Lyanco leader della difesa? Ottimo, ma serve un piano B di grande livello

03.04.2020 17:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Lyanco
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lyanco

La prossima stagione sembra lontana anni luce visto che questa è sospesa e non si sa quando il campionato riprenderà, Coronavirus permettendo. Ma com’è naturale che sia si pensa già al Torino del futuro. A tenere banco c’è la creazione di una nuova difesa. Izzo e Nkoulou difficilmente rimarranno, le probabilità sono veramente molto basse, Djidji e Bremer non hanno convinto del tutto e resta il solo Lyanco che ha estimatori, ma che nelle attuali intenzioni del Torino dovrebbe essere messo al centro del progetto futuro. Il brasiliano ha doti tecniche di buon livello, superiori alla media, e margini di crescita poiché ha 23 anni e, quindi, può affinare le sue qualità e acquisire un po’ di malizia che per un difensore non guasta mai.

Il problema di Lyanco però è che ha già accumulato una serie di infortuni che lo hanno tenuto più in infermeria che in campo. Infatti, dal suo approdo al Torino il 29 marzo del 2017 - che lo fece arrivare subito in Italia per ambientarsi, anche se non poteva giocare fino alla stagione successiva -  i problemi fisici iniziarono ben presto. Già la stagione successiva non iniziò nel migliore dei modi poiché durante il ritiro estivo in Austria ebbe un’infezione alle tonsille, problema che aveva già avuto in precedenza, che lo costrinsero al rientro in Italia e all’operazione di tonsillectomia (7 agosto 2017) e rientrò in gruppo quattordici giorni dopo (21/8). In seguito ha avuto una distorsione alla caviglia destra con lesione parziale del legamento deltoideo (12/10) che gli ha impedito di allenarsi con i compagni fino ai primi di novembre (2/11). Stava giusto ritrovando la forma fisica quando un trauma contusivo/distorsivo al mesopiede sinistro lo ha messo nuovamente ko (24/12) e di conseguenza altro stop fino a metà febbraio, infatti aveva ripreso la preparazione alle partite in vista del derby (15/2/2018). Poi pochi giorni dopo il trauma contusivo/distorsivo al piede sinistro, lo stesso già interessato dal precedente infortunio (28/2) e la scelta di un trattamento conservativo (15/4) che alla fine comunque ha portato all’operazione eseguita in Brasile (10/5) e il seguente recupero che si è protratto fino alla stagione successiva con ritorno a disposizione verso la fine di ottobre (24/10). A gennaio 2019 è passato al Bologna in prestito dove ha avuto un acciacco che gli ha fatto saltare le partite con Genoa (10/2) e Roma (18/2) e a fine campionato è tornato al Torino. Quest’estate durante il ritiro a Bormio ha accusato una distrazione di basso grado del muscolo flessore della coscia sinistra (12/7) che gli ha fatto saltare i preliminari d’Europa League e l’inizio del campionato, ha poi ripreso ad allenarsi con i compagni dopo il ritorno dalla trasferta in Brasile con la Nazionale (11/9). Poi dopo essere uscito anzitempo per infortunio nella partita Brasile-Argentina Under 23 del 17/11, dove gli era occorsa una lesione isolata al legamento collaterale mediale del ginocchio destro, ha dovuto portare per tre settimane un tutore ortopedico e sottoporsi a terapie perché a seguito di un consulto con il dottor Misischi lo staff medico granata aveva optato per il trattamento conservativo ed è tornato fra i convocati il 17 gennaio 2020, in occasione della partita con il Sassuolo, la prima del girone di ritorno, e a giocare nella successiva con l’Atalanta (25/1) subentrando a Berenguer al 33esimo minuto del secondo tempo. Un trauma nasale l’8 febbraio, per fortuna. non gli ha portato conseguenze.

E’ evidente che se il Torino vuole farne il perno della difesa deve avere un piano B con un giocatore altrettanto forte e che non abbia un passato di infortuni come Lyanco in modo da essere tutelato nel malaugurato caso che il brasiliano dovesse ancora fermarsi per altri problemi fisici. Il mercato estivo granata dovrà quindi portare due validi difensori centrali per sostituire Izzo e Nkoulou e se restassero Djidji e Bremer anche un terzo che sia un’alternativa affidabile, questo se la difesa continuerà ad essere a tre. Tenendo però conto che serve anche un numero adeguato di terzini o di uomini di fascia che dir si voglia perché adesso possono ricoprire questo ruolo solo Ansaldi, De Silvestri e Aina per cui ne manca uno, ipotizzando che tutti e tre restino e a tal proposito si può dire che Ansaldi resterà, De Silvestri dovrebbe prolungare il contratto e va compreso se Aina dia abbastanza garanzie per restare in rosa visto che le sue prestazioni sono state parecchio deludenti.

Oltre ad avere un portiere super com’è Sirigu, e per questo il Torino ha l’obbligo di fare di tutto per non cederlo, anche a fronte di offerte molto importanti, è doveroso allestire una difesa che non prenda imbarcate di gol com’è avvenuto finora che in 25 gare sono state subite 45 reti, che fanno della difesa granata la quarta peggiore del campionato e le tre che di gol ne hanno incassati anche di più, Genoa 47, Brescia 49 e Spal 56, hanno tutte disputato una partita in più.