Sampdoria, Rossi: "Se mi avessero dato contro il nostro rigore credo mi sarei arrabbiato"

07.10.2013 08:39 di Claudio Colla   vedi letture
Fonte: www.sampdoria.it
Sampdoria, Rossi: "Se mi avessero dato contro il nostro rigore credo mi sarei arrabbiato"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Questa l'analisi di Delio Rossi, tecnico della Sampdoria, alla luce del 2-2 conseguito dal Torino a Marassi: "Io ho passato la fine del primo tempo a calmare i giocatori: non è facile. C'è una tattica di principio ed una di sviluppo: entrambe stavano pagando con il terzetto davanti, ma gli attaccanti erano stanchi, ed Eder aveva solo 15 minuti, per cui ci siamo dovuti arrangiare. Stavamo giocando bene, e ci saremmo meritati il 2-0, anche se non voglio entrare troppo nello specifico dell'episodio. Nel secondo tempo poi loro giocando a tre ci hanno però creato dei problemi.

Fare l'arbitro è molto difficile, ma devi applicare il regolamento. Eravamo nel recupero, e c'è stato un fallo con ammonizione, con più di qualche secondo per sistemare la barriera, magari il recupero sarebbe stato da allungare. Dalla panchina il nostro mi sembrava rigore, ma magari se me lo avessero dato contro mi sarei arrabbiato. Comunque sia, quando devi fare punti, casi come questi influiscono sulla condizione psicologica della squadra.

La psicologia di squadra? Devi affidarti al lavoro, non c'è bisogno di terapeuti, santoni o maghi, anche se noi non siamo ancora una squadra in grado di gestire queste situazioni. E lo abbiamo dimostrato. La soluzione è nel mercato? Parlarne ora è sciocco: noi dobbiamo vivere in funzione di quello che succede ogni domenica, non di quello che capita a giugno o gennaio. I ragazzi, pur con qualche limite, possono fare meglio, e sta a me trovare l'alchimia giusta.

Gabbiadini giù di tono? Ha un problemino al polpaccio. Mi ha chiesto pure il cambio ma non avevo sostituti adatti. Poi il diavolo ci ha messo il coperchio, e così ho dovuto rivedere delle scelte che volevo fare. Se giochi con due punte e una mezza punta devi avere delle alternative.

Uno non cambia perché ha il gusto di cambiare o deve inventarsi qualcosa, cambia in base alla risultanza delle partite. E noi subivamo poco ma eravamo piatti. D'accordo con i giocatori abbiamo allora deciso di cambiare. E così anche nel corso della partita: noi siamo passati a quattro contro le tre punte, ma davanti siamo calati e siamo stati costretti ad andarci a prender la palla molto più indietro".