Torino-Siena 1-1: l'analisi tattica

In crescita la soluzione senza punti di riferimento davanti. L'asse centrale della squadra è ormai collaudato
07.12.2010 14:00 di Claudio Colla   vedi letture
Fonte: Claudio Colla per www.torinogranata.it
Torino-Siena 1-1: l'analisi tattica
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© foto di Alberto Mariani

La storia di Torino-Siena narra di un dominio territoriale quasi assoluto esercitato dalla compagine granata: centrali abilissimi nel mantenere la linea difensiva all'altezza appropriata, laterali arretrati e avanzati capaci di creare ottime sinergie nelle due fasi di gioco, coppia mediana efficace nell'interdire e dettare l'azione (con De Vezze, come ampiamente ripetuto, autore di una prova maiuscola), molto palleggio di prima e inserimenti senza palla.

Quel che sembra essere progredito è anche quanto legato alla mentalità di squadra: Franco Lerda contro il Siena ha messo in campo una formazione consapevole di potersi giocare la sfida al 100%, e, al di là del risultato finale (per una volta, possiamo dirlo, complessivamente ingiusto nei confronti del Toro), non è certo mancata la possibilità di impostare la gara sui binari della sicurezza del risultato pieno (basti pensare al palo di Lazarevic al 19' della ripresa).

Pur non in grande spolvero, Alessandro Sgrigna, preferito al centravanti "di peso" Pellicori come prima punta atipica, ha saputo svolgere con notevole intelligenza tattica e dedizione alla causa quel lavoro di movimento senza palla utile ad aprire gli spazi per le discese delle ali e agli inserimenti da dietro. Esperimento riuscito, aspetto fondamentale affinché questo Toro si disfi definitivamente della Bianchi-dipendenza, rendendo il proprio capitano (la cui fascia è stata straordinariamente onorata da Angelo Ogbonna, migliore in campo insieme al succitato De Vezze e a Pratali) un valore aggiunto, e non una conditio sine qua non.

Su un asse centrale a questo punto collaudato e pronto a spiccare il volo verso il cuore della lotta per la promozione, questo Toro può costruire molte delle proprie fortune. Certamente perdere Ogbonna a gennaio rappresenterebbe un duro colpo nei confronti delle possibilità di giocarsi le proprie carte fino in fondo; sarà ora di iniziare a parlare di rinnovo, anche soltanto "strategico".