Portogruaro, Danova: "Partita più memorabile? Il derby dei 124 secondi"

Portogruaro, Danova: "Partita più memorabile? Il derby dei 124 secondi"TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 23 febbraio 2011, 13:25Avversarie
di Claudio Colla
fonte Sara Puntel per www.portogruarosummaga.it
"Qui alleniamo dei ragazzi eccezionali"

Colonna del Toro dal 1976 al 1985 (approdò in granata appena la stagione dopo l'ultimo, storico scudetto) e attuale allenatore in seconda del Portogruaro, Luigi Danova racconta così la propria attesa in vista della sfida di sabato pomeriggio tra il suo presente e il suo passato, spaziando inoltre tra numerosi temi calcistici e non.

Perché ha deciso di passare dal campo alla panchina? “Come spesso accade nella vita: per puro caso! Avevo 39 anni, giocavo a Varese ed ero ancora in condizioni fisiche ottime, ma il mio allenatore mi chiese se l’anno seguente avrei voluto essere il suo secondo: ho capito, così, che era ora tirare i remi in barca”.

Quando si è legato ad Agostinelli? “Con lui ho giocato a Lecce, dove le nostre famiglie hanno stretto amicizia, poi ci siamo ritrovati anche a Mantova. Da allenatori abbiamo fatto un paio di esperienze insieme, tra cui la Salernitana nella stagione 2007/'08 e ora eccoci qui".

Qual è il compito del vice? "Fare da spalla al primo, in tutto e per tutto. E' un po' il suo specchio, sia dal punto di vista emotivo che tecnico".

Quando scendeva in campo da difensore, con che numero lo faceva? "Nella prima parte della mia carriera ho giocato con il 2, poi con il 5, perchè sono stato spostato al centro. Un tempo i numeri venivano assegnati per ruolo e non c'era la possibilità di sceglierli."

Di getto, la partita giocata, che si ricorda di più? "Era il 27 Marzo 1983 e fu il Derby dei 124 secondi. 2 minuti di gioco effettivo nei quali, noi granata, abbiamo rimontato dallo 0-2 al 3-2 con tre reti in rapida successione: dal 75' i gol di Bonesso, Dossena e la fantastica girata al volo di Fortunato Torrisi raggiunsero e superarono quelle di Paolo Rossi e di Michel Platini. Una giornata memorabile per tutti, e per me tuttora un sogno realizzato".

Qual è la differenza tra i giocatori di allora e quelli che oggi allena? "Una volta il gioco era più lento, ma molto tecnico. Si marcava a uomo e non ti potevi mai permettere di lasciare il tuo avversario. Io, da difensore, contavo anche i tocchi alla palla o i tiri che concedevo. Adesso si punta molto sulla forza, sulla velocità e sul fisico, se poi possiedi anche tecnica allora raggiungi il top. Insomma è tutto diverso e difficilmente comparabile".

Un fenomeno dei suoi tempi e uno attuale... "Maradona e Zico, entrambi dotati di gran classe. Oggi mi sento di dire Messi: sembra che il pallone sia attaccato ai suoi piedi".

Una parola sull'addio al calcio di Ronaldo? "Ha fatto tutto ciò che poteva e l'ha fatto al meglio. Ai tempi di Inter, Real Madrid e Milan era il più forte. Purtroppo, quando di mezzo c'è la salute, non si può che accettare questo epilogo, seppur triste".

E le dimissioni di Ranieri? "Non ci sono più tante persone come lui. Si è assunto una colpa che non è sua. Mi sbilancio e credo che sia più un problema di spogliatoio".

Il vostro spogliatoio invece com'è? "Siamo fortunati. Alleniamo dei ragazzi eccezionali per impegno, gran voglia di fare e di sostenersi l'un l'altro".

Concludendo con due informazioni ancora più personali...portafortuna? "No, non fanno per me. Credo nel lavoro e nei rapporti umani, il resto non serve".

Animali? "Gatto. Prima con noi c'era Milly, praticamente parte integrante della famiglia per 18 anni. Da 4 anni invece c'è Camillo: un furbone".