Torna Falque e si spera che Sirigu recuperi per la gara con il Sassuolo

Lo spagnolo si è allenato con il gruppo, mentre il portiere è ancora alle prese con l’infortunio. Con il Sassuolo il Torino deve ritrovare la via del gol.
19.12.2018 12:12 di Elena Rossin  articolo letto 1810 volte
Fonte: Elena Rossin
Salvatore Sirigu
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Salvatore Sirigu

Falque ha recuperato dall’affaticamento muscolare alla coscia destra che gli ha impedito di giocare con la Juventus e ieri si è allenato regolarmente con i compagni. Chi, invece, è ancora alle prese con i postumi della botta rimediata da Emre Can è Sirigu che aveva dovuto alzare bandiera bianca nel derby dopo venti minuti e che non ha ancora smaltito il forte trauma contusivo lombo-sacrale. Per Mazzarri, quindi, una buona e una cattiva notizia in vista della partita di sabato pomeriggio con il Sassuolo. Se la cattiva notizia si trasformerà in buona lo si saprà solo tra oggi e venerdì nel caso il portiere dovesse riuscire a recuperare, ma allo stato attuale delle cose il punto interrogativo rimane ed è anche bello grosso poiché Sirigu potrà andare regolarmente in campo e garantire le sue elevate prestazioni solo se sarà completamente guarito, altrimenti il rischio che si faccia ancora più male o che non riesca a essere efficiente come di consueto è molto alto. Un portiere a mezzo servizio è ovviamente inutile e poi Mazzarri è sempre restio a schierare un giocatore che non gli garantisce di poter disputare l’intera partita perché rischia di doversi giocare un cambio e lui preferisce averli tutti e tre a disposizione in modo da poter incidere, se i giocatori che subentrano fanno poi la loro parte, sull’andamento della gara.

Per il Torino la partita con il Sassuolo è delicata un po’ perché gli emiliani stanno dimostrando di essere una squadra decisamente competitiva, non per niente sono sesti con Atalanta e Roma, e un po’ perché dopo la sconfitta con al Juventus i granata sono scivolati dal sesto, che occupavano in solitaria, al decimo posto in coabitazione con la Fiorentina. Lo scivolone all’apparenza sembra più pesante di quello che in realtà non è perché fra il quinto posto, l’ultimo a garantire l’accesso diretto alla fase a gironi dell’Europa League, occupato oggi dalla Lazio e il dodicesimo dov’è posizionato il Parma ci sono solo quattro punti, però, anche otto squadre. Un affollamento che rende la lotta agguerrita e ogni punto non conquistato alla fine può rivelarsi fatale. Ecco perché Mazzarri deve sempre azzeccare la mossa giusta e c’è bisogno di tutti i giocatori in piena forma fisica e, soprattutto, concentrati a dare il massimo.

Nelle ultime due partite disputate con Milan e Juventus il Torino ha giocato bene, ma a prescindere dagli errori arbitrali nel derby, non ha segnato. Questa è una nota molto dolente alla quale è obbligatorio trovare un’immediata soluzione. Aiuta sicuramente il recupero di Falque, ma non basta. Serve che sia lui sia Belotti tornino a segnare perché non si può ignorare che il Torino per numero di gol realizzati sia la tredicesima forza del campionato, valore che non è assolutamente in linea con la possibilità di accedere al un posto utile per l’Europa League. Già il Torino in generale non segna molto, diciannove gol di cui un autogol in sedici partite sono un bottino scarso in rapporto all’obbiettivo, ma se si va a guardare il dettaglio di quante reti sono state fatte dagli attaccanti c’è oggettivamente di che preoccuparsi. Infatti, Belotti è a quota cinque con due rigori, Falque a due e Zaza a uno. Non solo gli attaccanti granata devono avere una mira migliore, ma è imprescindibile che siano messi nella condizione di arrivare al tiro in porta. Non si può negare che il Torino crei mediamente parecchie e in alcuni casi anche tante occasioni da gol, ma spesso sbaglia l’ultimo passaggio oppure il tiro finale non è indirizzato nello specchio della porta. E’ evidente che così non si può andare avanti e tocca a Mazzarri e ai giocatori cambiare rotta.