Troppo nervosismo nel Torino: tutti devono darsi una calmata

05.03.2024 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
© foto di Cristiano Mazzi/Image Sport www.imagepho

Juric che dopo l’ennesimo fallo non fischiato a un suo giocatore dall’arbitro Marchetti si arrabbia, in primo luogo con la panchina della Fiorentina, e viene sanzionato dall’arbitro con il cartellino rosso diretto, aveva già ricevuto in precedenza il giallo per proteste quando Ricci era stato ammonito la prima volta, e poi perde le staffe e battibecca con Italiano, anche lui alterato visto che stava già protestando con il quarto uomo, e di conseguenza pure lui è stato ammonito. E poi il gestaccio di Juric che ha mimato il taglio della gola. Nel post gara poi le scuse dell’allenatore del Torino e l’abbraccio con Italiano. L’immagine di Pietro Pellegri che da sotto il tunnel mostra il dito medio, forse rivolto a qualcuno che lo contestava. Cairo che ieri sui social ha risposto male, con tanto di insulti, a un tifoso che metteva in discussione quanto il presidente aveva detto sui recenti Daspo ricevuti dai tifosi dopo la partita con il Sassuolo e che lo accusava di non fare abbastanza per il Torino anche rinfacciandogli un solo derby vinto nella sua gestione e due partecipazioni all’Europa League perché altre squadre erano state escluse.

Tutto questo fotografa quanto nervosismo ci sia nel Torino. Un nervosismo che ha radici lontane ed è figlio di rapporti non buoni fra i tifosi e il presidente, ormai sono una costante i cori allo stadio che invitano Cairo a vendere il Torino e ad andarsene come le critiche sui social, più o meno pesanti, e le accuse di fare i propri interessi e non quelli del Torino. Nervosismo, all’apparenza celato, ma che serpeggia anche all’interno della società con Juric da una parte e Cairo e Vagnati dall’altra. Oggetto delle divergenze l’allenatore che lamenta una rosa non abbastanza competitiva e che ritiene che il Torino meriti di più del vivacchiare a metà classifica e dirigenti che pensano di aver comunque allestito una squadra accontentando in buona parte le richieste del mister e facendo il massimo possibile tenendo anche conto di costi e dei bilanci. Con Juric che soprattutto in passato ha mosso critiche alla società e che ha il contratto in scadenza a giugno e che da tempo ha congelato il rinnovo e Cairo che ha detto che non vuole più sentire parlare di rinnovo e che si vive anche senza Juric. E non può essere dimenticata la famosa lite durante il ritiro in Austria con rissa quasi sfiorata fra l’allenatore e il direttore tecnico Vagnati nell’estate 2022 perché la squadra era stata in buona parte smantellata per la seconda volta consecutivamente e tardava ad essere ricostruita. Nervosismo che di tanto in tanto si è manifestato anche fra Juric e i tifosi: il doppio dito medio al termine della gara vinta con il Sassuolo e le dichiarazioni con tanto di scuse e precisazioni dopo il pareggio a reti inviolate con la Salernitana ultima in classifica. Juric e i tifosi sono in assoluta sintonia sul fatto che il Toro meriti di più del vivacchiare, ma l’allenatore non ha più il consenso incondizionato che aveva quando arrivò al Torino reo secondo alcuni tifosi di non essere poi un allenatore così bravo in particolare nel trovare soluzioni differenti quando la squadra in certe partite, anche con squadre meno forti, è in difficoltà, nel non riuscire a far segnare di più gli attaccanti e di non aver saputo gestire alcuni giocatori, per la verità alcuni rei di reiterati atteggiamenti non proprio irreprensibili.

Caratteri fumantini, ambizioni, interessi che si intrecciano, voglia di portare l’acqua al proprio mulino, difficoltà nell'ottenere di meglio e tanto altro, ma una cosa è certa: tutti nel Torino devono darsi una calmata. Troppo facile perdere le staffe e poi chiedere scusa, sono tutti professionisti e adulti quindi riflettano prima di parlare e di conseguenza poi di agire. Il Toro merita di più e senza tifosi il calcio muore.