Novellino"La situazione di Torino è assurda"

27.02.2010 11:23 di Raffaella Bon   vedi letture
Novellino"La situazione di Torino è assurda"
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© foto di Federico De Luca


© foto di Federico De LucaLe dichiarazioni di Urbano Cairo, presidente del Torino, sono sicuramente uno degli argomenti del giorno e con Walter Novellino proviamo a capire quello che è successo e quello che potrà succedere nelle prossime settimane.

Sono i tifosi il problema del Torino?
"Non dico siano il male, ma non fanno lavorare con una certa serenità. Credo che il passato vada ricordato, ma per fare il grande Toro bisogna anche essere costruttivi. Cairo ha preso la squadra praticamente gratis, ma in questi anni ha speso tanto".

Crede che tutto nasca dal fatto che ci si aspettava un campionato semplice? Un po' come in casa Reggina, dove lei ha pagato?
"Il caso della Reggina è diverso, dovevano arrivare certi giocatori e invece sono arrivati altri. Questo fa capire che anche a 57 anni bisogna aprire gli occhi e non credere nelle promesse. Gente come Volpi e Buscè, che in A ora stanno facendo bene, perché non potevano farlo anche in B? In un campionato così lungo serve pazienza e non voler subito vincere dall'inizio. Il Torino poi ha cambiato molto e anche la stessa Reggina. Per il Torino poi credo che il presidente sia il presidente. C'è un uomo che fa il mercato e ha un budget da rispettare, tutti vorrebbero avere Ronaldinho".

Cosa ne pensa di Petrachi?
"Petrachi non lo conosco, ma so che Cairo aveva bisogno di una persona che lo aiutasse a fare certe cose".

Un'altra cosa che Cairo vorrebbe fare è vendere ad una persona di Torino, cosa che a lui manca e viene imputata. Cosa ne pensa?
"Mi sembra assurdo che i tifosi debbano decidere di cambiare il presidente. Chiaro che non sono contenti, il Torino è in grande difficoltà da tre-quattro anni, ma lui i soldi li ha sempre messi".

Quest'anno sono arrivati grandi nomi, ma non hanno reso come si pensava. Si pensi ad esempio a Diana, Di Michele e Pisano
"Sono giocatori che da altre parti hanno fatto bene, ma l'ambiente di Torino è molto difficile. Uno deve avere una grande personalità per far bene".

Cairo ha poi anche detto che bisogna saper soffrire e ha tirato in ballo, come esempio, la famiglia Pozzo che a Udine non ha vinto subito
"Io non conosco l'Udinese, ma credo che in B gli allenatori debbano fare i manager. Essendo la squadra un'azienda, l'allenatore è l'unico responsabile verso il presidente".

Cairo ha poi concluso dicendo che è sempre stato legato a Torino
"Che sia legato è fuori dubbio, io sono stato quasi due anni con lui ed è chiaro che tutto va anche in base ai risultati. Tutti noi abbiamo dei difetti, ma qui siamo arrivati all'assurdo".

Perché anche parte della stampa ce l'ha con Cairo?
"Questo è un campionato talmente agonistico in cui, a volte, le qualità tecniche contano fino ad un certo punto. Una squadra che gioca con il Torino, poi, rende dieci invece del normale sei. Io ho visto la partita con la Salernitana e devo dire che se facessero una partita amichevole in un altro posto ci sarebbe un'enorme differenza. Sabato, invece, la Salernitana aveva grandi motivazioni che il Torino non aveva. Penso sia questione di concentrazione e bisogna anche essere corretti dicendo che questo è un anno di transizione, dove ci sono delle difficoltà".

Secondo lei ci sarà qualcuno disposto a comprare il Torino e fare meglio di Cairo?
"Io penso che una persona dia sempre il massimo e Cairo probabilmente non è stato fortunato in questo. Può darsi arrivi qualcuno più fortunato, ma io non credo arrivi. Ormai il calcio è diventato un'azienda a perdere se non vai in A".