Live - Lukic: "Ho fatto tre settimane di vacanza perché abbiamo un solo obiettivo che si chiama Europa"

17.07.2019 13:17 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Dall'inviata a Bormio Elena Rossin
Sasa Lukic
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Sasa Lukic

Nel ritiro del Torino a Bormio sarà il centrocampista del Torino, Sasa Lukic, a incontrare fra poco i giornalisti.

Si è tagliato le vacanze, glielo ha chiesto Mazzarri?

“Sì, sono giovane e mi sono preparato durante le vacanze, anche con un preparatore personale. Ho fatto tre settimane di vacanza perché abbiamo un solo obiettivo che si chiama Europa”.

Come ha trovato i suoi compagni? Sono in forma?

"Sì li ho visti bene. Stiamo lavorando tutti bene. Questo è un periodo difficile perché dobbiamo preparare tutto ciò che ci servirà per la stagione e anche per la prima partita in Europa".

L'ha aiutato l'anno al Levante per crescere?

“Sì, mi è servito molto”.

O lei è un portafortuna oppure dà molto equilibrio alla squadra perché quando gioca il Torino difficilmente perde come dimostrano le statistiche.

"Vanno bene le statistiche, ma noi siamo qua tutti insieme, siamo una squadra e non voglio pensare a quando gioco o non gioco per me è importante il Torino, è importante è che vinca il Torino a prescindere se io gioco o non gioco".

 Sarà importante tenere palla e farla correre nella prima partita di qualificazione all'Europa League visto che la condizione del Torino non sarà al massimo e gli avversari correranno molto?

"Loro hanno iniziato la preparazione prima di noi poiché non sapevamo se avremmo giocato in Europa, ma comunque stiamo facendo tutte le cose che ci servono e abbiamo anche visto la partita dei nostri avversari in televisione. Secondo me dobbiamo pensare solo a noi stessi. Se faremo così sarà tutto più facile".

Lei gioca in più posizioni a centrocampo, ma dove si trova meglio?

"Ho giocato nei tre ruoli, davanti alla difesa con Mihajlovic e poi con Mazzarri con i due mediani e da trequartista e ho dimostrato di poter giocare in tutte queste tre posizioni. Per quel che mi riguarda e il mister a decidere dove devo giocare".

Lei ha la capacità di dare ordine a centrocampo e di poter giocare ruoli diversi, ma c'è un ruolo nel quale si sente più forte?

"Sì, quando ha giocato da trequartista mi sono trovato molto bene, ma dipende dall'avversario".

Come si trova a Torino?

"Mi piace stare con la mia famiglia e vengono a trovarmi gli amici. A Torino Mi trovo bene. Non vado mai in discoteca, esco solo per andare a pranzo o a cena e poi torno a casa".

Le piace la città?

“Sì, a Torino mi trovo bene. Vivo con la famiglia e mi vengono trovare gli amici. Non amo andare nei locali o in discoteca”.

Dove può arrivare il Torino?

“Dobbiamo pensare partita per partita e a qualificarsi per l'Europa League poi vedremo dove possiamo arrivare”.

Dopo il gol nel derby ha sentito l'affetto dei tifosi del Toro?

"Sì, è un bel ricordo. Ci sono dubbi che dopo il gol Nel derby è tutto cambiato un po', sono diventato più famoso e tutti mi riconoscono ed è bello per me".

Che cosa le mancava quando è andato in Spagna che cosa si è portato dalla Spagna?

"Quando sono arrivato a Torino avevo 19 anni e arrivavo da un calcio diverso quello della Serbia. Con Mihajlovic ho giocato 15 partite, poi sono arrivati i giocatori che avevano più esperienza e allora abbiamo pensato che cosa fosse meglio per me e a vent'anni era importante giocare e non stare in panchina, quindi, così sono andato al Levante. Anche lì nei primi tre mesi non ho giocato perché ero arrivato troppo tardi, ma piano piano mi sono inserito negli ultimi 7 mesi ho giocato facendo così tanta esperienza e giocando contro grandi squadre come Real Madrid, il Barcellona e il Siviglia. Tutto questo mi ha dato sicurezza e fiducia e mi è servito per quando sono ritornato al Torino".

Ha un sogno o un desiderio particolare per questa stagione?

"Il mio sogno è arrivare più in alto possibile con il Torino e poi anche con la Nazionale. Devo crescere di più e posso farlo perché voglio diventare un giocatore importante".

In Spagna ha imparato molto?

“Sì, sono andato in prestito per giocare di più, all'iniziopoiché sono arrivato dopo ho giocato poco, ma poi ho trovato spazio e ho giocato anche contro squadre importanti come il Real Madrid, Il Barcellona o il Siviglia”.

Ha un modello?

“Sì, Modric”.

In cosa può migliorare?

“Posso migliorare tanto sia in fase difensiva sia in quella offensiva ed acquisire maggior forza”.

Come mai la Serbia non ha fatto bene all'Europeo?

“La squadra era forte, ma abbiamo sbagliato tutto Mi spiace”.

Anche l'Italia è andata male all'Europeo, ma che percezione avevate dell'Under 21 italiana? Pensa che il calcio a livello giovanile in Italia stia migliorando?

"Sì, credo di sì. Ma noi Serbi guardiamo solo a noi stessi e non ci occupiamo delle altre squadre. Dobbiamo cogliere le cose buone degli altri, ma per il resto dobbiamo guardare noi stessi".

 Mazzarri l'ha aiutata in qualcosa di particolare?

"Mi ha aiutato tanto a migliorare in fase difensiva è in fase offensiva, ma, soprattutto, quando non ho la palla e devo essere più aggressivo sui portatori di palla avversari”.

La conferenza è terminata.