Non c’è due senza tre e anche la terza presentazione è stata una festa

Ovazioni per Darmian e Quagliarella. Applausi scroscianti per Gillet, Glik, Nocerino e Cerci. Moretti è stato premiato in qualità di giocatore rappresentativo.
18.08.2014 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Non c’è due senza tre e anche la terza presentazione è stata una festa
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Bormio, Riscone di Brunico e ieri sera Mondovì, il Torino in ogni località dove svolge il ritiro organizza la presentazione della squadra ed è sempre un successo. Già perché i tifosi sono entusiasti di essere tornati a poter dire a testa alta: “Sono del Toro”. I successi generano successi. Qualcuno dirà ma che cosa ha vinto il Torino? In verità non ci sono trofei da mostrare, però già solo il fatto che è alla terza stagione consecutiva in serie A e che sta disputando i preliminari d’Europa League, dopo anni di altalena fra gli ultimi posti della massima divisione e la cadetteria, è di per sé un successo e i successi vanno festeggiati, ecco perché ogni occasione è buona. C’erano un migliaio di persone e tanti bambini in piazza Maggiore a Mondovì, per l’occasione addobbata di granata. A condurre la serata Stefano Venneri, per anni lo speaker ufficiale delle partite casalinghe del Torino e conduttore della trasmissione “Orgoglio Granata” in onda su Grp. Non ha faticato Venneri a scaldare la piazza che era già in fermento e vogliosa di festeggiare, così quando il conduttore è salito sul palco è stato tutto un susseguirsi di cori “Chi non salta bianconero è”, “Amsterdam, Amsterdam torneremo torneremo ad Amsterdam”, “Torino è stata e resterà granata” che sono serviti ad ingannare il tempo nell’attesa che arrivassero i giocatori. Cori interrotti solo dal saluto del sindaco Viglione e da quello di altre autorità della cittadina monregalese e dalla presentazione di due miss granata.

 

La presentazione è avvenuta con le consuete modalità: prima i magazzinieri, poi lo staff sanitario, i massaggiatori e i preparatori, il vice allenatore Sullo e il team manager Giacomo Ferri, a seguire i componenti del marketing e dell’ufficio stampa. E’ giunto poi il turno dei giocatori e infine quello di mister Ventura. Per tutti applausi e cori, ma in particolare per lo storico magazziniere Tony Vigato, il team manager Ferri accompagnato come sempre dal grido “Picchia per noi, Giacomo Ferri”. Fra i portieri il più applaudito è stato Gillet, così come tra i difensori capitan Glik, Nocerino fra i centrocampisti e Cerci tra gli attaccanti. Mentre vere e proprie ovazioni sono state tributate a Darmian e Quagliarella. Ovviamente i due nuovi giocatori che hanno un trascorso nelle file della Juventus, Quagliarella e Molinaro, appena sono saliti sul palco sono stati invitati dai tifosi a gran voce a saltellare per dimostrare di non essere bianconeri e loro non si sono fatti pregare e si sono subito esibiti in saltelli.

 

Anche mister Ventura è stato molto applaudito e quando Venneri gli ha chiesto se questo fosse stato l’anno buono per vincere il derby ha risposto: “Tutti gli anni siamo qui e la domanda è sempre la stessa, quindi speriamo di dare risposte diverse da quelle degli altri anni. Colgo l’occasione per ringraziare Mondovì, che ci ospita per il terzo anno consecutivo. Sono stati anni importanti e mi auguro di essere ancora qui l’anno prossimo per parlare di questa stagione. Non servono dichiarazioni faraoniche, serve lavoro. I giocatori hanno capito l’importanza della maglia che indossano e quanto il popolo granata si aspetta da loro. Ci aspettiamo di vedere sempre l’Olimpico pieno come l’abbiamo visto nella partita contro il Brommapojkarna, perché insieme possiamo fare cose importanti”.

 

Come di consueto c’è stato uno scambio di doni e il Torino ha consegnato al sindaco la maglia con il numero tre per ricordare che è la terza estate che la squadra è ospitata a Mondovì. Infine il Toro club Mondovì ha consegnato una targa a Moretti che è stato scelto dai tifosi come giocatore più rappresentativo con la motivazione che “Sembra sia sempre stato al Toro”, il giocatore visibilmente emozionato ha ringraziato, forse non si aspettava di essere lui il prescelto, ma è bastato un anno perché i tifosi granata, sempre attentissimi nell’osservare i comportamenti dei giocatori in campo e fuori, lo eleggessero loro beniamino.