante, i tifosi del Toro vogliono vedere una squadra che esprime coraggio, che gioca fino all'ultimo secondo, che non perde la testa perché anche quest'ultimo fattore sarà fondamentale. I giocatori in campo dovranno ragionare sempre ed essere molto combattivi, quindi, non conta molto la percentuale che può avere il Torino di ottenere un risultato positivo, ma, come dicevo, è più importante pensare a una prestazione di un certo tipo e poi le percentuali verranno da sole strada facendo. Sarà necessario un apporto importante di tutti i giocatori senza farsi prendere da nervosismi che non aiutano mai contro una squadra che è sempre lucida com'è la Juventus”.

A proposito di nervosismo, spesso Mazzarri è stato allontanato dalla panchina. Anche lui è a rischio?

“Sì, ma l'allenatore, con tutto il rispetto che ho per Mazzarri, anche se è allontanato in ogni caso le sue direttive le fa arrivare lo stesso. È più importante non rimanere in dieci uomini in campo. Sia chiaro, è importante che anche Mazzarri stia al suo posto, ma io mi riferivo soprattutto ai giocatori”.

Ultimamente i granata in casa non hanno brillato per prestazioni, ma quanto pesa la pressione che può mettere il pubblico del Toro?

“I tifosi del Toro sono un pubblico che sta sempre vicino ai suoi giocatori quando vede impegno e combattività, quindi, credo che i tifosi faranno la loro parte. Ma è chiaro che poi deve essere sempre la squadra a stimolare i tifosi a rimanere dalla propria parte con una prestazione che sia chiaramente all'altezza sotto il profilo dell'impegno e della determinazione. Non credo che il problema siano i tifosi del Toro semmai lo è il valore dell'avversario. Se il Torino ha perso qualche punto in casa l'ha fatto qualche volta per errori arbitrali e qualche altra volta per errori tecnici che hanno pregiudicato la partita e mi riferisco a quelle con il Napoli e con il Parma. Quando si affronta una squadra di serie A gli errori tecnici e le disattenzioni si pagano quasi immediatamente”.

Quale consiglio si sente di dare al Toro?

“Nessun consiglio. L'unica cosa che posso dire è che i derby sono partite belle da vivere e vanno vissute fino in fondo. Giocarsela con grande coraggio e il giusto rispetto per il valore dell'avversario, ma pensando di potercela fare perché il calcio spesso regala prestazioni importanti da parte di squadre che sulla carta tecnicamente possono avere qualche cosa in meno. Il Toro non è così distante dalla Juventus e se metterà in campo altre qualità potrà fare una bella prestazione”.

Cambiato argomento e parlando di lei, è docente universitario presso lo Suism di Torino e il Settore Tecnico Figc di Coverciano, ma non vorrebbe tornare ad allenare?

“Certamente, se mi arrivasse un'offerta con un progetto interessante e serio, cose non così scontate, la prenderei in considerazione perché la panchina mi manca”.