Mazzarri: “Per certe partite servono gambe e più ancora testa. Con la Juve ci vorrà anche passione e orgoglio”

14.12.2018 19:22 di Elena Rossin  articolo letto 2892 volte
Fonte: Elena Rossin
Walter Mazzarri
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Walter Mazzarri

L’allenatore del Torino, Walter Mazzarri, in conferenza stampa ha presentato la partita con la Juventus. Ecco tutto ciò che ha detto:

Chi non tifa Juve tiferà per voi. E’ un sostegno in più?

“Essendo un derby in casa penso che non solo la Maratona, ma tutto lo stadio tiferà per noi. I nostri giocatori hanno bisogno di questo sostegno e io ci conto tanto che per tutta la gara ci sostengano. Il sostegno dei nostri tifosi ci aiuterà a tirare fuori tutto quel che servirà e anche qualche cosa di più qualcosa in più”.

Quale vostra caratteristica di gioco potrebbe mettere in difficoltà la Juventus e invertendo la domanda quale loro voi?

“Come dico sempre l’avversario è importante e non si può fare sempre tutto quello che si vuole con tutte le squadre. Il mio ideale sarebbe di imporre il gioco per tutta la partita e non subire, ma vedremo che cosa saremo capaci di fare. Con il Milan abbiamo fatto una buona gara, ma a quindici-venti minuti dalla fine siamo un po’ calati e loro hanno preso un po’ il sopravvento. A volte non dipende solo dalla volontà di gioco che una squadra vuole esprimere, ma anche dalla fase passiva degli altri e se saremo noi in giornata, se faremo girare la palla nel modo giusto. Ci sono tante variabili in una partita. Vedremo”.  

Come sta Faque?

“Falque (è dolorante ai flessori della coscia destra già lesionati a settembre, ndr) ieri e oggi si è allenato e dipenderà dalla rifinitura di domani mattina, quando farà il test vero che ci dirà esattamente quali sono le sue condizioni. Proverà nelle rifinitura a sprintare perché in certe partite bisogna essere al top. Vedremo domani mattina”.

Sulla destra giocherà nella Juventus De Sciglio, questo cambierà alcune disposizioni  da pare sua?

“Per quel che riguarda il discorso tattico al di là della possibilità che la Juventus giochi con la difesa a quattro è vero che le caratteristiche dei giocatori incidono, ma certe scalate sono simili e non si può cambiate tanto da un punto di vista tattico. Vale per tutti, i giocatori sono undici e se stanno bene tutti e giocano in un certo modo è un vantaggio o meno per l’altra squadra., ma non è che cambia molto se c’è un giocatore o un altro soprattutto se lo schema base è sempre lo stesso e se la Juventus avrà la difesa a quattro faremo le stesse scalate che abbiamo preparato. La Juventus nelle partite cambia spesso anche durante la stessa partita e ci siamo preparati in vari modi per tutta la settimana. Vedremo”.    

La Juventus ha vinto quattordici partite su quindici, che cosa bisogna fare per vincere?

“Bisogna metterla dentro e abbiamo fatto qualche allenamento specifico per trasformare la mole di gioco in gol perché con il Milan tante volte siamo arrivati al tiro, però, non siamo riusciti a segnare”.

Non dovesse giocare Falque giocherà Zaza?

“Vedremo come sta Falque e Zaza può essere una delle possibilità, ma ce ne sono anche altre”.

Il Torino ha una spina dorsale importante, che cosa chiede in più a questi giocatori?

“Non devo dire niente a questi giocatori come dissi già prima della gara con il Milan se i giocatori non sanno arrivare carichi a queste partite mi preoccuperei. i giocatori percepiscono la carica nell’aria anche quando vanno a fare la spesa sentono la carica dei tifosi per questa partita.  Ci vogliono gambe e più ancora testa”.

Quanto conta l’impeto, la voglia e la spinta della gente?

“Può voler dire tanto. Ogni giocatore ha la sua personalità e alle volte per eccesso di foga rischia di bloccarsi. Bisogna convogliare tutto nel modo giusto in modo che ne tragga vantaggio la squadra evitando, ad esempio, falli inutili”.

Come ha vissuto dal punto di vista umano lei questa settimana?

“Le emozioni bisogna saperle trattenere, come dico a Frustalupi noi dobbiamo dare i consigli giusti ai nostri giocatori. Quanto si affrontano certe squadre si dà un consiglio particolare come comportarsi nell’uno contro uno, o sulla distanza da concedere al giocatore avversario. A livello di preparazione mentale alla gara cerco di capire com’è ogni giocatore parlando con ognuno, soprattutto, con chi è arrivato dall’estero per vedere se ha capito che cos’è il derby. Io ho vissuto tante partite importanti, quindi, cerco di viverla nel modo migliore e cerco di non pensarci prima di andare a letto altrimenti non dormo. Sono un professionista e cerco di convogliare ciò che ho dentro in positivo”.

La squadra ha sempre risposto quando ha affrontato una grande. Il gruppo è pronto?

“Direi di sì, in base alla crescita che ho visto. Con Roma e Inter siamo partiti un po’ contratti poi ci siamo sciolti, ma con il Milan siamo cresciuti da questo punto di vista. Domani dovremmo partite dal primo minuto nel modo giusto e fare nel migliore dei modi”.

Che definizione darebbe di Torino e Juventus?

“Non sono uno che dà definizioni dico ciò che ha detto Belotti che loro sono una corazzata e noi passione e io aggiungo anche orgoglio. Domani vorrei vedere da parte nostra anche l’orgoglio in campo”.

Con Inter e Milan avete per un tempo fatto bene e con i rossoneri anche dominato. Un segnale in vista di domani?

“L’ideale sarebbe unire i due tempi e fare per novantacinque minuti come si è fatto il primo tempo con il Milan e magari fare anche gol. Dal punto di vista nostro ce la metteremo tutta, poi, ci sono anche le variabili. Ce la metteremo tutta”.

Gli addetti ai lavori si aspettano una gara equilibrata, sarà così? Pensa che il Torio sia sottovalutato?

“Io guardo ai fatti e vedo la mia squadra come si comporta e cerco di farla migliorare. Spero che domani riusciremo a fare quello che tutti pensano e sperano, sarebbe una verifica importante per noi. Sapete che ogni partita per me è una verifica e che non mi fido mai del tutto. La nostra classifica sarebbe potuta essere così avremmo la Juve con quattro punti in più come meritavamo. Noi pensiamo alla prestazione e attraverso questo si raggiunge il risultato. Bastava essere più cinici e cattivi negli ultimi metri e i punti che ci mancano li avremmo avuti lo stesso”.

Allegri ha sottolineato il suo temperamento, vi differenzia solo questo?

“Allegri quando sono stato male mi ha rivolto bei pensieri in conferenza stampa e per questo lo voglio ringraziare pubblicamente. Ogni allenatore ha le sue convinzioni e la sua personalità. La sua carriera parla per lui e lo stimo. L’importante è che ci sia sempre rispetto”.

Sulla destra c’è il ballottaggio fra Aina e De Silvestri. Ha deciso chi far giocare?

“Fino a quando non do la formazione ai ragazzi ho qualche dubbio. Ansaldi è rientrato da poco dall’infortunio e potrebbe non avere i 90 minuti e un certo ritmo. Anche con il Milan l’ho cambiato e per qualcuno l’ho fatto in ritardo e potrebbe essere anche vero. Ho tre cambi a disposizione e mi prendo del tempo: farò le valutazioni domani mattina”.

Questo derby al di là del risultato cosa deve dire del Torino?

“Mi aspetto e spero che domani contro la prima della classe la mia squadra tenga il campo come ha fatto per gran parte delle partite con le più forti che abbiamo incontrato. Sarebbe una grande verifica per poter poi continuare il campionato con grande fiducia e fare ancora meglio”.

La Juventus di solito punisce i cali fisici degli avversari. Non vi dovrà capitare questo come con il Milan vero?

“E’ vero, ma va considerato che per non far giocare il Milan siamo andati tutti sopra ritmo, abbiamo espresso un buon calcio e soffocato le iniziative dei rossoneri che partiva da dietro e alle volte iniziava la manovra con il portiere. C’è stato, quindi, un dispendio di energie pazzesco e di conseguenza nel finale si può avere un calo. Se dovessimo farlo anche domani prima di tutto bisogna sperare che se si producesse tanto si vada anche in vantaggio e poi saper cambiare pelle durante la gara. A questi livelli bisogna saper difendere basso, a cavallo del centrocampo e andare anche nella loro metà campo il più possibile, come abbiamo fatto con il Milan. Parlo sempre di crescita perché la squadra non può saper fare solo una cosa, bisogna sapere fare tutto, interpretare bene e non prendere gol nel momento in cui si è un po’affaticati e bisogna difendersi stando più bassi”.