Monza, Colombo ha nove partite per dare una svolta alla sua stagione

24.03.2024 10:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Tmw
Lorenzo Colombo
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Lorenzo Colombo
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Una squadra in ascesa, la possibilità di competere per cercare di rientrare nel giro che conta, la vista sulla zona Europa e un allenatore fra i più bravi in circolazione destinato a essere uno dei protagonisti della prossima estate. Ma non solo: grazie al percorso iniziato con Raffaele Palladino il Monza è cresciuto sia sotto il profilo dei risultati che dal punto di vista dello sviluppo dei singoli calciatori. In tanti hanno migliorato le proprie abilità, alcuni arricchito il proprio bagaglio tecnico, altri sono riusciti a ritagliarsi un posto al sole come la convocazione nelle rispettive nazionali. Mota Carvalho con il Portogallo, giusto per fare un nome, oltre a Valentin Carboni, talento del 2005 per cui il CT dell’Argentina Scaloni stravede. Insomma, l’elenco degli aspetti positivi è ampio e variegato. C’è solamente l’imbarazzo della scelta. Sole sul Monza, ma una piccola zona d’ombra c’è.

Il caso Colombo Arrivato in estate in prestito dal Milan e richiesto anche da tante altre squadre, Lorenzo Colombo è fra i pochi giovani che non sono riusciti ad affermarsi con un Monza che al contrario ha saputo valorizzare al massimo la maggior parte dei calciatori presenti in rosa. Eppure le premesse per fare bene c’erano tutte: un anno da titolare in Serie A con il Lecce, pochi gol ma comunque utili per contribuire alla permanenza del club nel campionato, una squadra e un allenatore in grado di esaltare le sue caratteristiche. All’atto pratico però Colombo non è riuscito a lasciare il segno. Di opportunità ne ha avute, compresa la titolarità nel ruolo di centravanti almeno fino a gennaio quando il club ha poi deciso di puntare su Djuric.

Nulla da rimproverare sotto il profilo dell’impegno ma per il resto poche altre tracce. In 22 presenze appena 4 gol, di cui 2 segnati nella stessa partita (in trasferta in casa del Verona), una serie di prestazioni insufficienti e quella sensazione di scarsa cattiveria che al contrario sarebbe necessaria per dare una svolta al periodo. Il carattere non si allena, tutto il resto si. Dunque toccherà allo stesso Colombo dal momento in cui riprenderà il campionato fino alla sua conclusione provare a dare un senso ad un’annata al momento non in linea con le aspettative.