Live - Vagnati: "Non è il momento di pensare al mercato. Dobbiamo farci trovare pronti alla ripartenza e fare punti subito"

26.05.2020 14:59 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Davide Vagnati
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Davide Vagnati

Il neo direttore tecnico del Torino, Davide Vagnati, fra poco in conferenza stampa, dopo la presentazione riservata alla carta stampata di sabato scorso, parlerà anche con gli altri organi d’informazione.

Quale giocatore l'ha colpita di più?
"Mi scuso poiché nella prima conferenza non siete potuti essere tutti presenti, ma sappiamo le cause e ci tenevo ad incontrare anche voi e condividere le prime impressioni. La comunicazione è fondamentale e non so se adesso lo è più di prima. Bisogna avere un rapporto diretto con i calciatori e capire come affrontare il quotidiano in modo poi anche da giudicare. Dire nomi sembrerebbe essere controproducente e mi dispiacerebbe. C'è qualche ragazzo del 2000 e del 2001 che mi ha ben impressionato".

Le persone la fermano già per strada, come è stato l'impatto con i tifosi?
"Una sola persona mi ha fermato e quando si è fermati per foto e selfie fa piacere".

Come gestirà il rapporto con l'ex ds Bava tornato al settore giovanile?
"Tutti siamo chiamati a fare il bene del Toro. Io non ho riempito una casella occupata e Bava ha sempre fatto bene nel settore giovanile. Se tutti vogliamo fare il bene del Torino potremmo toglierci delle soddisfazioni".

Qual è suo rapporto con Longo e quale tipo di supporto gli sta dando?
"Il direttore sportivo è una figura importante per l’allenatore e ognuno hai suoi campi di competenza e le proprie responsabilità. Non ho mai fatto pressioni agli allenatori per quel che riguarda la formazione, ma il confronto è importante e le valutazioni dello staff tecnico sono differenti da quelle degli altri. Mi piace il calcio sotto il profilo tecnico e se mi sembra utile dire qualcosa per migliorare un allenamento o una postura lo faccio.  Mi piace anche il confronto  sulla tattica. Longo è molto preparato e parliamo di tante cose".

Al Torino cambierà il suo modo di fare mercato?
"Non è il momento di parlare di mercato, ma ho le idee chiare, però adesso sarebbe stupido e da stolti non pensare alle prossime 13 partite. Valuteremo bene cosa abbiamo in casa e poi quando sarà il momento non ci tireremo indietro e non ci faremo trovare impreparati".

Si è fatto un'idea dei problemi della squadra?
"La squadra ha più delle altre che stanno lottando per la salvezza e l’ha dimostrato nella scorsa stagione e in estate è stata ancora rinforzata, ma alle volte ci sono delle dinamiche e problematiche che vanno oltre a ciò che succede in campo. Quando si ottengono risultati negativi c’è sempre un motivo e non è mai un caso. Il blasone di una squadra non basta a fare punti, serve che tutti concorrano ai buoni risultati aiutandosi e facendo un po’di più e seguendo le direttive dello staff. Il gruppo è unito e questo fa ben sperare”.

Sta seguendo anche i calciatori in prestito?
"Già prima di venire mi sono fatto un'idea dei giocatori in prestito quelli in B, in C e all’estero. Vedremo che cosa accadrà nei loro rispettivi campionati,ma un’idea me la sono fatta e prima parlerò con i diretti interessati e poi eventualmente con la stampa".

Come vivono questa particolare situazione i giocatori?
“Anche chi era contagiato seppur asintomatico ha ripreso ad allenarsi. Adesso che ci sono gli allenamenti che sono quasi tornati alla normalità c'è tanta positività e tutti sono vogliosi di ricominciare, era un po' differente quando gli allenamenti si facevano a casa. Bisogna crescere dal punti di vista fisico, ma tutti sono carichi”.

Come vede la convivenza in campo di Belotti e Zaza?
"Per quel che riguarda il discorso tecnico-tattico i calciatori forti possono convivere. Zaza è giocatore tecnico che può legare il gioco fra centrocampo e attacco, mentre Belotti è più prima punta che attacca la profondità, ma è il mister che decide schemi di gioco e la possibilità di farli giocare insieme".

Qual è la situazione Belotti che piace a parecchie società?
"Come dicevo non è corretto parlare adesso di mercato, di giocatori in arrivo o in partenza. Ho detto a tutti i giocatori che ognuno di loro può costruirsi il proprio futuro: se il Toro farà bene, ognuno potrà migliorare il livello economico e anche accrescere i propri obiettivi. La squadra ha enormi margini di miglioramento ed è a questo che si deve pensare".

Come agirete per i giocatori e l'allenatore che sono in scadenza di contratto il 30 giugno in vista della ripartenza?
"Non è una problematica solo del Torino e agiremo in base alle direttive comuni". 

Che messaggio si sente di mandare ai tifosi?
"Dico sempre che la squadra e tutto lo staff non possono vincere da soli e alla lunga se non c'è un ambiente coeso non si possono ottenere grandi risultati. Il Toro può fare cose importanti in futuro, tutti insieme possiamo raggiungere gli obiettivi. adesso siamo noi ad essere in difetto viste le sei sconfitte di fila più l'eliminazione dalla Coppa Italia e questo ha fatto uscire un po' di malumore. Ho visto le partite del Torino e alcune non sono proprio state giocate, si vedeva che c’era timore e paura a giocare. attraverso le prestazioni e l'atteggiamento dovremo riabbracciare virtualmente i tifosi, tutti insieme dobbiamo raggiungere l'obiettivo. Chiudiamo un occhio e portiamo a termine la stagione".

E' giusto ripartire?
“Dobbiamo essere pronti al di là che sia giusto o sbagliato ripartire. Il calcio aiuta a trascinare il tessuto economico e basta vedere quanto la Bundesliga faccia ascolti, anche perché il calcio aiuta a dimenticare le altre problematiche. Dobbiamo lavorare duro e dare segnali importanti ai nostri ragazzi sapendo che ogni partita sarà difficile. Si dovranno fare punti subito"..

Che mercato sarà?
“Difficile da prevedere e dovremo vedere quali saranno le risorse, anche quelle derivanti dagli sponsor e dai diritti televisivi. Abbiamo un presidente importante che ha solidità finanziaria e questa è una cosa non scontata visto che altri club non hanno questa fortuna. Per il mercato si dovrà a capire quali saranno le modalità e le tempistiche per le trattative”.

Come ha visto Sirigu e Rincon?
"Non vivo di retorica, i giocatori sono tutti professionisti e non è giusto dire che qualcuno e più attaccato alla maglia di altri. Ho detto che Belotti è attaccato al Torino perché ho visto come si allena, è l'atteggiamento che determina cosa vuole fare un giocatore. Belotti dà sempre il cento per cento e vuole portare a termine la stagione nel migliore dei modi. Il Torino ha tanti giocatori importanti e abbiamo bisogno di ognuno di loro. Ci saranno cinque cambi, quindi, in una partita possono giocare in 16 e tutti devono dare il massimo e farsi trovare pronti perché il mister avrà la possibilità di cambiare quasi al 50 per cento della formazione iniziale".

Quali insegnamenti ha tratto dall'esperienza alla Spal?
"Si impara di più dalle sconfitte e io non sono uno che festeggia molto. Mi piace pensare sempre al domani, per me la programmazione è tutto. Questa stagione mi ha insegnato molto e ogni anno bisogna cercare di migliorarsi e ho tante risposte sul perché la Spal abbia questa classifica. Tutti hanno colpe, io per primo, ma sono convinto che sia stato fatto qualcosa di buono nel percorso di crescita di questi anni che ha portato al ritorno in Serie A e anche per il patrimonio della società. E' stata un'esperienza importante che porterò dentro, mi ha aiutato a crescere per arrivare al momento giusto in una realtà come il Torino".

La squadra può essersi sentita "arrivata" dopo la scorsa stagione?
"Non mi permetto di dare giudizi sulle azioni di altre persone. Come dicevo non godo molto le vittorie, ma mi piace lavorare e amo il mio lavoro, per questo penso sempre a come migliorare me stesso e la squadra".

Lei è più propenso a preservare i giocatori proteggendoli da eventuali critiche oppure no?
Ci vuole equilibrio in tutto e le situazioni non vanno estremizzare. La squadra deve avere la serenità di allenarsi in maniera privata, ma allo stesso tempo ci vuole il contatto con i tifosi, che sono una componente importante. Anche alla Spal il martedì l'allenamento era aperto ai tifosi e alle volte anche il giovedì quando c'era l'amichevole. Il calcio senza tifosi è monco, sono parte integrante ed è bello che i bambini possano venire a vedere i loro idoli".

La conferenza è terminata