Lukaku, ancora parole di razzismo nei suoi confronti. Bastano le scuse?

17.09.2019 11:32 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Lukaku, ancora parole di razzismo nei suoi confronti. Bastano le scuse?

Ancora un brutto "incidente", formula eufemistica che sostituisce quanto di derogatorio meriterebbe l'episodio, nei confronti di Romelu Lukaku. Arrivato all'Inter da poco più d'un mese, il centravanti della nazionale belga, al quale, a inizio settembre, era stata rivolta da alcuni supposti tifosi neroazzurri un'inaccettabile lettera, seguita ai boati a lui indirizzati in occasione della trasferta di Cagliari. Caso analizzato nel dettaglio, nei suoi annessi e connessi, oltre che nelle reazioni da esso suscitate, lo scorso 5 settembre, sulle nostre pagine: https://www.torinogranata.it/primo-piano/razzismo-sugli-spalti-ennesimo-triste-capitolo-l-assurda-lettera-a-lukaku-94097.

Tristemente, si diceva, dobbiamo oggi tornare a parlare di razzismo, rivelatosi tale senza mezzi termini. Perché se "scappa", è perché chi se ne rende responsabile, quelle idee esecrabili, da qualche parte, le ha. In onda su Top Goal 24, rete all-news diretta da Fabio Ravezzani, l'opinionista Luciano Passirani, parlando di Lukaku, come riporta La Stampa, si pronuncia con queste parole: "Per fermare Lukaku, o hai 10 banane da fargli mangiare...". Ravezzani, doverosamente, stigmatizza già nel corso della trasmissione le parole dell'ospite: "La nostra emittente ha sempre combattuto, combatte e combatterà il razzismo. L’opinionista si è immediatamente reso conto della gravità delle sue parole e si è scusato, ma non verrà più invitato nelle nostre trasmissioni", suggellando così, ancora doverosamente, la futura mancata partecipazione di Passirani alle trasmissioni della rete. Scusatosi nel corso della rubrica "Lunedì di Rigore" di QSVS, Passirani menziona l'assenza di problematiche di natura razzistica fino al giorno prima, tanto magone per l'accaduto, addirittura una compagna e due nipotine "di colore". Peggio mi sento, verrebbe da dire. Senza voler eccedere nell'attacco personale a un signore di 80 anni, che, però, tanto "da signore" non si è comportato. Sempre per utilizzare, immancabile, una formula eufemistica.