ESCLUSIVA TG – Agroppi: “Serve un Toro diverso con la Lazio, altrimenti può restare a casa senza andare a Roma”

18.05.2021 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Aldo Agroppi
TUTTOmercatoWEB.com
Aldo Agroppi
© foto di Federico De Luca

Aldo Agroppi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Agroppi è stato centrocampista del Torino dal 1967 al 1975. Terminata la carriera agonistica ha allenato e attualmente è opinionista televisivo e radiofonico. Con lui abbiamo parlato della delicatissima partita di questa sera dei granata con la Lazio.

Tenuto conto che al Torino basta un punto per salvarsi e che poi avrà ancora a disposizione la partita, eventuale scontro diretto, con il Benevento, nella prima gara di oggi con la Lazio potrebbe essere strategico che giochi arroccato in difesa a difendere lo zero a zero iniziale?

“Non è detto che giocando in difesa poi il risultato vada a buon fine. Giocare solo difendendosi vuole dire far giocare in attacco gli avversari quindi la gara va fatta difendendosi quando occorrerà e attaccando quando ci sarà l’occasione. E’ una partita che il Torino deve giocare con grande determinazione e anche serenità, anche se di sereno non c’è niente, però, è una partita che in qualche maniera va affrontata. Abbiamo due risultati utili su tre per cui bisogna fare in modo di salvarci già con la Lazio. C’è da dire che la Lazio viene da un periodo non molto bello e vorrà riscattare le ultime partite, soprattutto la sconfitta nel derby con la Roma. Simone Inzaghi è il fratello di Pippo e quindi ci sono tanti motivi per la Lazio di vincere con il Torino. E’ difficile fare un pronostico su questa partita, ma è certo che si dovrà vedere un Torino diverso rispetto a quelle delle ultime due volte, altrimenti possiamo rimanere a Torino senza andare a Roma”.     

Col Milan mister Nicola aveva fatto tanto turnover per preservare parecchi giocatori per il match successivo con lo Spezia, anche se poi non è servito. Con la Lazio sarebbe giusto agire con la stessa logica oppure no?

“Sono situazioni difficili per l’allenatore. Nicola dalla mattina alla sera pensa e ripensa a cosa fare, alla formazione, come mandare in campo i giocatori e sono situazioni tremende sotto il profilo calcistico. L’allenatore fa delle scelte, anche azzardate e se le indovina è bravo, ma se le sbaglia, come purtroppo è accaduto nelle ultime partite in particolare con il Milan, viene contestato. Peccato, perché Nicola ha fatto un buon lavoro fino a due gare fa. Non stiamo ora a pensare a cosa è accaduto con lo Spezia o in casa con il Milan, ma pensiamo alla partita di oggi: tutti la preparino nel modo giusto, con grande concentrazione, determinazione e diciamo anche serenità perché se si va in campo con la paura di perdere allora sicuramente si perderà”.      

Nelle ultime partite la difesa del Torino è tornata ad essere un colabrodo e l’attacco è spuntato già da un po’, quali soluzioni può avere Nicola a disposizione per risolvere questi problemi?

“Più che Nicola i problemi li devono risolvere i giocatori mettendo in campo un’altra prestazione rispetto a quelle con lo Spezia e con il Milan. L’allenatore può poco perché lui non va in campo. Lui prepara la formazione ed è chiaro che pensa sempre che sia quella giusta. Come dicevo, l’allenatore dalla mattina alla sera non fa altro che pensare alla partita con la Lazio e a quella successiva con il Benevento quindi poi agisce secondo quello che ritiene sia il meglio per la squadra. Dopo può fare autocritica, ma le alternative per domani sono tante: è un rompicapo. L’allenatore manda in campo una squadra che sembra quella giusta sotto il profilo della determinazione e della compattezza e poi magari dopo pochi minuti tutto si sbriciola. E’ inutile quindi pensare a cosa è stato, non ha più senso rimuginare su formazioni giuste o sbagliate oggi c’è una partita molto importante che può permetterci di salvarci in modo da non temere l’ultima di campionato e una retrocessione che sarebbe dolorosissima. Pensiamo a questa sera e non al passato”.        

Secondo lei, dopo le pesanti sconfitte con Milan e soprattutto Spezia i granata saranno in grado di non farsi sfuggire l’occasione?

“Non si sa, perché chi può conoscere lo stato d’animo dei calciatori? Che prestazione offriranno? E’ certo che si giocano il futuro, la Serie A e ottimi contratti, quindi, dovrebbero fare bene, ma magari c’è quello che sente con grande tensione la partita e questa tensione poi incide negativamente sul suo rendimento. E’ una partita difficilissima sotto ogni aspetto. L’avranno preparata al meglio perché si giocano il campionato, la stagione e la Serie A e dico loro di stare sereni e tranquilli. In questi casi l’allenatore meno parla e meglio è: non sto dicendo Nicola, ma in generale. Che cosa si vuole dire ai giocatori? La classifica la conoscono. Si saranno preparati al meglio e l’allenatore cercherà di scegliere chi mandare in campo dopo aver fatto molte riflessioni soppesando tutti i pro e i contro”.

Ai tifosi del Toro che cosa si può dire?

“Di stare calmi. State calmi, aspettate. I tifosi del Toro vivono delusioni, ma se fanno contestazioni mettono paura ai calciatori e così si dà vantaggio all’avversario. Lascino perdere, le conclusioni le si faranno a campionato finito, mancano cinque giorni. Quindi ai tifosi dico: “State buoni. Avete sopportato fino ad oggi quindi non create tensioni perché non fate un favore alla squadra, ma agli avversari”. Ci sarà tempo per trovare i colpevoli di questa dannata stagione, ora state calmi il Toro deve salvarsi e questo viene prima di tutto”.