Perché Millico non è quasi utilizzato? C’è una spiegazione

Il giovane attaccante proveniente dal vivaio è stato utilizzato solo in sette partite per degli spezzoni, seppur sia riuscito a segnare due gol.
20.01.2020 10:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Vincenzo Millico
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Vincenzo Millico

In quanti si sono posti la domanda perché Millico gioca poco? E che giochi poco lo dicono i minuti che ha calcato il campo, infatti, nei preliminari d’Europa League, sempre nelle gare di ritorno, ha giocato complessivamente, recuperi compresi, 45’ (17’ Debreceni, 16’ Soligorsk e 12’ Wolverhampton), in campionato 39’ (10’ Udinese, 10’ Juventus e 19’ Sassuolo) e in Coppa Italia 32’ (Genoa). In totale Vincenzo ha disputato 116’ in sette partite con una media di 16’,57’’ che non può essere definito un granché di minutaggio che, però, gli è bastato per mettersi in luce segnando anche due gol, uno con il Debreceni e l’altro con il Genoa per giunta nella lotteria dei calci di rigore, non proprio una situazione facile.

Se non tutti sicuramente moltissimi si sono posti appunto la domanda sul perché Mazzarri lo faccia giocare così poco e la risposta più banale che può essere data è che è giovane, quindi, chiuso da compagni più esperti. Mazzarri nel post partita con il Sassuolo ha risposto “Mettere Millico prima? Non vedete bene le partite: sarebbe stato rischioso” e nell’occasione lo aveva fatto entrare quando il Torino aveva già subito la rimonta dei neroverdi e al posto di Djidji, un difensore, e Vincenzo dopo sei minuti, compresa l’interruzione per un cambio, aveva colpito la traversa segno evidente che quando è chiamato in causa si fa trovare pronto. Come quando subentrato a Zaza in Coppa Italia, all’inizio del primo tempo supplementare, dopo un minuto aveva servito Berenguer che si era voltato e aveva tirato in porta senza inquadrarne lo specchio e, successivamente, passati altri due minuti Millico su azione personale aveva impegnato Radu in una parata tirando dal limite dell’area.

Allora perché non farlo giocare di più? Forse la spiegazione è che potrebbe mettere in ombra, lui che arriva dal settore giovanile, qualche compagno più esperto. Spiegazione maligna, sicuramente e senza ombra di dubbio, ma a pensare male si fa peccato, però, spesso ci si azzecca. Mazzarri finora lo ha fatto subentrare a Belotti (Debreceni e Soligorsk) e a Zaza (Wolverhampton e Ganoa) senza modificare l’assetto della squadra in quanto era uscita una punta e ne era entrata un’altra e, invece, con variazione di assetto quando ha preso il posto di Laxalt (Udinese) in quanto l’uruguaiano è un centrocampista esterno e volendo terzino, di Baselli (Juventus) che è un centrocampista centrale e di Djidji (Sassuolo) che è un difensore. Tenuto conto che a parte Belotti e Falque, che è stato quasi sempre infortunato, gli altri attaccanti del Torino, Zaza e Verdi, hanno reso meno delle aspettative e che Berenguer, annoverandolo fra gli attaccanti sebbene non lo sia del tutto per ruolo naturale, alterna prestazioni buone ad altre meno diventa chiaro che Millico potrebbe mettere in ombra più di un compagno dimostrando che certi acquisti, oltretutto molto costosi in relazione alle spese medie del Torino, non sono stati azzeccati. Per di più se un ragazzino di 19 anni facesse meglio di chi era stato preso per fare la differenza riuscire a vedere chi non rende abbastanza rientrando completamente della spesa sarebbe ancor più difficile o comunque sarebbe poi molto complicato rimettere in panchina Millico se segnasse più degli altri.
Ma non sarebbe interesse del Torino far giocare chi potrebbe permettergli di ottenere risultati positivi? Certo che lo sarebbe, ma forse manca il coraggio di farlo o prevale la paura che un giovane potrebbe “bruciarsi” se incappasse in qualche prestazione negativa. Già ma a fare panchina non si “brucia” ugualmente?