Addio uomo col colbacco. Un altro simbolo dell’essenza granata se n’è andato

A ottantacinque anni è morto Gustavo Giagnoni. Allenò il Torino dal 1971 al 1974. Tra le tante cose che lo hanno reso speciale per i tifosi un pugno sferrato a Causio in un derby.
08.08.2018 02:54 di Elena Rossin  articolo letto 15442 volte
Gustavo Giagnoni
© foto di Matteo Bursi
Gustavo Giagnoni

Gustavo Giagnoni è stato uno degli allenatori che hanno fatto la storia del Toro, squadra che ha allenato dal 1971 al 1973. Per i tifosi del Toro l’uomo col colbacco, per il copricapo che era solito indossare, ha sempre occupato un posto speciale per l’atteggiamento che rispecchiava in pieno lo spirito granata e per la volontà ferrea di guardare alla Juventus senza nessun senso d’inferiorità. Celebre la sua frase: “Sembrava che a Torino dovessero esserci soltanto loro (gli juventini, ndr). Sembrava che fosse vietato anche solo esistere, lottare, sfidarli”. E anche l’episodio del pugno a Causio nel derby del 9 dicembre 1973 quando dopo la vittoria della Juventus a una provocazione del bianconero Giagnoni rispose appunto sferrandogli un pugno. Lo stesso Giagnoni commentò così l’episodio: “Gli ho mollato un pugno con tutta la rabbia che avevo in corpo”. Quando, poi, il martedì il mister si presentò allo stadio Filadelfia per la ripresa degli allenamenti ad accoglierlo c’era una folla che lo aspettava per portarlo in tripudio e l’uomo dall’aspetto burbero si commosse: “Appena la gente mi vide cominciò a inneggiare, a battere le mani. Mi sollevarono di peso. Erano in tremila in tripudio per me e solo perché avevo steso uno juventino. Mi commossi”.    

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