Speriamo che l’accontentarsi di Cairo sia solo stata una battuta infelice

Il presedente del Torino dice di accontentarsi di vincere un altro derby prima o poi, ma anche che l’obiettivo rimane l’Europa e che nonostante le tre sconfitte si è molto vicini al sesto posto.
 di Elena Rossin  articolo letto 4827 volte
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Speriamo che l’accontentarsi di Cairo sia solo stata una battuta infelice

Il mercato di gennaio aprirà fra quattordici giorni ed è sotto gli occhi di tutti che il Torino ha bisogno di rinforzi in ogni reparto perché i limiti strutturali, che fino a qualche settimana fa erano stati in parte camuffati dalla capacità di segnare e di conquistare punti utili per stare nelle posizioni che permettono di lottare per l’Europa League, nelle ultime tre partite sono emersi brutalmente e, infatti, sono arrivate tre sconfitte con Sampdoria, Juventus e Napoli. Sicuramente giocatori del calibro di Castan, Ljajic e Iago Falque avrebbero potuto fare di più e persino Mihajlovic avrebbe dovuto trovare soluzioni migliori ai difetti della fase difensiva, ma il fatto che non ci siano alternative adeguate, chi non è titolare è ben distante da rendere in campo in maniera soddisfacente, rende difficile poter cambiare anche solo in parte le cose. E’ evidente, quindi, che la squadra va potenziata.

Ieri il presidente Urbano Cairo, intervenendo alla cerimonia del Coni per ritirare la più alta onorificenza sportiva assegnata al Torino il “collare d’oro”, ha detto: “Il nostro budget è inferiore di sei volte rispetto a quello della Juventus, noi siamo più piccoli per valori economici rispetto ai bianconeri e ci accontenteremo di vincere un altro derby, prima o poi”. Se è stata una battuta diciamo che non è risuscita bene, se, invece, è il preludio a non fare investimenti di rilievo nel mercato di gennaio vuol dire che la società non crede nella possibilità di provare a lottare per l’Europa League. A parte qualsiasi altra considerazione, quanto sarà contento Mihajlovic di non ricevere i rinforzi che gli servono per tener fede al suo princìpio di scendere sempre in campo per vincere e non solo per non perdere? Belotti, che comunque segna anche quando non sfodera una partita brillante, vorrà rimanere in una squadra che non gioca le coppe internazionali? Hart, il portiere della Nazionale inglese, continuerà a essere contento di difendere la porta di un club che si accontenta di vincere prima o poi una partita di cartello? Ljajic e anche altri che hanno qualità riconosciute non si faranno attrarre da proposte più ambiziose che significano sempre ingaggi più sostanziosi rispetto a quelli che offre il Torino?

Va detto che il presidente Cairo ha poi anche aggiunto che: “Il nostro obiettivo rimane l’Europa, siamo a quattro punti dalla sesta pur avendo perso tre partite di fila, quindi direi che siamo molto vicini”.  E parlando del mercato ha detto: “Sicuramente se ci saranno le possibilità di aggiungere valore lo faremo perché c’è la volontà di migliorare la rosa”.  Che il sesto posto possa portare in Europa dipenderà anche dagli esiti della Coppa Italia, comunque l’essere vicini non basta perché il Torino deve scalare la classifica e sorpassare le squadre, Fiorentina, Inter e Atalanta, che oggi gli sbarrano l’accesso all’Europa League e va ricordato che il Milan, che è quinto e in questo momento con in tasca il pass per la coppa, ha trentatré punti, otto in più dei granata. La volontà di migliorare la rosa è fondamentale, ma deve essere tradotta in fatti concreti.
Cairo è un imprenditore capace e sicuramente una persona ambiziosa pertanto deve essere coerente e se pensa che il Torino sia molto vicino all’obiettivo il tre gennaio, anche la tempistica è importante e l’ultima gara del girone d’andata con il Sassuolo si giocherà l’otto gennaio, consegni a Mihajlovic i rinforzi indispensabili, altrimenti dichiari che per questa stagione lui si accontenta di un piazzamento a metà classifica.