Nessuno offre 100 milioni per Belotti: bene, basta che la clausola non diventi trappola

Solo proposte non in linea con quanto richiesto e fissato dal Torino per il “Gallo”. Se l’attaccante rimanesse dovrebbe essere felice e contento d’indossare la maglia granata.
13.06.2017 11:04 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Nessuno offre 100 milioni per Belotti: bene, basta che la clausola non diventi trappola
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

In Italia non c’è club che abbia intenzione o possa sborsare cento milioni per Andrea Belotti, anche se si tratta dell’attaccante nostrano che ha segnato di più nello scorso campionato, ventisei gol, e del centravanti della Nazionale. Fin qui nulla di trascendentale, ci può stare. All’estero, dove i soldi non mancano e gli investimenti a cifre record lo dimostrano, tutti apprezzano il “Gallo”, però, nessuno finora ha bussato alla porta del Torino con la cifra fissata dalla cosiddetta clausola rescissoria, anche se sono arrivate al club granata più proposte, tra dirette e indirette, da Manchester United, Chelsea, Arsenal e Tottenham che si aggiravano dai 50-60 agli 80-85 milioni. Proposte che però sono sempre state ovviamente respinte perché non giudicate sufficienti. Nelle prossime ore arriverà l’offerta del Paris Saint Germain, ma sarà anche questa non in linea con la clausola perché dovrebbe aggirarsi intorno ai 60-70 e l’inserimento nella trattativa di Sirigu non può bastare per abbassare la cifra e i ragionamenti per i due giocatori saranno quindi distinti. I tifosi del Toro e Mihajlovic sicuramente sono contenti che nessuno sia ancora riuscito a portare via Belotti perché, se lo scenario non cambierà, potranno goderselo ancora. Tutto bene quindi? Sembrerebbe proprio di sì, anche se …

Mihajlovic già al termine dello scorso campionato aveva specificato: “Tutti noi ci auguriamo che il “Gallo” rimanga, ma che resti con la testa giusta”. Come dare torto al mister, un giocatore che resta perché nessuno ha offerto per lui la cifra che la società ha fissato per cederlo potrebbe sentirsi intrappolato, anche se gli fosse aumentato l’ingaggio come gratificazione e riconoscimento dei meriti conquistati sul campo. Infatti, non è solo una questione di soldi perché il problema di Belotti è che il Torino non disputa le coppe internazionali e questo lo danneggia, infatti, il vero motivo per cui nessuna società si è presentata finora con cento milioni per averlo è proprio che l’attaccante non ha quasi esperienza a livello internazionale, a parte quella maturata con la Nazionale italiana. Trentatré partite fra Under 19 e 21 e quindici gol e nove gare con la Nazionale maggiore impreziosite da quattro reti. Biglietto da visita non male per un ventitreenne, ma comunque non sufficiente, almeno fino a oggi, per invogliare qualcuno a spendere per il suo cartellino cento milioni.

Per il bene del Torino, Belotti deve restare e attorno a lui la società ha l’obbligo di costruire una squadra che possa aggiudicarsi un posto per l’Europa League 2018-2019. Detto questo, il “Gallo” non deve sentirsi intrappolato e restare lo deve rendere felice e contento di indossare la maglia granata. E’ sempre stato un ragazzo per bene e quindi non dovrebbero esserci problemi in tal senso, ma è meglio che sia chiaro che non c’è posto per rimpianti nel corso della prossima stagione. Al Torino Belotti continuerebbe a essere l’attaccante numero uno, avrebbe sempre una maglia da titolare e potrebbe avvicinarsi al Mondiale in Russia da protagonista, altrove sarebbe uno dei tanti, magari si ambienterebbe in un nano secondo e a suon di prestazioni e gol diventerebbe titolare inamovibile anche altrove. Tutto è possibile, ma finora gli attaccanti, e non solo loro, che sono andati via dal Torino in club che avevano ambizioni ben più grandi che quelle granata non hanno migliorato la loro situazione, se non dal punto di vista economico. Anzi quasi tutti gli ex granata, tranne Glik e con alti e bassi Darmian e D’Ambrosio, sono finiti nel dimenticatoio e solo Immobile è riuscito a riprendersi quando, dopo essere passato dal Borussia Dortmund e dal Siviglia, è arrivato alla Lazio. La bella favola fra il Toro e Belotti può continuare, ma deve essere positiva per tutti: il “Gallo” deve continuare a essere un attaccante di primo piano e il Torino deve andare in Europa League.