ESCLUSIVA TG – Varriale: “Torino e Napoli non sono in gran forma, fare un pronostico è difficile”

16.03.2014 07:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
ESCLUSIVA TG – Varriale: “Torino e Napoli non sono in gran forma, fare un pronostico è difficile”
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Enrico Varriale è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Varriale - giornalista Rai che conduce le trasmissioni “Il processo del Lunedì” su Rai Sport 1 il lunedì alle 21 e “Stadio Sprint” su Rai 2 la domenica alle 17,10 - abbiamo parlato della partita fra Torino e Napoli.

 

Fra Torino e Napoli, tenendo conto anche delle defezioni, soprattutto in casa granata, che partita sarà?

“Sono due squadre che finora hanno espresso un calcio straordinario anche dal punto di vista spettacolare, ma che si affrontano nel periodo meno brillante della loro stagione, perché chi per un motivo e chi per un altro stanno vivendo un momento di appannamento. Il Torino dopo il derby, per me, si è un pochino smarrito anche sul piano del traguardo dell’Europa League che teneva viva tutta la stagione granata e persa quell’occasione, e considerando che la classifica è molto tranquilla, forse sono venute meno le motivazioni. Il Napoli ha il problema che gioca troppo e ha una rosa di buon livello, ma non tale da assicurare i ricambi necessari per dare il massimo in tutte le partite e in tutte le competizioni. Con il Porto si è visto giovedì sera che far ruotare i centrocampisti è indispensabile, però bisogna avere giocatori che siano adatti sia alla fase difensiva sia a quella di proposizione del gioco e in Portogallo il centrocampo riusciva solo a distruggere il gioco degli avversari, ma non a costruire il proprio. Quando manca Higuain la differenza si vede nettamente e anche in difesa i ricambi non sono sempre all’altezza dei titolari, considerando che è il reparto meno forte del Napoli. Quindi, secondo me, è una partita sulla quale è molto difficile dire che cosa vedremo perché entrambe le squadre non sono al massimo della condizione, un paio di mesi fa sarebbe stato un match estremamente spettacolare e godibile. Vediamo come evolverà l’incontro, certo è che il Napoli ha più bisogno di vincere del Torino se vuole continuare a sognare il secondo posto”.

 

A centrocampo forse entrambi gli allenatori hanno maggiori problemi?

“Sì, anche perché il centrocampo è il luogo dove si costruisce il proprio gioco e si distrugge quello dell’avversario. Detto questo ho visto con attenzione la partita di domenica scorsa del Torino con l’Inter e in generale la squadra granata mi è parsa poco brillante, anche perché non è stata messa sotto dai nerazzurri in maniera evidente. Il Torino non ha dato mai la sensazione di essere brillante nelle ripartenze al di là di Cerci e Immobile, che chiaramente non sono in grande condizione neanche loro due e poi venivano dalla convocazione in Nazionale e questo potrebbe avere condizionato,  tra il viaggio e quant’altro, un po’ i due giocatori che non sono abituati a giocare ogni tre giorni perché il Torino non disputa le coppe. Però a me il Torino è parso una squadra che in questo momento ha poca brillantezza atletica e probabilmente un po’ le pile scariche, ma il campionato è ancora lungo e degli obiettivi intermedi il Torino deve darseli. L’Europa League è lontana, mentre la salvezza è pressoché raggiunta, con tutte le scaramanzie del caso, ed è chiaro che non c’è più un obiettivo preciso in classifica, però in partite come questa con il Napoli o altre con squadre blasonate e soprattutto le gare che si giocano in casa dovrebbero dare comunque degli stimoli alla squadra, che complessivamente ha disputato una stagione positiva”.

 

Sfida nella sfida il confronto fra le due coppie d’attacco Cerci-Immobile e Higuain-Callejon, però per il resto dei giocatori del reparto avanzato primeggiano quelli del Napoli, squilibrio pesante?

“Nel Napoli forse solo Insigne e Hamsik hanno segnato un po’ meno di quello che ci si aspettava, però sia i partenopei, magari con più uomini poiché hanno una rosa di maggior qualità, sia i granata, quasi in esclusiva con Cerci e Immobile, sono due formazioni che nel corso di tutto il campionato hanno avuto proprio come mentalità quella di cercare di segnare un gol in più degli avversari più che di prenderne uno in meno, due squadre che, secondo me, nella fase offensiva hanno fatto meglio che in quella difensiva. Un po’ per la mentalità dei due allenatori che hanno sempre cercato di privilegiare il gioco e un po’ perché da una parte Cerci e Immobile e dall’altra Higuain, Callejon, Mertens, Pandev, ma anche Hamsik sono calciatori che segnano. Domani sera magari vedremo lo stesso una grande partita e noi al Processo del Lunedì ne daremo conto poiché seguiremo questa gara con grande attenzione e interesse mandando in onda le interviste realizzate al termine del match. Torino e Napoli privilegiano il gioco e l’esaltazione d’interpreti importanti con Cerci e Immobile che sono in corsa per il Mondiale, Higuain che sicuramente ci andrà, Pandev, Callejon e Mertens che sono giocatori di grande qualità e fantasia, anche se, come dicevo, forse un paio di mesi fa la partita sarebbe stata più spettacolare, ma potrebbe esserlo anche domani perché gli allenatori non fanno mai troppi calcoli e mandano in campo la squadra per cercare di imporre il proprio gioco agli avversari e segnare un gol in più, questo è garanzia di spettacolo”.

 

Ultimamente né il Torino né il Napoli hanno approcciato bene alle partite, soprattutto i granata, concedendo il primo tempo agli avversari eppure Ventura e Benitez non lasciano nulla al caso, queste “debolezze” di inizio gara come si spiegano?

“Penso che sia un po’ una coincidenza rispetto a certe situazioni delle ultime partite. Nel derby Ventura ha spiegato che l’idea iniziale era quella di contenere la Juventus perché temeva che darle spazio avrebbe fatto fare al Torino la fine di Napoli, Roma, Milan e Inter quando hanno giocato allo Juventus Stadium hanno terminato la gara avendo subito tanti gol per aver voluto aggredire fin dall’inizio i bianconeri. Il Napoli nelle ultime partite denuncia un certo inevitabile e fisiologico calo fisico dovuto all’essere arrivato alla finale di Coppa Italia e all’aver disputato prima la Champions e adesso l’Europa League e rispetto alla Roma, ad esempio, ha giocato nove partite in più, non sono poche e in questo momento della stagione si fanno sentire. E’ chiaro che magari nella gestione delle partite può capitare che psicologicamente si parta un po’ più lenti per arrivare fino alla fine, ma credo che questo sia la conseguenza di un periodo non brillantissimo sul piano atletico. Ci sono poi partite come quella del Napoli in Europa League con lo Swansea quando i partenopei partirono a razzo e segnarono subito e dovettero faticare prima di riuscire a raggiungere la vittoria dopo il gol del pareggio dei gallesi. In quella di ritorno con il Porto immagino che il Napoli giocherà fin dall’inizio con una certa carica agonistica e con impegno fisico maggiore. Nella gestione dell’intera stagione in particolare nell’ultimo mese sia il Napoli sia il Torino stanno scontando un calo della condizione fisica”.

 

Quanto potrebbe pesare per il Napoli, andando a vantaggio del Torino, l’impegno prima e dopo la gara di lunedì con il Porto in Europa League?

“Chiaramente l’andata e il ritorno con il Porto negli ottavi di finale d’Europa League può essere una distrazione, quando si dice che il Napoli anche dopo la vittoria al San Paolo con la Roma ha da una parte rimesso in discussione il secondo posto, ma dall’altra comunque i giallorossi, secondo me e anche a detta della maggior parte degli osservatori, sono ancora favoriti lo si dice in base a questo, cioè è difficile essere sempre sul pezzo, concentrati, con il massimo dell’attenzione e anche della forza fisica giocando ogni tre giorni. Il Napoli ha giocato giovedì scorso in Portogallo, giocherà domani a Torino, gara delicata e con un avversario difficile che in casa quasi sempre ha sfoderato belle prestazioni, e poi di nuovo giovedì con il Porto al San Paolo in una gara senza appello nel senso che se il Napoli vuole passare il turno deve vincere con almeno due gol di scarto. Questo condiziona e ha sempre condizionato tutte le squadre, a maggior ragione squadre come il Napoli di quest’anno che ha una rosa buona, ma non eccezionale per competere su tre fronti. Il Napoli deve migliorare l’organico se vorrà affrontare campionato e coppe con la consapevolezza di arrivare fino in fondo dappertutto. Basta vedere quello che è capitato alla Juventus: Conte in Europa League con la Fiorentina ha fatto un ampio turnover e alla fine per quanto siano stati bravi, alcuni interpreti bianconeri di rincalzo hanno fatto anche bene mentre altri un po’ meno, però quello che in campionato non si era verificato, cioè il pareggio dei viola solo sfiorato ma non agguantato, è stato ottenuto invece in Europa. Alla fine si ha voglia a dire, ma se qualcuno è considerato un titolare e altri rincalzi, seppur di lusso, un motivo ci sarà e se in una partita i rincalzi in campo sono quattro o cinque il rendimento complessivo della squadra un pochino ne risente”.