ESCLUSIVA, Sica (Soccer Campania): "Il risultato non è segnato. Il Torino può fare la sua partita"

15.10.2021 17:08 di Marina Beccuti Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA, Sica (Soccer Campania): "Il risultato non è segnato. Il Torino può fare la sua partita"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

TorinoGranata, in occasione della partita tra il Napoli ed il Torino, ha intervistato il giornalista di Campania Soccer, canale di TMW, Stefano Sica.

Il Napoli le ha vinte tutte sin qui, può cambiare il ritmo dopo la sosta?

“Difficile stabilirlo ora. Già con la Juve, dopo la sosta precedente, il Napoli aveva dimostrato di possedere brio e motivazioni finendo per prevalere grazie ad una ripresa devastante proprio dal punto di vista del ritmo. Spalletti, peraltro, avrà quasi tutti a disposizione, col rientro di Lobotka e Demme, oltre ad un Anguissa tornato in piena forma dopo l’impegno con la nazionale camerunense. Le difficoltà potranno arrivare solo da un Toro che, mi pare, stia acquisendo una quadratura sempre più convincente col passare del tempo. E anche la sconfitta nel derby mi è sembrata immeritata”.

Potrebbe esserci una specie di rivalsa nei confronti di Juric, che fece una specie di catenaccio con il Verona all'ultima di campionato, non permettendo al Napoli di andare in Champions League?

“Premessa: non credo che Juric sia venuto a fare catenaccio col suo Verona in quella gara. E’ stato un Napoli inguardabile, appannato, stranamente avulso da quello spirito che avrebbe richiesto un impegno di quella portata. E, infine, prigioniero della propria paura di non farcela. In tutta onestà, a Napoli non si sta parlando molto del tecnico granata e di quella partita infausta. L’entusiasmo generale è talmente alle stelle da aver fatto quasi dimenticare quella giornata”.

Che Toro vi aspettate?

“Come dicevo, ancora più quadrato e in evoluzione. Non sarà un match facile per il Napoli. Tutte le squadre di Juric hanno bisogno di tempo per assimilare certe idee e una certa mentalità. Da questo punto di vista mi aspetto un Toro che possa confermare determinati progressi pur nella difficoltà di un test che vede gli azzurri chiaramente favoriti. Nel calcio i risultati sono fondamentali, ma questo Torino ha intanto l’esigenza di accreditarsi sempre più autostima e dimostrare a se stesso che la strada intrapresa è quella giusta”.

Spalletti è ripartito alla grande, quale timore ci può essere strada facendo? Magari qualche uscita di ADL?

“Certamente la società dovrà dimostrarsi matura nella gestione dei momenti difficili della stagione, che inevitabilmente arriveranno. Le vittorie passano per una crescita generale di tutto l’ambiente e di tutte le componenti in campo, nonché per una mentalità avanzata da parte del club e del suo proprietario. Da un punto di vista tecnico, invece, c’è da augurarsi che le defezioni di Osimhen, Anguissa e Koulibaly per la Coppa d’Africa non lascino particolari conseguenze sul cammino degli azzurri. Tra le big, il Napoli è ovviamente la squadra più penalizzata insieme al Milan. Cinque partite possono essere tante anche se, va ricordato, solo la trasferta con la Juve è l’impegno che solleciterà la squadra di Spalletti più di tutti”.

Quale può essere la chiave della partita?

“Il Napoli in questo momento ha un Osimhen in grande spolvero. Limitarlo potrebbe essere un primo passo in avanti per il Toro, anche se gli azzurri hanno altri giocatori in grado di risolvere la partita da un momento all’altro, come si è visto a Firenze. Pressare il Napoli alti e a tutto campo, come piace a Juric, può essere un valore aggiunto, ma sono tutte variabili che poi possono saltare alla prova del campo”.

A Napoli è molto sentita questa partita, visto che i biglietti sono andati a ruba. C'è tanta voglia di calcio ad alto livello a Napoli?

“Mi sembra evidente. Dopo il triennio sarriano, il Napoli ha vissuto altre tre stagioni tra troppi alti e bassi, con l’esito di un ridimensionamento nelle gerarchie generali del campionato che aveva raffreddato l’ambiente. La gara surreale col Verona ha chiuso questo cerchio generando rifiuto, disaffezione e persino rabbia e sospetti. Fino ad agosto tra i tifosi imperava il motto “diteci cosa è successo” e lo stesso approdo di Spalletti è stato accolto nell’indifferenza generale. Fu proprio lo stesso tecnico, da leader carismatico, a invitare alla calma, ad archiviare quel fallimento e a guardare al futuro in vista dei nuovi obiettivi per i quali avrebbe messo in gioco se stesso. Oggi è cambiato tutto, c’è una bella unità di intenti tra il Napoli e il suo popolo e in città quella triste serata è stata praticamente dimenticata. Spalletti e il gruppo stanno facendo la loro parte. Adesso, come dicevamo prima, tocca alla società. Che per il Torino siano attesi oltre 40mila spettatori è una bella novità, ma non deve meravigliare più di tanto”.

La partita sembra segnata, che può fare il Torino per uscire con almeno un punto?

“Non è affatto segnata, per quanto in salita. Il Torino non deve snaturarsi: guai a cedere alla tentazione di restare bassi, chiudere ossessivamente tutte le linee di passaggio negli ultimi 20 metri e rinunciare ai propri principi. Conoscendo Juric, è difficile che lo faccia. Con la grinta e l’interpretazione giusta delle fasi più complicate della sfida, tutto è possibile”.

Chi temete di più della squadra di Juric?

“Il Torino ha tanti giocatori in grado di fare la differenza, ma credo che Singo sia in un buon momento di forma e costituisca per Juric un elemento centrale. Ha corsa, potenza ed esplosività, e lo vogliono giustamente in tanti perché ha prospettive da top player. Sicuramente per Mario Rui sarà un brutto cliente”.