Simone Verdi e i segnali positivi. Per riprendere in mano la stagione

07.07.2020 11:27 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Simone Verdi e i segnali positivi. Per riprendere in mano la stagione

Il Derby, inutile dirlo, è stato una delusione. L'attuale divario tra Juve e Toro, d'altra parte, fa suonare un po' retorico, quanto meno in questo momento storico, il vecchio ritornello sul fatto che le stracittadine siano "partite a sé stanti". Per una squadra come quella guidata da Longo, con un centrocampo come minimo monco, e una serie di giocatori tra il rassegnato e il demotivato (da Izzo a Meité, passando per Simone Zaza), non è certo la trasferta contro la capolista, ormai quasi scudettata, per la nona volta di fila, una delle gare da vincere.

Come spesso accade, dalle sconfitte contro le big non resta che raccogliere i segnali positivi. E il segnale positivo che spicca - in un elenco, va detto, non sterminato - dalla partita di sabato pomeriggio porta il nome di Simone Verdi. Iniziativa, coraggio, dinamismo, un gol quasi arrivato, contro la Juve di CR7, Dybala, del recordman Buffon. Ventotto anni da compiere tra pochi giorni, domenica 12 luglio, all'ex-Napoli e Bologna questa seconda stagione di debutto in maglia Toro, finora, non ha decisamente sorriso. Ma è la scia dell'ennesimo derby perso dal Toro che può portare Verdi a riprendersi un mano un campionato, forse il più anomalo di sempre, che fino a prima di sabato gli era per lo più sfuggito.

La collocazione tattica, questa volta, ha aiutato: tandem di trequarti con Berenguer, alle spalle di Belotti, per la settantina di minuti trascorsa in campo, prima che Millico ne prendesse il posto. Con lo spagnolo non al meglio, e tre punti da raccogliere assolutamente contro il Brescia, Verdi, nella medio-tarda serata di domani, ha la possibilità di ritagliarsi un ruolo da protagonista. Da trequartista puro, forse alle spalle del duo composto dal Gallo e da Zaza. Con l'opportunità, magari con l'inserimento di Edera, e con la capacità del capitano di riequilibrare il tridente, partendo da lontano sulla sinistra, di passare sul versante destro, e lì creare la superiorità numerica, saltando l'uomo. A testimonianza, in ogni caso, del buon lavoro svolto da Longo sulla sua collocazione, Verdi, contro la Juve, è apparso ritrovato, sprizzando grinta e sorrisi da tutti pori.