Parma, Cuesta: “Mi aspetto un Torino aggressivo, ma dovremo essere bravi a portare la partita dove vogliamo"

Parma, Cuesta: “Mi aspetto un Torino aggressivo, ma dovremo essere bravi a portare la partita dove vogliamo"TUTTOmercatoWEB.com
Carlos Cuesta
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Oggi alle 13:35Avversarie
di Elena Rossin
fonte Tmw

L’allenatore del Parma, Carlos Cuesta, in conferenza stampa ha presentato la partita con il Torino di domani alle ore 20,45 allo stadio Grande Torino Olimpico. Ecco come ha risposto alle domande dei giornalisti:

Recupererà qualcuno?
"Abbiamo fuori Bernabé sicuramente. Tutti gli altri sono a disposizione, recuperiamo Britschgi. Abbiamo anche Mena della Primavera convocato". -

Parma unica squadra imbattuta nelle ultime cinque partite, ma il Torino ha bisogno di punti per la salvezza.
"Tutti abbiamo bisogno di punti. Vogliamo avere continuità, siamo consapevoli di star facendo bene, ma che dobbiamo lavorare con umiltà, sacrificio e unione. Mi aspetto una gara difficile, contro un avversario di qualità che ha cambiato allenatore poco fa. Noi faremo il nostro, consapevoli dei nostri punti di forza e provando a migliorare alcuni aspetti".

Un commento su Cremaschi: scelta forzata o voluta?
"Cremaschi è un giocatore versatile, può ricoprire diversi ruoli. Si è allenato a lungo come quinto e abbiamo visto i suoi sviluppi. Ha lavorato con l'idea di essere pronto nel momento possibile. Lui si è fatto trovare pronto e lo ha dimostrato in partita. Questo dice molto sulla sua mentalità. È anche un esempio di cosa è questo gruppo, ha quella mentalità di fare tutto ciò che è necessario per avere il risultato". 

A livello mentale come sta la squadra?
"È meglio gestire i risultati positivi, ovviamente. Tutto ti porta ad avere aspetti che puoi prendere per la tua crescita. La squadra è stata equilibrata, sa che ha bisogno di prestazioni di alto livello e che serve lavorare molto. Quello non manca mai. Ti aiuta a mantenere i piedi per terra. La squadra è consapevole di voler mantenere quella linea".

Che Torino si aspetta?
"Un Torino verticale, aggressivo, che ci vorrà mettere in difficoltà. Noi dobbiamo essere bravi a portare la partita dove vogliamo".

Suzuki o Corvi?
"Lo sai già! Inizieremo in undici, che faranno al meglio per il Parma, come quelli che subentreranno".

Per quanto ne avrà ancora Britschgi?
"È disponibile, può giocare".

Cosa deve fare il Parma per portare la gara dalla sua parte?
"Sapere come sfruttare gli spazi quando abbiamo la palla e gestire i momenti di transizione, oltre a dover difendere molto bene ed essere compatti. Dobbiamo vincere i duelli ed essere molto completi. Devi fare molte cose molto bene, avendo bisogno di essere dominante nelle aree, lì si fa la differenza nel calcio. Sappiamo i problemi che ci vuole creare il Torino".

Squadra che vince non si cambia o ci dobbiamo aspettare qualche cambio tattico?
"Sì ovviamente. A volte devi mantenere le cose, altre volte devi cambiare. L'identità e i principi devono rimanere gli stessi"

Che caratteristiche dovranno avere i suoi centrocampisti?
"Domanda furba! Dobbiamo sapere che ci saranno tanti duelli e dobbiamo avere la capacità di combinare bene e difendere molto bene nelle situazioni di equilibrio, coprendo bene gli spazi. Poi mischieremo bene la capacità di inserirci tra le linee e attaccare la porta avversaria".

Ha avuto modo di farsi raccontare qualcosa su D'Aversa?
"No, ho avuto la possibilità di conoscerlo all'evento della Panchina d'Oro. Ho scambiato un paio di parole con lui e mi è sembrata una persona molto educata". 

La Lazio è vicina in classifica. Per alzare l'asticella va fissato un nuovo obiettivo?
"L'obiettivo più grande è sfruttare ogni giorno al massimo. Questo porta a raggiungere gli obiettivi. Dare il massimo ogni giorno per portare i punti a casa. Ci concentriamo su di noi".

Il Parma dimostra di saper far giocare male gli avversari. Quanto c'è nella preparazione delle partite l'aspetto di distruggere il gioco altrui?
"Fa parte della costruzione. Bisogna pensare cosa ci avvicina al risultato: gli avversari fanno parte di noi. Proviamo a portare la partita dove ci è più favorevole. Si tratta di un rapporto tra costruzione e distruzione. Ogni partita è complessa e necessita di attenzione".

Cosa manca a questa squadra per colpire anche in contropiede?
"Si può valutare sia le caratteristiche, abbiamo attaccanti che si trovano meglio negli spazi stretti o vicino alla porta, rispetto al campo aperto. Ma tante cose sono legate anche alle valutazioni su come lavorare in allenamento. Ma non è così vero che non facciamo gol in contropiede: una cosa è quando sei in blocco basso, un'altra quando recuperi palla alta come contro Sassuolo ed Hellas Verona. Abbiamo fatto gol in contropiede ma non in distanze lunghe, è vero".

Nicolussi Caviglia ha verticalizzato poco. Deve migliorare?
"La palla filtrante è sempre la priorità. Poi non siamo riusciti a sfruttarlo, è vero. Siamo riusciti a creare alcune situazioni. Ci piacerebbe fare di più e lavoreremo in tal senso, per diventare una squadra capace di creare pericolo in più occasioni e modi diversi".