Quanto i conti in rosso del Torino condizionano il mercato?

25.06.2021 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin con dati Calcio e Finanza
Vagnati e Cairo
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Vagnati e Cairo
© foto di Image Sport

Il Torino è sulle tracce di giocatori non di certo top player eppure sta trattando per far abbassare le richieste su tutti Messias per il quale il Crotone ha chiesto 12 milioni di euro, e ha messo sul mercato calciatori che pesano sulle casse societarie per gli stipendi, Sirigu guadagna 1,7 mln netti a stagione così come Zaza, e chi sta seguendo invece ha emolumenti decisamente più bassi quello di Messias ad esempio è di 110mila euro. E allora viene da chiedersi perché il Torino non ha ancora chiuso la trattativa per il brasiliano oppure non sia neppure arrivato a intavolarne una per Gunter, altro giocatore che vuole Juric? Il centrale tedesco di origini turche percepisce 300mila euro netti annui e il valore del suo cartellino è di 3 mln, quanto ha richiesto il Verona al Sassuolo che lo ha messo nel mirino come sostituto di Marlon. Le cifre sono assolutamente abbordabili per il Torino. L’unica spiegazione plausibile potrebbe sembrare quella dei conti in rosso fatti registrare dalla società granata che spingono un presidente come Cairo, tanto attento ai bilanci, a imporre che prima si vene e poi si acquista.       

Negli ultimi tre esercizi di bilancio il Torino ha fatto registrare un segno negativo, per carità non si tratta di voragini, infatti le cifre dicono 19 milioni di euro nel 2020, 13,9 nel 2019 e 12,3 nel  2018 per un totale di 45 mln (mentre nel 2017 l’utile era stato di 37,2) e questo ha fatto sì che nel 2020 la società granata abbia sottoscritto due contratti di finanziamento per complessivi 30 ml, cosa che comporta un aumento dei debiti che di conseguenza arrivano a 112 mln. Va però detto che il patrimonio netto è cresciuto per la rivalutazione dei marchi di proprietà granata grazie al “Decreto Agosto” ed è passato da 478mila a 60 mln dovuto all’incremento delle immobilizzazioni immateriali pari a 59,6 mln e a quello del patrimonio netto di 57,8 mln e così a fine dicembre scorso il valore era di 72,9 a fronte di 34,2 del 2019, come riportato da Calcio e Finanza.

Di certo la pandemia non ha aiutato e gli stadi interdetti al pubblico hanno fatto venir meno parte degli introiti, per il Torino è stato di 5,6 mln nel 2019, e seppur ci sia la fetta derivante dai diritti televisivi, ma anche in questo caso il club granata ha fatto registrare un segno meno pari a 13,2 mln ai quali vanno aggiunti -1,9 mln di ricavi commerciali e altri 1,6 derivanti dal decremento della gestione, le ultime due stagioni con le salvezze arrivate all’ultimo hanno causato i succitati minori guadagni. Se a tutto questo si sommano campagne acquisti che in precedenza hanno fatto spendere parecchio per giocatori che poi non hanno reso quanto era lecito attendersi, leggasi Verdi 23 mln (3 di prestito oneroso più altri 20 per l’obbligo di riscatto) e Zaza 15,6 (inclusi gli oneri accessori e i contributi di solidarietà) e i relativi stipendi, rispettivamente 1,7 mln netti a stagione e 1,6, si comprende bene che Cairo abbia chiuso i cordoni della borsa limitando molto il raggio d’azione a Vaganti e costringendolo a trattare strenuamente anche solo per far abbassare di qualche migliaio di euro costi di cartellini ed emolumenti.

Ma questo rischia di diventare un boomerang perché se Juric non verrà messo nella condizione di lavorare al meglio ottenendo fin dal giorno del raduno i giocatori funzionali al suo 3-4-2-1 e quelli che lui ha chiesto, tanto più che non pretende top player, il Torino si troverà ad affrontare un’altra stagione in salita, soprattutto se alla fine saranno ceduti Belotti e Sirigu che pur con qualche difficoltà hanno tenuto a galla il Torino in questi due anni bui, e se la squadra non otterrà piazzamenti migliori gli incassi da diritti televisivi e ricavi commerciali diminuiranno e i giocatori si deprezzeranno ulteriormente così i conti rischiano di continuare a rimanere in rosso.
Paradossalmente forse è proprio questo il momento di spendere quelle cifre del tutto ragionevoli per risollevare il Torino in classifica e nel bilancio. Cairo intraprenderà questa strada? Dipende tutto la lui che sarà poi il solo responsabile delle sue scelte e del destino del Toro.