Se non si può riprendere la A, ci si affidi alla storia per chiudere la stagione

06.04.2020 07:00 di M. V.   Vedi letture
Se non si può riprendere la A, ci si affidi alla storia per chiudere la stagione

In pochi lo sanno, negli albi d'oro ufficiali delle competizioni nazionali non sono indicati, ma sono titoli a tutti gli effetti riconosciuti dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Parliamo del Torneo di Capodanno del 1981 vinto dall'Ascoli in finale contro la Juventus (istituito per dare continuità ai calciatori di Serie A nel periodo in cui fu organizzato il cinquantenario del Mondiale vinto dall'Uruguay), o del Torneo Estivo del 1986, che ha visto primeggiare l'Avellino sul Bari (riservata alle squadre di Serie A eliminate prima delle semifinali di Coppa Italia), in entrambe le occasioni il Torino era presente.

A queste aggiungiamo pure i Tornei di Guerra, come, riconosciuto nel 2002, quello del 1944 disputato nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, una sorta di campionato di Serie A non esattamente regolamentare, per svariate ragioni (di tempi di spostamento e preparazione, di campi da gioco, di calciatori inseriti in squadre diverse per esigenze di luogo), in cui la necessità fu quella di dividere nuovamente il torneo in più gironi. In quel caso, il Grande Torino cadde in finale contro lo Spezia per 2-1 (ma ci furono tante e ben giustificate ragioni per quel ko tanto inatteso a fronte del solito dominio). Questo è esattamente il punto: se non si potrà tornare a giocare in tempi ragionevoli, si potrebbe istituire un titolo onorifico, che non porti necessariamente allo scudetto, permettendo a quel punto la disputa dei play off per stabilire il vincitore senza l'obbligo di chiudere la stagione regolare in modo irregolare. È già accaduto in passato, può ripetersi anche ai giorni del Covid-19, facendo poi riferimento, per le qualificazioni alle rispettive competizioni europee, all'annata precedente.