Carlo Nesti a Radio Vaticana: “Il Qatar, che finanzia l’Isis, non merita i Mondiali”

Allenatori: esoneri a raffica – Platini: il “memorandum” lo salva.
10.12.2015 11:22 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
Carlo Nesti a Radio Vaticana: “Il Qatar, che finanzia l’Isis, non merita i Mondiali”
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E’ giusto giocare i Mondiali in Qatar, che finanzia l’Isis?

 

“La questione Qatar, finora, è passata in secondo piano - dice Carlo Nesti, al Direttore della Radio Vaticana Italia Luca Collodi, nella rubrica “Non solo sport” del lunedì, alle 12,35 - ma deve per forza essere dibattuta, per una ragione molto semplice. Da una parte, stiamo parlando di un paese che, in modo più o meno diretto, è proprietario del Paris Saint Germain, sponsorizza il Barcellona, e soprattutto, organizzerà i Mondiali di calcio del 2022. Dall’altra, mentre si sa che i pozzi di petrolio della Siria, con il contrabbando, garantiscono all’Isis 500 milioni di dollari l’anno, si sa anche che i ricchissimi paesi del Golfo assicurano, sempre all’Isis, donazioni per 40 milioni di dollari. E’ una situazione imbarazzante, fra le tante, in quanto nazioni, che sono alleate o partner economici dell’Occidente, sono pure amiche dei terroristi islamici. Sette anni sembrano lunghi, ma passano molto in fretta, per cui il mondo dello sport, soprattutto alla luce delle probabili tangenti, con le quali sono stati assegnati al Qatar quei Mondiali, non potrà far finta di nulla. D’altro canto, nella maggior parte dei casi, è vero che lo sport può favorire la distensione, dove sembra impossibile, da Stati Uniti-Cina a Israele-Palestina. In altri casi, però, è altrettanto vero che lo sport deve essere proprio un’occasione per lanciare segnali di rottura, che mettano in difficoltà chi agisce non per il bene, ma per il male comune. In questo senso, ben 4 Olimpiadi, dal 1976 al 1988, segnate da boicottaggi incrociati, hanno illustrato ampiamente l’impossibilità, per lo sport, di restare chiuso sotto una campana di vetro”.

 

Sono stati esonerati 6 allenatori in Serie A, il doppio dell’anno scorso.

“Dopo gli appena 3 esoneri di allenatori della scorsa stagione, nelle prime 14 giornate di campionato, ci si illudeva che qualcosa fosse cambiato, ma ora siamo già a quota 6, con Delneri al posto di Mandorlini nel Verona. Oltretutto, il numero pare destinato ad aumentare, perché Ballardini si sta salvando per miracolo, e a Roma il vento soffia contro Pioli e Garcia. Pensate che, nel 2011-2012, fu stabilito il record di 18 tecnici sostituiti, un’impresa che avrebbe fatto sobbalzare il mitico Gino Bartali, con la sua altrettanto mitica frase: “E’ tutto sbagliato, è tutto da rifare”. Sicuramente, i 53 esoneri del presidente Zamparini non passano inosservati, e alimentano, da anni, i copioni e le vignette di comici e umoristi. Peraltro, chi viene sostituito continua a percepire lo stipendio, e magari viene anche richiamato a distanza di tempo, per cui “viva la mobilità”. Inoltre, stiamo parlando di una categoria, quella degli allenatori, che, dal grande benefattore Helenio Herrera in avanti, è stata ipervalutata, per non dire sopravvalutata, visto che 20 presidenti di Serie A pagano, complessivamente, 24 milioni chi sta in panchina. La vera novità di questa stagione, secondo me, non consiste tanto nei 6 esoneri, ma nel fatto che un allenatore, come Sarri, di quasi 57 anni, dopo avere guidato 17 squadre, conosce la gloria solo adesso. Questo significa, nella convinzione che esistano altri Sarri in giro per l’Italia, che non è necessario dissanguare i bilanci, per trovare buoni allenatori a buon mercato”.

 

 

Esiste un’”ancora di salvezza” per Platini, grazie ad un “memoriale”?

 

“Il team di avvocati di Michel Platini è convinto che il “memorandum” di 23 pagine, pubblicato da un giornale francese, potrebbe aiutarlo a chiarire le irregolarità, e consentirgli di tornare in corsa per la presidenza della Fifa. Platini, fino a poco tempo fa, visto come la figura ideale per guidare l’organo di governo del calcio mondiale, fuori dal tunnel dello scandalo, è stato sospeso per 90 giorni dal comitato etico della Fifa. Al centro dell’indagine, un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri, versato nel 2011 dalla Fifa a Platini, presidente Uefa dal 2002, per un lavoro svolto tra il 1998 e il 2002. Il “memorandum” sarebbe stato presentato ai membri del Comitato Esecutivo Uefa nel novembre 1998, e spiega che Platini veniva pagato un milione di franchi svizzeri l’anno per il lavoro, che stava svolgendo, per conto della Fifa. Secondo il giornale, il verbale fu messo a disposizione di una riunione, a Stoccolma, presieduta da Lennart Johansson, allora presidente dell’Uefa. Avendo, dunque, la prova di un accordo tra la Fifa e Platini, e del fatto che i funzionari della Uefa ne fossero a conoscenza, l’inchiesta del comitato etico cadrebbe. Lasciando che la giustizia faccia il suo corso, mi limito a dire che il Platini, che ho conosciuto io, a Torino, negli anni Ottanta, era un convinto difensore dei valori della sportività, e quindi della lealtà, della trasparenza e dell’onestà. Mi auguro, non giornalisticamente, ma umanamente, che possa dimostrare la sua innocenza”.

 

 

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