ESCLUSIVA TG – C. Sala: “I problemi del Torino c’erano già con Mazzarri e ora con Longo si sono evidenziati”

08.07.2020 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Claudio Sala
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Claudio Sala

Claudio Sala è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Sala, vinse uno scudetto con il Torino nel 1976 e una Coppa Italia nel 1971, indossò la maglia granata dal 1969 al 1980 e poi nel 1989 allenò la prima squadra. Con Sala abbiamo parlato del difficile momento del Trino che è in lotta per evitare di retrocedere in Serie B.

Il Torino come può uscire dalle difficoltà e dal rischio retrocessione?

“Facendo qualche risultato oppure senza fare risultati, ma con le sconfitte delle squadre che ci sono dietro, perché chi è più in basso di lui in classifica va come i gamberi: due sono già di fatto retrocesse e l’unica che ancora può provare ad evitare la caduta in B è il Lecce che dopo la vittoria con la Lazio mantiene accese le speranze, per cui il Torino dovrà vincere con il Brescia per conservare invariato il margine di sei punti tenuto conto che il Genoa dovrà affrontare il Napoli, che sa già che il Milan ha battuto la Juventus e così lo ha scavalcato in classifica”.

Ma è possibile che il Torino riesca a vincere con il Brescia?

“E come no. Il calcio dice questo: non c’è nulla d’impossibile e nulla di possibile. Il Brescia ormai è retrocesso, anche se ha vinto l’ultima partita con il Verona e l’unica sua speranza è quella di venire a Torino e vincere per poi mettersi a rincorrere le altre squadre che gli stanno davanti”.

Moreno Longo sta cercando di salvare il Torino, ma è l’allenatore adatto?
“Non si può mai dire, tutti gli allenatori vanno valutati sempre a posteriori. Per adesso è in difficoltà perché ha ottenuto una vittoria, un pareggio e sei sconfitte e con le undici sconfitte, tre pareggi e otto vittorie in campionato prima quando c’era ancora Mazzarri chiaramente questa è una squadra in piena zona retrocessione. Ha il grosso vantaggio, come dicevo, che la altre dietro non fanno punti se non molto sporadicamente”.

Belotti è l’unico giocatore al quale si può attaccare il Torino?

“E’ l’unico Belotti perché si dà da fare e fa di tutto per poter risolvere i problemi, ma questa è sicuramente una squadra con delle difficoltà che c’erano già ai tempi di Mazzarri e si sono evidenziate ancor di più con Longo”.

Sirigu nonostante le innumerevoli parate decisive continua a subire tanti gol.

“Il guaio è che se noi valutiamo che perda nonostante le parate e in alcuni casi faccia risultato grazie a Sirigu questo la dice lunga sulle potenzialità di questa squadra. L’anno scorso questa stessa squadra aveva la quinta miglior difesa del campionato mentre adesso solo nel girone di ritorno ha subito quattro gol dalla Juventus, dal Cagliari e dal Lecce, tre dalla Sampdoria e ben sette dall’Atalanta, quindi, sicuramente è una squadra che, soprattutto nel reparto difensivo, sta acuendo dei problemi che non aveva l’anno scorso”.

Finito il campionato e sperando che il Torino resti in serie A, l’unica soluzione è rivoluzionare la rosa?

“Rivoluzione è una parola grossa perché per farla bisogna anche avere soldi da investire, quindi, posso dire che sicuramente è una squadra che andrà cambiata qualunque sarà l’allenatore”.