Sempre la solita storia per il Torino: avere rimpianti per la rosa incompleta e mancante di sufficiente qualità

11.02.2023 13:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
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La sconfitta del Torino con il Milan fa male perché nel primo tempo e anche per un po’ di più fino all’ora di gioco la squadra di Juric, pur in emergenza per le assenze causa infortuni di Ricci, Lazaro, Pellegri e Zima e della non condizione di Ilic, non solo ha tenuto testa a quella di Pioli, che ha giocatori di qualità superiore, ma ha anche gestito la palla e giocato spesso nella metà campo avversaria senza correre particolari pericoli, basta pensare che nella prima frazione di gioco Vanja Milinkovic-Savic è stato pressoché spettatore, e creando anche qualche occasione da gol, la più clamorosa quando Kjær è scivolato in area e Sanabria è andato sulla palla trovandosi a tu per tu con Tatarusanu e con l’esterno destro ha concluso, ma il portiere ha parato (37’). Oltretutto il Milan era in un periodo difficile - veniva da cinque sconfitte consecutive una in Supercoppa italiana , Inter, tre in campionato, Lazio, Sassuolo e Inter, e una con eliminazione in Coppa Italia, proprio con il Torino – e non stava di certo brillando fornendo una prestazione mediocre e manovrando abbastanza lentamente. Le premesse c’erano tutte affinché i granata battessero i rossoneri per la terza volta in questa stagione, ma ovviamente non è stato così perché nella ripresa il Milan ci ha messo quella determinazione a evitare un altro flop e così è emersa la qualità superiore dei suoi giocatori e dopo due prove generali con Vanja che ha salvato la sua porta prima da Leão (54’) e poi da Giroud (57’) è arrivato il gol di quest’ultimo che sul traversone di Theo Hernández ha svettato su Djidji e di testa ha girato in porta sbloccando il risultato (62’). Da quel momento in poi i rossoneri hanno preso fiducia, mentre il Torino ha iniziato a faticare. Altri gol non sono arrivati seppure entrambe le squadre ci abbiano provato, ma tanto è bastato al Milan per vincere e al Torino per perdere.

Juric aveva annunciato alla vigilia una formazione con sorprese a centrocampo e così è stato. Infatti, sulla fascia sinistra Rodriguez, che solitamente agisce da braccetto sinistro nella difesa a tre, a destra invece Singo e al centro i giovani Gineitis sul centro-sinistra - diciottenne debuttante assoluto in Serie A senza mai aver disputato gare nelle categorie inferiori, sebbene avesse già giocato con la Nazionale maggiore della Lituania - e il 22enne Adopo. Entrambi non hanno sfigurato, anzi. Gineitis ha dimostrato personalità, come certifica il colpo di tacco in occasione del primo pallone giocato, e l’aver saputo gestire l’ammonizione, anche se poi nel secondo tempo l’allenatore ha preferito mandare in campo Linetty. Adopo non è stato devastante come in Coppa Italia, suo il gol che aveva permesso di eliminare proprio il Milan agli ottavi, ma ha disputato una gara senza errori se non su qualche appoggio. Non sono di certo stati loro a non fare abbastanza, semmai sono mancati altri giocatori ben più esperti. Djidji e Rodriguez non hanno fatto granché commettendo anche errori. Vlasic, in calo da un po’ di tempo, ha sbagliato a giocare troppi palloni. Linetty, quando è subentrato a Gineitis, ha svolto il compitino senza però dare quelle geometrie  che servivano in mezzo al campo per continuare a mettere in difficoltà il Milan. Radonjic entrato al posto di Vlasic (80’) si è fatto notare per un fallo su De Ketelaere  che gli è valso l’ammonizione (82’) più che per le giocate. Sanabria con i gol che non ha fatto sebbene abbia avuto più occasioni (19’, 21’, 37, 50’,52’ e 59’). E anche Karamoh, subentrato a Adopo (70’), che è andato vicino a segnare (74’), ma per il resto non ha fatto praticamente nulla a differenza delle due partite precedenti che era andato in gol, riaprendo le speranza in Coppa Italia con la Fiorentina e risultando l’uomo vincente con l’Udinese.

Il problema del Torino è sempre lo stesso:  una rosa incompleta, smantellata degli elementi migliori e con giocatori che non assicurano abbastanza qualità.  E a dirlo, anzi a ripeterlo, è l’allenatore Ivan Juric, come riporta Tuttosport: “Abbiamo fatto bene, ma ci voleva un po’ più di qualità e noi non l’abbiamo messa. La partenza di Lukic non è facile da gestire, in più in questo momento Ricci è infortunato e Ilic non sta bene. Se hai buoni giocatori e li vendi, non puoi crescere. Purtroppo abbiamo sbagliato occasioni che non avremmo dovuto fallire. La prova vinta in casa contro il Milan (in Coppa Italia, ndr) era stata più difficile, mentre questa per lunghi tratti l’abbiamo dominata. Non abbiamo avuto qualità sufficiente, spesso le squadre piccole non c’è l’hanno. La gara di Sanabria sarebbe stata stupenda se solo avesse segnato. Miranchuk ha fatto quello che doveva, da Vlasic invece mi sarei aspettato di più. Dentro di me, adesso, c’è più consapevolezza del fatto che queste gare non riusciamo a vincerle. Penso anche a quella con la Salernitana: avevamo preparato bene la partita e fatto tante cose bene, però  non abbiamo vinto. Il problema riguarda la qualità dei trequartisti, ma anche dei quinti e dei centrocampisti”.
Con un vero centravanti, di quelli che sanno andare in doppia cifra, il Torino si mangerebbe così tanti gol? Vendere Lukic a gennaio era proprio indispensabile? Sulla trequarti prendere per lo più giocatori che arrivano da stagioni nelle quali hanno fatto poco nulla lo ordina forse il dottore? Sulle fasce avere elementi che non stantufano abbastanza e che non sanno calibrare a dovere i cross quando li fanno è una legge costituzionale?. Ecco perché il Torino vive di rimpianti.