Toro-Genoa, si può e si deve vincere. Due assi nella manica per gli ospiti

20.10.2021 10:24 di Claudio Colla   vedi letture
Toro-Genoa, si può e si deve vincere. Due assi nella manica per gli ospiti
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

A secco di vittorie sin da più a lungo di quanto lo sia il Toro, il Genoa di Davide Ballardini si appresta ora ad affrontare un trittico di partite (Toro, Spezia, Venezia, solo l'ultima delle quali a Marassi), da "dentro o fuori". Soli due punti ottenuti nel terzetto di gare precedente, frutto dei due pari casalinghi contro Hellas e Sassuolo, e della sconfitta contro la Salernitana, i rossoblù sembrano funzionare soprattutto dalla cintola in su, risultando a oggi la seconda peggior difesa del torneo (18 gol subiti in otto gare, due in meno del succitato Spezia).

Sulla carta, il Toro di Juric, pur orfano di Pjaca e Mandragora, con Belotti ancora a mezzo servizio e Praet al (probabile) rientro dopo un mese di stop, ha gli strumenti per portare a casa quei tre punti che mancano dallo scorso 17 settembre. Tutt'altro che inossidabile la retroguardia del Grifone, peraltro ricca di assenze, il Genoa ha tuttavia dimostrato, finora, una certa familiarità col gol: dodici reti finora siglate, esattamente una e mezzo a partita, cinque delle quali a firma Mattia Destro. Ed ecco il primo asso che gli ospiti potrebbero sfoderare dalla manica, per impensierire Bremer&soci: un bomber già capace, a differenza delle bocche da fuoco granata, di segnare con costanza.

Altro aspetto a cui gli uomini agli ordini di Juric dovranno prestare attenzione è quello legate alle offensive e alle discese dalle fasce laterali liguri. Certo, il Toro ha Singo, spina nel fianco a tratti incessante per gli avversari; ma due elementi come Andrea Cambiaso e Mohamed Fares, entrambi peraltro già in gol lungo questo campionato (dell'algerino ex-Lazio la doppietta decisiva ai fini dell'unico successo finora conseguito dal Genoa, quello dello scorso 12 settembre, sul terreno del Cagliari) possono certamente far percepire il proprio peso, specie in fase di ripartenza e in accelerazione, contro quelle catene difensive granata (Rodriguez-Aina sulla mancina, Djidji-Singo a destra) finora rivelatesi non sempre ineccepibili.

Assi nella manica a parte, senza dimenticare un elemento di sostanza e piede come Nicolò Rovella, questo Genoa è un avversario che, finora, ha dimostrato di concedere moltissimo, troppo per potersi affrancare da una posizione di piena zona retrocessione. Il Toro di Juric deve imparare a vincere senza grandi affanni, contro squadre così alla portata; per questo, la gara di venerdì sera sarà una vera e propria prova di maturità.