Più punti, miglior posto in classifica, ma un minor numero di gol fatti e più subiti: come interpretare il Torino del 2° anno di Juric?

04.10.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
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Premesso che ogni campionato fa storia a sé e che il Torino rispetto allo scorso anno è molto cambiato poiché sono andati via molti giocatori e altri ne sono arrivati, ma tenuto conto di tutto ciò confrontando le prime otto giornate, visto che oltretutto l’allenatore è sempre lo stesso: Ivan Juric, si nota che ha 2 punti in più (10 a 8), che corrispondono a 2 posizioni in più in classifica (10° a 12°), però ha realizzato 2 gol in meno (7 a 9) e ne ha subiti 2 in più (10 a 8). Curioso e di certo casuale che il numero 2 compaia in ogni dato preso in esame.

Verrebbe da concludere che questo Torino è migliore di quello passato eppure appena lo si pensa non si è del tutto convinti, anzi. Forse perché la squadra granata arriva da tre sconfitte consecutive, Inter, Sassuolo e Napoli, alle quali va aggiunta quella con l’Atalanta, ma anche nello scorso campionato furono quattro i ko dopo otto turni, Atalanta, Fiorentina, Juventus e Napoli, le vittorie due, Salernitana e Sassuolo, mentre in questo sono tre, Monza, Cremonese e Lecce, e i pareggi allora due, Lazio e Venezia, e oggi uno, Lazio. L’andamento quindi è alquanto simile, anche per valore delle squadre affrontate al più forse un pelino superiore quello dello scorso anno, ma di certo non così influente.

Allora perché quella sensazione che questo Torino sia per il momento meno performante? Forse perché sono andati via giocatori d’esperienza, Bremer, Belotti e Praet su tutti, e sono arrivati calciatori tutto sommato giovani che hanno bisogno di ritrovarsi, Vlasic in particolare, ma anche Radonjic e Miranchuk che hanno un annetto in più del 25enne croato, o altri taluni giovanissimi che devono affermarsi, il 18enne Ilkhan, o dimostrare di essere competitivi anche fuori dalla propria patria, il 22enne Schuurs. Magari dipende dal fatto che il progetto intrapreso nella scorsa stagione con l’arrivo di Juric in panchina anziché andare avanti è dovuto ricominciare da capo per le tante cessioni di giocatori titolari. Oppure perché la rosa continua ad essere incompleta e senza valide alternative in panchina.

Otto giornate sono uno scorcio di campionato relativamente breve e come è giusto che sia i conti si devono fare alla fine, nel torneo scorso alla fine il Torino arrivò decimo, e ora si trova nell’identica posizione, quest’anno però dopo tre turni aveva sette punti e nei successivi cinque l’incremento è stato solo di tre, mentre nello scorso tre e poi lo aumentò di cinque nei successivi cinque match. L’andamento è quindi in calo. Il tempo per invertire la rotta non manca e ci sono sette giornate prima della sosta per il Mondiale e in questo lasso di tempo l’anno scorso il Torino fece 10 punti ritrovandosi al 13° posto segnando 10 gol e subendone 7. Che cosa farà con Empoli, Juventus,  Udinese, Milan, Bologna, Sampdoria e Roma dirà se è riuscito ad invertire il trend in calo e a migliorarsi rispetto allo scorso anno.