Vlasic per il podio, Radonjic non pervenuto: il meglio e il peggio del Toro ai Mondiali

17.12.2022 09:15 di Emanuele Pastorella   vedi letture
Vlasic per il podio, Radonjic non pervenuto: il meglio e il peggio del Toro ai Mondiali
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Nessun calciatore granata è riuscito a conquistare la finalissima di Qatar, eppure ci sarà un po’ di Toro nella finalina per il terzo e quarto posto tra Croazia e Marocco. Oggi pomeriggio Nikola Vlasic si gioca il gradino più basso del podio, è lui la nota più lieta della squadra di Ivan Juric durante questo Mondiale. La delusione, invece, è rappresentata da Nemanja Radonjic: da una parte per il risultato della Serbia, uscita già ai gironi, e dall’altra per un rendimento personale nettamente al di sotto delle aspettative.

Rigori perfetti
Una sola apparizione da titolare, ma ben 176 minuti complessivi in campo: anche a livello di minutaggio, Vlasic può dirsi soddisfatto del suo percorso in Qatar. E’ rimasto a guardare soltanto la sfida contro il Belgio, per il resto è sempre entrato nella ripresa dando un buon contributo alla squadra del ct Dalic, oltre a cominciare dall’inizio la gara d’esordio contro il Marocco. E, pur senza gol e assist all’attivo, ha comunque messo la sua firma su due passaggi del turno della Croazia: tra Giappone e Brasile, nei calci di rigore che hanno deciso i due confronti, ha segnato i penalty che ha calciato. Ora cerca un gran finale contro il Marocco, con le quotazioni di una sua maglia da titolare in netta ascesa.

57 minuti impalpabili
La faccia triste del Toro ai Mondiali è quella di Radonjic: il classe 1996 ha la stessa espressione degli altri due serbi granata, Milinkovic-Savic e Lukic, ma la sua è ancora più corrucciata. Perché se almeno il portiere e il centrocampista hanno trovato spazio in Qatar, per il fantasista non c’è stato nemmeno quello. Meno di un’ora spalmata su tre partite differenti, le uniche della Serbia al Mondiale, e nessuno spunto all’attivo, la kermesse dell’ex Marsiglia è da dimenticare. Non ha inciso in mezz’ora contro il Brasile, ha avuto poco tempo a disposizione per cambiare le sorti della squadra tra Camerun e Svizzera, con dodici minuti in entrambe le sfide. Anche il ct Stojkovic, proprio come Juric, ha provato ad utilizzarlo come spacca-partite durante la ripresa, ma Radonjic non ha mai risposto ‘presente’.