Ma si doveva arrivare al 23 febbraio e subire un’altra batosta per cercare di dare la scossa al Torino con l’esonero di Baroni?
Un’altra sconfitta umiliante, 3 a 0, quella che ha rimediato ieri il Torino per mano del Genoa in una partita che era uno scontro diretto per evitare di essere risucchiati nel vortice della lotta per la salvezza. Approccio sbagliato, squadra troppo molle e impaurita da un Genoa gagliardo, scelte di formazione e cambi un po’ discutibili, soliti errori marchiani in fase difensiva e incapacità a segnare e un’espulsione ingenua e per frustrazione, entrataccia, in scivolata in netto ritardo, con i tacchetti sulla caviglia di Colombo di Ilkhan (45’+2’) che di fatto ha chiuso la partita ancora prima che finisse il primo tempo perché gli uomini di De Rossi erano già andati con in vantaggio di due gol con Norton-Cuffy (22’) e Ekuban (40’). Unico colpo battuto dai granata è stato quello di Obrador che ha impegnato Bijlow in una parata (35’). E conta poco che ci potrebbe essere stato un rigore a favore del Torino perché vista la prestazione della squadra è molto probabile che avrebbe perso ugualmente. L’episodio incriminato un tocco di mano, su un tiro da distanza abbastanza ravvicinata di Kulenovic, da parte di Ekuban nell'area di rigore rossoblù, con l’arbitro Guida che ha detto subito che il braccio era vicino al corpo, ma la posizione dell’arto è sembrata però tutt’altro che vicina al corpo, ma il check del Var gli ha dato ragione e quindi non c’erano gli estremi per assegnare il calcio di rigore ai granata (43’),
La squadra di Baroni pur giocando un po’ meno peggio nella ripresa, ma non ha saputo riaprire la partita e poi si è definitivamente arresa dopo il gol di Messias (83’). I tifosi granata presenti allo stadio Marassi, la protesta nei confronti della gestione Cairo di non entrare vale solo per le gare in casa, hanno contestato anche la squadra per la pochezza dimostrata in campo e alla fine grazie allo storico gemellaggio con i tifosi rossoblù tutto lo stadio ha intonato il coro: “Urbano Cairo devi vendere, vattene vattene!”.
Nel post partita nessun commento di esponenti della società granata o di Baroni, l’unico a presentarsi davanti ai giornalisti è stato Vlasic che ha cercato di spiegare, non senza imbarazzo e a voce bassa, la situazione, come riporta Tuttosport: “La situazione di Baroni? Non sta a me parlare di queste cose, io sono solo un giocatore. Io dico che tutti noi dobbiamo metterci a dare di più. Non so quanti giocatori in questa squadra abbiano mai lottato per evitare una retrocessione. E questo non aiuta. Ecco perché dobbiamo dare tutti di più. Siamo uniti come spogliatoio, questo sì. E abbiamo voglia di lottare, certamente. Ma dobbiamo capire tutti bene in quale situazione siamo. Io sono sicuro che possiamo giocare buone gare in futuro e farcela a rimanere in Serie A. Però dobbiamo guardarci bene negli occhi. Siamo in una situazione difficile. C’è ancora tempo, ma bisogna comprendere prima possibile qual è la realtà. E ciascuno deve dare di più, sì. Ognuno di noi deve capire che stiamo davvero rischiando tan-to. Dobbiamo svegliarci e dob-biamo farlo il prima possibile. Bisogna alzare l’asticella. Ciascuno deve guardarsi allo specchio” E ancora: “Bisogna fare tutto nel modo migliore. La vita e gli allenamenti. Bisogna andare a dormire prima possibile… bisogna mangiare meglio… ognuno deve andare prima possibile al Filadelfia… fare anche qualche lavoro specifico in più alla fine… magari restare altri 15 minuti per provare delle situazioni di gioco… tutte cose così, insomma… utili per aumentare lo spirito di squadra, per alzare il livello… Con tutto il rispetto per il Genoa, non si può perdere 3 a 0 una partita così. Per questo ripeto che ognuno deve dare, fare di più. Sono rimasto proprio sorpreso da questa sconfi tta, da questa brutta partita. Mi sembrava che in settimana si fosse lavorato bene, con lo spirito giusto. Ne ero sicuro. Invece poi siamo entrati molli in partita. E abbiamo anche preso due gol praticamente uguali, evitabili con più concentrazione. Quindi in 10 tutto è stato ancor più difficile”. E infine ha chiosato: “Adesso dobbiamo guardarci negli occhi e capire bene che siamo in una situazione difficile. E dobbiamo accettarlo per trovare una soluzione e uscirne. Si tratta di una situazione che io non avevo mai vissuto. È così anche per tanti miei compagni. Per cui è importantissimo adesso com-prendere la realtà. Sono molto triste e anche molto arrabbiato per questa condizione che si è creata. Avevo visto una squadra che lottava in allenamento. Ma poi arriva la partita, entriamo molli e non so più che dire. È un momento molto brutto. Contro il Como (6 a 0 per i lariani, ndr) avevo detto che era stata la partita più brutta della mia carriera. Stavolta dico che è l'ora più triste. Stiamo rischiando, rischiando molto. Rischiando la B, sì. Ora abbiamo una settimana per preparare bene la partita contro la Lazio”.
L’ennesima sconfitta sta portando all’esonero di Baroni, manca ancora l’ufficialità, ma nella serata a Milano c’è stato un incontro di Cairo e Petrachi con Roberto D’Aversa principale candidato alla sostituzione e con lui come vice arriverà Salvatore Sullo, già al Torino ai tempi di Ventura.
In attesa di sapere che cosa accadrà alle 18 tra Fiorentina e Pisa rispettivamente terzultima con 21 punti e ultima, insieme al Verona, con 15, restano i numeri di una stagione ampiamente fallimentare già dopo 26 giornate: 27 punti e 15° posto condiviso col Genoa, e a far da cuscinetto, rispetto ai posti che portano in Serie B, sotto di tre lunghezze Lecce e Cremonese. Sole 7 partite vinte, 6 pareggiate e 13 perse, 5 nelle ultime 7 giornate. Peggior difesa della Serie A con 47 gol incassati. Attacco stantio con 25 reti realizzate, una un autogol.
A prescindere da tutto, allestimento errato della squadra in estate, troppo poco quanto fatto nel mercato di riparazione di gennaio per migliorare la rosa e infortuni vari, si doveva arrivare al 23 febbraio e subire un’altra batosta per cercare di dare la scossa al Torino con l’esonero di Baroni?
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