Tanti clean-sheet quante gare a secco: così l’Europa si allontana

24.02.2024 09:00 di Emanuele Pastorella   vedi letture
Tanti clean-sheet quante gare a secco: così l’Europa si allontana
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Il Torino non aveva mai creato tanto quanto nella sfida contro la Lazio. “Fino al 50’ è stata una delle migliori prestazione della mia gestione, purtroppo il calcio è così ma ho detto ai miei ragazzi che siamo forti e che possiamo dire la nostra giocando sempre in questo modo” le parole di Ivan Juric dopo una delle sconfitte più cocenti della stagione. E i numeri gli danno pure ragione: la sua squadra ha calciato addirittura 24 volte verso la porta di Provedel, una quantità enorme considerando sia l’avversaria che c’era davanti, sia la tendenza del suo Toro ad avere problemi in fase offensiva. Perché qui entra in gioco una statistica che fa capire perfettamente come mai Zapata e compagni non riescano ad entrare definitivamente tra le big della serie A: in 25 giornate di campionato, i granata sono rimasti a secco per ben undici partite. Quasi una ogni due, un numero enorme e che sottolinea tutte le difficoltà del Toro. I granata hanno segnato 23 reti, gli stessi di Cagliari e Verona e meglio soltanto di Salernitana ed Empoli: una media da 0.92 a partita. Di questo passo l’Europa è destinata a rimanere un tabù, anche se al Filadelfia si prova a rialzare la testa.

Nonostante tutto, infatti, la corsa resta aperta e ora ci saranno altri tre scontri diretti contro Roma, Fiorentina e Napoli per provare a candidarsi per l’Europa. E poi, a fare da contraltare ai problemi in zona gol, resta comunque una fase difensiva da grande squadra con 12 clean-sheet totali. Peccato, però, che contro la Lazio siano stati commessi due errori che solitamente il Toro non fa: al netto dell’ennesima indecisione di Milinkovic-Savic, davvero troppo goffo in occasione della rete di Guendouzi, la squadra di Juric è stata colpita da un inserimento del francese di facile lettura e da un posizionamento errato sul 2-0 di Cataldi, con il centrocampista lasciato libero di colpire a rete. Sono stati errori fatali, ma non condannano ancora i granata: per l’Europa c’è speranza, ma bisogna rialzarsi subito. E soprattutto raddrizzare la mira in zona gol, perché l’attacco resta da serie B.