Torino prendi spunto dalla mentalità dell’Italia di Mancini

Gli Azzurri hanno dimostrato di saper affrontare avversari modesti senza farsi imbrigliare da chi si rintana in difesa, mentre i granata patiscono oltremodo questo atteggiamento.
20.11.2019 06:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Torino prendi spunto dalla mentalità dell’Italia di Mancini

Per ottenere risultati nel calcio è fondamentale avere anche una mentalità vincente e lo ha dimostrato l’Italia di Mancini chiamata a risollevarsi dopo il disastro della non qualificazione al Mondiale in Russia. Doveva qualificarsi per l’Europeo e ci è riuscita. E’ vero che era inserita in un girone con avversari modesti, Finlandia, Grecia, Bosnia ed Erzegovina, Armenia e Liechtenstein, ma si trattava comunque di centrare l’obiettivo per una squadra che era da ricostruire sia dal punto di vista del gruppo sia da quello del gioco e, soprattutto, andava rigenerata la mentalità e Mancini lo ha fatto grazie all’esperienza che negli anni ha accumulato prima da calciatore, anche della Nazionale, e poi da allenatore. L’Italia, infatti, non solo si è qualificata, ma ha vinto anche tutte e dieci le partite a prescindere che giocasse in casa oppure in trasferta o quale avversario dovesse affrontare o anche se mancavano giocatori titolari per infortuni o squalifiche. E’ vero che Mancini può a piacimento scegliere i giocatori da qualsiasi squadra, però, poi li deve assemblare e far giocare in modo redditizio e lo ha fatto. Cosa accadrà all’Europeo è altro discorso, anche perché il livello degli avversari sarà sicuramente più alto già a partire dal girone, ma intanto le basi sono state poste come dimostrano i 37 gol fatti e i soli 4 subiti. Se si vuole essere pignoli quei 4 gol potevano essere evitati, ma comunque solo pochissime squadre hanno incassato meno reti il Belgio e la Turchia 3, mentre l’Ucraina ne ha incamerati anche lei 4, ma era inserita in un girone con una squadra in meno e di conseguenza ha disputato due gare in meno. Anche per gol fatti gli azzurri sono tra i migliori solo il Belgio ne ha fatti di più, per l’esattezza 3 arrivando a 40, e l’Inghilterra ne ha fatti altrettanti in un girone con cinque squadre giocando otto e non dieci match come l’Italia.

Il Torino dopo un inizio di campionato con due vittorie ha avuto non poche difficoltà e finora ha ottenuto risultati ben al di sotto delle aspettative e ha la necessità di rimettersi in carreggiata. Difficoltà avute anche, per non dire soprattutto, con squadre assolutamente alla sua portata come dimostrano le sconfitte con Lecce (1-2), Sampdoria (1-0), Parma (3-2) e Udinese (1-0) o pareggi poco convincenti come quello con il Napoli (0-0), con i partenopei che stanno anche loro attraversando un momento non positivo, e il Cagliari (1-1), che sarà anche la rivelazione di questo campionato, ma che non era partito per conquistare un posto in Europa come il Torino.
La squadra di Mazzarri deve prendere spunto dall’Italia di Mancini e riuscire anche con squadre modeste a fare la partita e a vincere superando  muri difensivi eretti dagli avversari, non facendosi infilare dai contropiedi altrui disinnescandoli e, soprattutto, mettendo gli attaccanti nella condizione di segnare. Nessuno pretende dal Torino risultati roboanti come il 9 a 1 inflitto dagli Azzurri all’Armenia e neppure il 6 a 0 rifilato al Liechtenstein, ma almeno vittorie per 1 a 0 con chi è in fondo alla classifica assolutamente sì. I giocatori del Torino si facciano dire da Sirigu, Belotti e Izzo che cosa dice Mancini quando li prepara per affrontare avversari alla portata e poi ne facciano tesoro.