Zaza-Toro, divorzio per nulla scontato. Ecco perché

14.01.2020 10:03 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Zaza-Toro, divorzio per nulla scontato. Ecco perché

Non per sfiducia nelle comunicazioni ufficiali del club (e dei club in generale), ma la mancata convocazione di Simone Zaza per la gara di Bologna, in pieno periodo di calciomercato, tenuto conto del reciproco parziale malcontento di giocatore e società (il primo per un impiego in campo spesso saltuario; la seconda per un rendimento complessivo certamente al di sotto delle aspettative, nell'anno e mezzo finora trascorso insieme), sarà odorata, per molti tifosi e appassionati, di trattativa in fase di chiusura. 

Le cose, al momento, non sembrano però andare esattamente in questa direzione. Per quanto restino i margini per ulteriori sviluppi. Cairo non vuole assolutamente svendere la punta lucana, il cui rendimento e status attuali, tuttavia, appaiono del tutto divergenti e davvero troppo lontani dalla valutazione di 20 milioni di euro per il cartellino. Il Toro, lo ricordiamo, tra l'estate 2018 e quella passata, ne ha versati 14 nelle casse del Valencia, all'uopo: prezzo tutt'altro che "amico", considerato, a posteriori, quanto questi milioni siano fruttati per i granata sul terreno di gioco. Al netto di qualche castagna dal fuoco tolta durante la stagione in corso, comunque nettamente superiore a quella di debutto, davvero troppo poco.

I sondaggi, raccontano le cronache, seguitano ad affastellarsi. Specie dalla Spagna, dove non sarebbe il solo Espanyol a interessarsi all'ex-Juve. E un po' tutta la Serie A di medio-bassa classifica avrebbe inserito Zaza nell'elenco dei possibili innesti invernali; per quanto il suo ingaggio annuo, pari a un milione e 700 mila euro, sia tutt'altro che abbordabile da chiunque. In ogni caso, a meno di offerte che davvero non si possano rifiutare, o salvo aperture clamorose su punte che interessino davvero ai vertici del Toro (una tra tutte Stefano Okaka, al momento però stabilmente al centro del progetto Udinese), lavorare in direzione di un cambio di rotta per quanto riguarda il vice-Belotti (o suo occasionale partner), in definitiva, appare al momento istanza lontana dalle priorità granata.

C'è infatti da sistemare il mercato in uscita, con eventuali susseguenti entrate, per quanto riguarda la difesa; senza dimenticare la necessità, ancora forte, di un nuovo centrocampista (forse anche due, tenendo conto del rientro prossimo ma non immediato di Daniele Baselli), a cui va ad aggiungersi un pensiero per la fascia sinistra, considerate le condizioni di Ansaldi. D'altra parte, per perseguire l'obiettivo, che ora appare alla portata, di un piazzamento per l'Europa, rivoluzionare la squadra anche negli elementi che, al di là di tutto, appaiono comunque piuttosto solidi, non appare la via più logica. E Zaza, tutto considerato, potrebbe accettare di contribuire alla causa, da qui alla fine: c'è anche la Coppa Italia in ballo, e pensare a una totale assenza di spazio in campo risuona previsione sin troppo pessimistica. Il tutto, lo ribadiamo, al netto di impennate su tre versanti: volontà del giocatore, offerte considerevoli, ipotesi forti di mercato in entrata.