Torino, terzo posto utopia o realtà?

Sorpassare Varese e Novara, rispettivamente a otto e nove punti, non è facile, ma neppure impossibile. L'infermeria granata rischia di tornare affollata, se gli infortuni di Bianchi e soprattutto Lazarevic dovessero rivelarsi più gravi del previsto
11.04.2011 13:22 di Elena Rossin   vedi letture
Torino, terzo posto utopia o realtà?
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Tra Torino e Novara ci sono nove punti a favore della squadra di Tesser e otto per il Varese e mancano sette partite alla fine del campionato, quindi i punti in palio sono ventuno. Matematicamente è possibile per il Torino arrivare a scavalcare entrambe, ma per farlo bisogna che i granata vincano almeno tre partite e ne pareggino una e contemporaneamente il Novara ne perda quattro, o ne perda tre e ne pareggi una. In questo caso, però, gli uomini di Lerda ne dovrebbero vincere quattro. Altrettanto con il Varese, posizionato a quota cinquantotto, e seguendo il ragionamento precedente al Toro servirebbero anche in questo caso tre vittorie e tre contemporanee sconfitte dei bianco-rossi. Tutto è possibile in teoria, ma si sa che la pratica spesso non va di pari passo con la teoria.

Allo stato attuale delle cose il Torino deve vivere alla giornata o meglio alla settimana, fare un passo alla volta. I granata con la vittoria sull’AlbinoLeffe non solo hanno raggiunto la zona playoff, ma si sono insediati al quinto posto e lunedì prossimo, nel posticipo della trentaseiesima giornata, avranno l’opportunità di consolidare ancora di più la loro posizione, perché giocheranno con la Reggina, scivolata al sesto e con un punto in meno. L’occasione è unica e deve essere colta al volo. Battere la Reggina vorrebbe anche dire infilare la quarta vittoria consecutiva e continuare ad incrementare il record stagionale. Il morale di tutto l’ambiente granata schizzerebbe alle stelle e farebbe da volano alla corsa finale. Rimarrebbero così da disputare sei gare: tre in casa (Piacenza, Triestina e Padova) e tre in trasferta (Modena, Siena ed Empoli). Siena a parte, che in classifica è molto più in alto dei granata, le altre squadre da affrontare sono tutte alla portata, ma attenzione perché Piacenza e Triestina sono in piena lotta per non retrocedere e Modena, Empoli e Padova devono stare attente a non farsi risucchiare nella bagarre dei playout.

La cruciale partita con la Reggina è ancora distante, mancano otto giorni, ma bisognerà arrivare con la miglior condizione fisica possibile a questo appuntamento. Proprio la condizione fisica di alcuni elementi tiene in apprensione tutti: giocatori, staff tecnico, staff medico e tifosi. Bianchi poco prima della partita con l’AlbinoLeffe ha accusato un risentimento muscolare e precauzionalmente è stato mandato in tribuna e Lazareviz è dovuto uscire al trentesimo del primo tempo per una distorsione alla caviglia sinistra; gli esami effettuati subito all’ospedale di Bergamo hanno escluso fratture, ma il gonfiore ha impedito di eseguire una risonanza magnetica per accertare se sono interessati anche i legamenti. In quest’ultimo caso il rischio che la stagione del “Bimbo” si concluda in anticipo è molto elevato. Ma non bisogna fasciarsi la testa prima di rompersela, tra oggi e domani ulteriori esami diranno la reale entità dell’infortunio di Lazarevic, quindi spazio alla speranza e all’ottimismo: aiutati che il ciel ti aiuta, dice un noto proverbio. Auguri al “Bimbo” che se li merita più di chiunque altro per quello che ha dato al Toro fino a questo momento e se poi i responsi non dovessero essere positivi a Lerda le soluzioni per gli esterni non mancano, anche perché Pagano - il migliore in campo a Bergamo, seppur uscito un po’ acciaccato, non desta grandi preoccupazioni - è capace di giocare sia a sinistra sia a destra oltre che in attacco; D’Ambrosio può essere impiegato a centrocampo, Gasbarroni non è malconcio, e sono in via di guarigione Iunco e Sgrigna. Senza dimenticare che in rosa c’è Gabionetta che prima o poi ritroverà la forma perduta.