Petrachi: "Meno primedonne in squadra"

Cairo? Nessuna intenzione di mollare
02.02.2010 18:18 di Marina Beccuti   vedi letture
Petrachi: "Meno primedonne in squadra"
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© foto di Federico De Luca

E' lui il vero protagonista del mercato del Torino, il ds Gianluca Petrachi, che è riuscito a portare in granata in questa sessione invernale di mercato ben dodici nuovi giocatori. Non solo, ma è riuscito anche a cedere i cosiddetti dissidenti, anche se non tutti: "Qualcuno potrebbe ancora partire, magari per l'altra parte del mondo, oppure rescindere, vedremo. Sono invece contento essere riuscito a portare a termine quello che volevo, ci tengo a precisare che non sono seconde o terze scelte, ma titolari. Sono soddisfatto, anche se rammaricato per Diana, perchè avrei preferito fosse andato a giocare anche lui. Le ultime ore di mercato sono state snervanti, volevo accontentare tutti quei ragazzi che non facevano più parte del mio progetto. Saltando Belingheri al Chievo ha pregiudicato anche il futuro di Diana, mi spiace per lui, che si è sempre comportato bene".

Petrachi passa a parlare degli ultimi tre acquisti: "Scaglia l'ho seguito sempre, lo conosco molto bene, credo sia un ragazzo di indubbie qualità, deve metterci più forza, ma come esterno di sinistra ha un buon piede e dribbling, sa vedere anche la porta, in C era molto quotato. Qui a Torino spero possa consacrarsi. Statella l'ho visto nel Benevento, deve capire ancora i tempi di giocata, se riesce a crescere sotto questo punto di vista, Colantuono lo aiuterà, con più personalità può fare il salto di qualità. Voglio chiarire che non potevo fare una squadra di undici star, un gruppo è costruito da ingegneri, geometri, ma anche di operai. La squadra si fa attraverso l'unione. Sono tutti giocatori abili per il 4-4-2. Morello l'ho conosciuto ai tempi del Pisa, ha vissuto il fallimento, credo in lui, capisce anche bene il ruolo che è venuto a fare, si farà trovare pronto. E' soprattutto un ragazzo da spogliatoio. Ha vissuto momenti difficili e spero possa dare il suo contributo".

Petrachi preferisce non giudicare il suo lavoro: "Non mi do nessun voto, sarà il campo a dare i voti ed i giudizi. Ho lavorato molto, è stato un mese parecchio intenso. Sono arrivati giocatori che conoscevo e volevo. Ho trovato anche la tranquillità di non pensare subito ai fuori rosa, grazie a Cairo che me ne ha dato la possibilità. Non ho fatto una squadra per indebolirla, dal punto di vista caratteriale siamo migliorati, questi sono giocatori in cui credo, senza averne uno in particolare da sottolineare, ma attenzione, alcuni di loro possono stupire".

Rammarichi non ne ha se non un comportamento che al ds granata non è piaicuto: "Sono rimasto male per come sono andate le cose con Sestu, un giocatore che già volevo quando era al Cittadella da portare al Pisa, per questioni di soldi non l'ho potuto comprare. Ma non ho visto, non dico da parte del ragazzo, un vero interesse verso il Torino, per cui alla fine non provo rammarico. Diciamo che il contorno mi ha infastidito. Comunque non dimentichiamoci che è arrivato anche Antonelli".

Petrachi ha avuto anche il sostegno del mister: "Colantuono mi ha dato fiducia, io mi sono assunto tutte le responsabilità, per cui s'è creata anche una buona sinergia con lui. Sono stato agevolato anche dal fatto che era rientrato Stefano, per cui certe situazioni lui le conosceva bene avendole vissute mesi prima, dunque le sue sensazioni erano suffragate da fatti vissuti. Il compito di Stefano sarà quello di fare delle scelte importanti e avrà anche parecchia scelta, tutti cercheranno di metterlo in difficoltà".

Riguardo alla cessione di Loviso e Di Michele al Lecce Petrachi ha puntualizzato: "Quello che faccio non è mai a caso, ho fatto una scelta strategica con il Lecce".

Il ds a proposito del campionato ha aggiunto: "Per noi è come cominciasse adesso. Ho detto a Cairo che questa squadra può aggredire l'avversario e avere una determinazione diversa. Cairo non ha speso perchè non c'è stato bisogno, abbiamo avuto l'abilità di poter fare operazioni intelligenti. Non volevo creare l'errore di avere troppe primedonne. Quanti possono permettersi ingaggi di Bianchi, Sereni, più altri in Serie B? Dietro al valore aggiunto dobbiamo averne altri di supporto. Spero di aver sbagliato il meno possibile. Mi assumo tutte le responsabilità, non so quanti altri ci avrebbero messo la faccia come ho fatto io".

Il mercato è cominciato con Foschi , ma poi è proseguito con il solo Petrachi in sella: "Se fosse rimasto Foschi non avrei potuto fare tutto in prima persona, si poteva equivocare su chi aveva preso quel giocatore o quell'altro, invece ho avuto libertà di scelta e questo mi ha portato a prendermi tutte le responsabilità".

Molti giocatori sono arrivati con la formula del prestito con diritto di riscatto, la soluzione preferita da Petrachi: "Ti aiuta a scegliere meglio in futuro. Nelle difficoltà esce fuori lo spogliatotio e qualche problea caratteriale c'era in questo gruppo".

Qualcuno mormora che Cairo voglia disimpegnarsi: "Non ho mai avuto questa sensazione. Mi è sempre stato al fianco in questo periodo. Il fatto che oggi sia qui dimostra quanto ci tiene. Non credo abbia questo tipo di idee. Al momento opportuno parlerà nuovamente, ma ha mantenuto molto entusiasmo".