ESCLUSIVA TG – Ardito: “L’importante per il Toro è reagire e riprendere il cammino che ha avuto fino a due-tre settimane fa”

16.02.2024 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Andrea Ardito
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Andrea Ardito
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com

Andrea Ardito è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Ardito ha giocato nel Torino dal 2005 al 2007 e successivamente nel Lecce dal 2007 al 2009. Attualmente allena l’Alta Brianza ed è responsabile tecnico di tutto il settore giovanile. Con lui abbiamo parlato del Torino che affronterà oggi in casa alle ore 19 i salentini.

Dall’andata col Lecce il Torino ha svoltato anche passando al modulo a due punte e, pur con qualche caduta, ha incamerato punti, ma da alcune partite è inchiodato al 10° posto causa pareggi nelle ultime gare con squadre alla portata. Questa sera che Torino si aspetta?
“La scorsa partita con il Sassuolo e quella precedente con la Salernitana hanno creato un po’ di malumori, che forse non c’erano più dalla gara dell’andata prima del Lecce, ma penso che da parte della squadra ci sia la voglia di ripartire e fare un finale di stagione importante come sembrava portare l’inerzia degli ultimi due mesi. Sembrava proprio che il Toro potesse puntare veramente alla parte alta della classifica e se il Toro è riuscito a fare questo vuole dire che la squadra nel finale di stagione può ripetere quel filotto di partite. Questa sera ci deve essere proprio la voglia di reagire subito dopo due prestazioni incolori e anche al dibattito che si è aperto dopo le dichiarazioni di Juric. La cosa importante adesso è remare tutti dalla stessa parte e togliersi questo po’ di negatività che è venuta fuori negli ultimi dodici giorni e questa sera fare risultato che diventa la molla propulsiva per il finale di stagione”.

Il Torino ha una difesa solida, con 20 reti subite è la 3ª della Serie A ed è da Champions League, purtroppo però già da tempo è infortunato Schuurs, poi si è fermato anche Buongiorno e adesso pure Rodriguez e Tameze per questa partita è squalificato. Dal mercato di gennaio sono arrivati Lovato e Masina, provenienti da situazioni per loro non positive e soprattutto Masina giocava pochissimo, e c’è Sazonov. La difesa rischia di avere qualche problematica viste le assenze?
“Quando mancano i giocatori importanti è un problema perché è sempre meglio averli in campo, ma penso che Juric lavori molto bene dal punto di vista difensivo e sui duelli individuali e tutti gli interpreti di quel ruolo sanno bene quello che devono fare. Quando una squadra ha questi numeri a livello difensivo vuole dire che a livello complessivo lavora bene ed è questo l’importante. La squadra giocherà sempre alla stessa maniera e creerà le certezze ai difensori che hanno giocato meno proprio perché la fase difensiva è un lavoro di squadra e così riusciranno a sopperire a queste assenze”.

Il problema vero del Torino è che segna pochi gol, con 21 in 23 gare ha il terzultimo attacco, e soprattutto tira pochissimo sia in assoluto sia nelle porte avversarie, è ultimo in queste due graduatorie. Sia Juric sia i giocatori continuano a ripetere che stanno lavorando per migliorare, però finora risultati non se ne sono visti. Zapata, 6, e Sanabria, 3, in due non sono arrivati ancora in doppia cifra, la situazione è complicata?
“Gli attaccanti possono sbloccarsi e di conseguenza entrando in fiducia possono avere numeri completamente diversi nell’ultimo periodo del campionato, ma se a metà febbraio i numeri della squadra sono questi, con un’ottima difesa e difficoltà a segnare, vuole dire che il gruppo di lavoro ha creato degli equilibri e la squadra è più o meno questa e di conseguenza non c’è da aspettarsi numeri stratosferici in fase offensiva di qui alla fin. Se verranno tanto meglio, però adesso l’equilibrio del Toro è questo per cui devono cercare di concretizzare al massimo le situazioni che riescono a creare. La questione è che non mancano solo i gol, ma anche i tiri in porta ed è paradossalmente un po’ strano perché Juric alle sue squadre insegna ad andare a prendere sui riferimenti in fase difensiva in pressione alta e così gli errori dei difensori avversari in fase di costruzione portano magari  ribaltare la situazione e a creare situazioni pericolose anche in parità numerica. La situazione è strana anche rispetto agli altri anni quando i gol non erano molti, ma il Torino creava tantissime occasioni. Con questa situazione il Toro deve convivere e cercare delle soluzioni, ma, come dicevo, siamo a metà febbraio e cambiando modulo e anche giocatori se i numeri continuano ad essere questi vuole dire che purtroppo di qui alla fine del campionato sarà difficile che possa far stropicciare gli occhi sbalordendoci per i numeri offensivi che farà. L’importante è che arrivino i risultati come è accaduto nell’ultimo periodo tranne nelle ultime due settimane”.

Il Lecce è 13esimo con 24 punti e ne ha 5 in più del Verona terzultimo, ha l’obiettivo di salvarsi e non lo è ancora però non è neppure messo in classifica così male per cui andrà in campo per fare il suo, ma è il Torino che deve imporre il suo gioco e fare la differenza?
“Senza ombra di dubbio, il Toro sulla carta è una squadra più attrezzata ed è anche anni che si è consolidata in Serie A ed è alla terza stagione che lavora con lo stesso allenatore quindi deve questa sera imporre il proprio gioco, però non sono completamente d’accordo per quel che riguarda il Lecce. Le squadre che sono sotto e in lotta per la salvezza iniziano a fare punti, l’Udinese ha battuto la Juventus, l’Empoli ha vinto con la Salernitana, il Verona ha pareggiato con il Monza e il Sassuolo col Torino, e i discorsi si stanno riaprendo nella parte bassa della classifica. Il Lecce sa che la sua vittoria del campionato è la salvezza e siamo solo a metà febbraio per cui manca tanto alla fine e quindi si presenterà in campo agguerrito perché in Serie A è facile imboccare un filotto negativo poiché sono tutte partite difficili, soprattutto per una squadra che si deve salvare. Il Toro si troverà davanti una squadra che avrà il coltello fra i denti e che vorrà portare a casa qualche cosa visto che in questo momento ogni punto per il Lecce è importante”.

Per il Torino questa è l’ultima del filotto di quelle più abbordabili e poi ce ne saranno quattro, Lazio, Roma, Fiorentina e Napoli, con squadre più forti e davanti in classifica. Quella di oggi è una gara “spartiacque” per le ambizioni europee dei granata?
“Non è una partita decisiva, ma comunque è importante anche alla luce delle ultime dinamiche ci si sono create fra la tifoseria e l’allenatore. Conta reagire e poi il Toro, secondo me, proprio perché ha numeri non esaltanti in fase offensiva incontra più difficoltà a vincere quando davanti ha squadre che si devono salvare e che magari si chiudono di più. In questi anni il Torino ha dimostrato che può fare punti con tutti, ma è importante che riesca a fare la partita da Toro con al sua identità, i suoi equilibri e le sue certezze. Non mi preoccuperei per il calendario che ha davanti e, anzi, sono partite non con Inter e Juventus e la differenza che ho visto negli ultimi anni rispetto a quando giocavo io nel Toro che c’era il Milan di Ronaldo, Seedorf, Pirlo, Maldini e Nesta o l’Inter delle 13 partite vinte consecutivamente in campionato oppure la Roma che aveva Totti, Montella e Cassano che erano partite quasi proibitive, adesso se sei organizzato e giochi una partita giusta puoi fare punti con tutte. L’importante per il Toro è reagire e riprendere il cammino che ha avuto fino a due-tre settimane fa e che aveva fatto sognare un po’ tutti in un finale di campionato un po’ diverso rispetto agli ultimi anni, soprattutto dopo la vittoria per tre a zero col Napoli. E’ questo che deve cercare di fare il Toro d’ora in poi: ricrearsi i presupposti per fare un finale di stagione diverso rispetto agli ultimi anni”.

Parlando di lei, con l’Altra Brianza siete nelle parti alte della classifica e avete un’ottima difesa e un attacco molto prolifico. Qual è il vostro obiettivo?
“Adesso siamo terzi in classifica e lo dicevo ai ragazzi martedì che è vero che siamo terzi, però i numeri parlano chiaro perché siamo il secondo miglior attacco e la seconda miglior difesa e questo ci deve dare consapevolezza. Sappiamo che davanti ci sono squadre attrezzate che sono partite con l’obiettivo di vincere il campionato e magari a livello di budget hanno speso tanto, ma se siamo lì adesso il primo obiettivo, per una squadra che fino a un anno e mezzo fa era in Promozione, è consolidare la categoria. A febbraio abbiamo 41 punti e bene o male l’obiettivo lo abbiamo raggiunto e adesso con al nostra identità e il nostro modo di giocare proviamo a sognare e fare qualche cosa di bello. Proviamoci!”.