LIVE presentazione "La Partita della Storia" - Sala: "Vogliamo vedervi allo stadio". " D'Aversa: "Grazie per far rivivere un momento storico"
Il Torino Football Club, l'Associazione Ex Calciatori Granata Onlus e U.G.I. ODV presenteranno fra poco l'evento "La Partita della Storia" del 16 maggio, nel ricordo dello Scudetto vinto nel 1976.Presenti per il Torino Fc il direttore operativo Alberto Barile e il tecnico Roberto D'Aversa, per l'Associazione Ex Calciatori Granata Onlus Serino Rampanti, Giuseppe Pallavicini e Claudio Sala e il professor Enrico Pira presidente di Casa UGI ODV
L'evento il 16 maggio inizierà con lapertura dei cancelli verso le 13,30 e saranno presenti una novantina di giocatori. Prima ci sarà una partita dei ragazzi di Casa Ugi, alla quale sarà devoluto l'incasso, e poi alle 15 quella degli ex calciatori dello Scudetto. Saranno presenti anche cantanti: Liboni, Oscar degli Statuto e il gruppo dei Sensounico e sono stati invitati pure personaggi dello spettacolo, Ghione e Chiambretti e dello sport, Sonego. Poi i calciatori si sposteranno in un ristorante per un pranzo conviviale. Da domani la vendita dei biglietti: 10 € per le tribuna, 5 per i distinti e 1 per gli Under 16. Il Torino Fc sta parlando con la Lega Calcio e con il Cagliari per, se fosse possibile, evitare la contemporaneità con la partita Cagliari-Torino.
Alberto Barile: "Vorrei ringraziare mister D'Aversa che ci onora della sua presenza. L’evento ha una finalità benefica, il ricavo andrà alle iniziative di Casa Ugi. Noi come club siamo onorati di essere coinvolti per questa iniziativa, in collaborazione con gli sponsor. Un progetto sposato subito dal presidente Cairo”
Roberto D'Aversa: "Innanzitutto ci tenevo, in rappresentanza di tutti i ragazzi, nonostante abbiamo l’allenamento di essere presenti in quest’occasione importantissima. Quel giorno, molto probabilmente saremo impegnati nella trasferta di Cagliari. Ci tenevamo a ringraziarvi e soprattutto a farvi i complimenti (rivolto agli ex calciatori, ndr), perché far rivivere momenti storici di questo club penso che sia opportuno e bello e, magari, può aiutare a ricreare quell’entusiasmo che questa piazza, secondo me, deve cercare di riavere. Parlavo prima con Venera (il responsabile della comunicazione del Torino fc, ndr) di Gigi Radice, l’allenatore dell’epoca, che ho avuto e mi ha dato tanto sotto l'aspetto tecnico e soprattutto umano e per questo mi fa piacere ricordarlo. Oggi come oggi, come anche in passato, penso che il calcio e la tattica siano molto importanti, ma a fare la differenza è sempre lo spessore umano. Ci tenevo a ricordare Radice e a presenziare oggi a quest’evento e mi auguro di poterci essere insieme anche ad altri ragazzi. E ci tenevo a farvi i complimenti perché avete fatto una grandissima cosa e portato il Torino a livelli altissimi e ancora oggi si parla di quel Torino e quindi dovete essere fieri di quello che avete creato. Complimenti per ciò che avete fatto e per far rivivere quell’avvenimento importante e mi auguro che potremmo esserci anche noi, grazie ancora".
Claudio Sala: "L'avvenimento era partito con l'idea non dico di far giocare tanti di noi, ma almeno qualche minuto a chi aveva partecipato alla conquista dello Scudetto. Poi abbiamo visto le date di nascita e la mia è il 1947 e quindi ho quasi 80 anni, Santin ne ha 79, Castellini 80 e abbiamo detto che non era il caso, lasciamo perdere e cerchiamo delle cose diverse rispetto a quelle di poterci allenare e poi dare spettacolo in questo stadio che ci ha visto vincere uno Scudetto. E' stato uno scudetto inaspettato, abbiamo avuto un allenatore come Radice che è stato bravo a creare un gruppo nel quale ha eliminato la vecchia guardia e ha inserito giocatori come Patrizio Sala e Pecci che avevano 20 anni, mentre io ne avevo un po’ di più e infatti dico sempre a loro che hanno avuto la fortuna al primo anno di centrare lo Scudetto. Io invece prima di riuscirci ci ho messo 8 anni: l'ho sfiorato parecchie volte, ma ero arrivato sempre secondo e sempre dietro alla Juventus, purtroppo. In una città dove ci sono Juventus e Torino non è facile vincere i campionati, soprattutto per la squadra che hai di fronte nella tua città. E’ stato inaspettato quello Scudetto, siamo andati a cinque punti dalla Juventus e poi in tre partite, derby compreso, quei cinque punti li abbiamo mangiati e siamo andati avanti di sei con un punto di vantaggio e abbiamo portato a compimento la vittoria dello Scudetto. Quello che doveva essere una festa per il Toro non è mai una festa: avevamo fatto solo vittorie casalinghe e poi siamo caduti pareggiando in casa col Cesena nell’ultima partita e se la Juventus avesse vinto saremmo andati allo spareggio. Spareggio che speravamo di fare l'anno dopo perché vincemmo lo Scudetto approfittando di tre sconfitte della Juve, ma la nostra squadra fece meglio dell’anno precedente. Avevamo un allenatore come Radice che ci spronava e ci diceva sempre “ragazzi adesso che abbiamo vinto ci imborghesiamo tutti e quindi questa squadra non farà più niente”, ma invece gli abbiamo dimostrato di fare 5 punti in più dell'anno precedente e di perdere uno Scudetto a 50 punti su 16 squadre e quindi siamo riusciti a centrare quest’obiettivo che sicuramente non era facile. Radice poi ci ha fatto i complimenti perché non pensava che potessimo fare tanto. Ma purtroppo la realtà è stata questa.
Vi ringrazio e cerchiamo di portare tutti avanti questa partita. Vi vogliamo vedere in parecchi allo stadio. Abbiamo invitato tutti, l’Associazione non mi ha mai fatto lavorare come per quest’occasione. Sono uno di solito abbastanza tranquillo, ma ogni volta che ricevevo la telefonata mi chiedevano se non ero ancora arrivato in ufficio però ci stavo andando.
Vi racconto una cosa particolare, quando sono arrivato al Torino non conoscevo la sua storia, avevo un padre tifoso dell’Inter che mi portava sempre a San Siro a vedere i nerazzurri di Moratti padre e quindi sono nato tifoso dell'Inter, ma quando ho conosciuto la storia del non si poteva voler male ad una squadra come il Toro. Sono stati vinti 5 Scudetti consecutivi, cosa mai successa e noi abbiamo cercato di vincerne un secondo l’anno dopo. Due anni di seguito nessuna squadra, tranne Inter, Milan, Juve e Napoli, dopo ci è riuscita. Siamo qui per dimostrarvi quello che era l'attaccamento. Quando sono arrivato al Torino ho trovato 9 giocatori cresciuti nel settore giovanile, Sattolo, Poletti, Fossati, Puia, Agroppi, Cereser, Ferrini, Rampanti e Pulici e quindi questa è la storia di una squadra che cercava un’identità e di fare sempre bella figura e di cercare di non perdere soprattutto una partita: il derby. Quello era il nostro obiettivo perché poi in classifica arrivavamo sesti, settimi, ottavi, ma poi piano piano con il mito del Grande Torino siamo riusciti a conquistare uno Scudetto e mezzo l’anno dopo.
Vi ringrazio della presenza e ci vedremo su questo campo il 16 maggio. Ho parlato con Pulici che è entusiasta della cosa e gli ho detto che se non veniva andavo a prenderlo io in macchina perché deve essere assolutamente qui. Ha qualche problema con la moglie che non sta tanto bene, ma mi assicurato che ci sarà. Graziani ci deve dare ancora una risposta. Fare una partita senza io abbia i miei “gemelli” sarebbe stato diverso".
Rosario Rampanti: “E’ da sottolineare che si tratti di un evento benefico. Festeggiamo i 50 anni dello scudetto e chi nel settore giovanile ha vinto scudetti. Ci saranno una novantina di giocatori. Ringrazio il Torino Fc, che si è reso disponibile ad aiutarci. Senza l’aiuto di una grande società era difficile affrontare tutti i problemi. Ringrazio Joma che ci ha accompagnato a far nascere delle maglie per l’evento, che diventeranno storiche. Ringrazio anche Beretta e Suzuki che con un piccolo gesto ci aiutano in questa avventura. Attraverso questo evento benefico doniamo ai bambini qualcosa di noi. Non dimentico tutti i settori del Torino che sono stati disponibili. L’evento comincerà ad ora di pranzo, proseguirà con una partita dei bambini di Casa Ugi, l’intervento di tre cantanti (Liboni, Oskar e i Sensounico). Tra l’intervallo della partita dei grandi e dei bambini premieremo Bonesso, Dossena e Torrisi. Dopo i giocatori si ritroveranno in un ristorante per proseguire l’evento. Tengo a sottolineare che sarebbe molto stupido mettere polemiche in una giornata del genere. Bisogna pensare a organizzare al meglio questo evento storico”.
Enrico Pira: “Ugi è una organizzazione di volontariato quasi storica, in essere da oltre 40 anni e sviluppatasi negli ultimi 20 con la creazione di Casa Ugi. Questa iniziativa che porterà dei finanziamenti è molto ben accetti. Il profilo che mi interessa è il coinvolgimento, la gioia dei ragazzi. Dieci anni fa eravamo qui per celebrare la creazione del progetto della squadra con il Torino. Noi ci occupiamo di tutto: siamo un’organizzazione di genitori per genitori, che hanno avuto l’esperienza di un figlio con un tumore in età pediatrica. Nasce un secondo problema di reinserire dei ragazzi nel mondo, accompagnati dallo stigma. Il primo problema è psicologico, nell’averlo vissuto. E abbiamo investito nel “Progetto Ponte” con lo sport come veicolo per superare queste barriere. La proposta del Torino ci ha reso felici. Avere una squadra che ti offre un ruolo ufficiale ai ragazzi genera grande gioia. Quando facciamo “La partita più bella del mondo” a Canale Alba, i bambini ricoverati smaniano dalla voglia di guarire per essere in squadra. Questo è il senso del calcio.
Quando Claudio Sala richiamava lo spirito del Torino, pensavo che ci sono delle similitudini con quella squadra. Non era una squadra, ma una famiglia. Questa è una cosa bellissima e lo vedo nei nostri ragazzini: volendo, impegnandosi, si fa. Due anni fa, alla festa di Natale al centro commerciale, nella giornata delle giovanili del Torino, loro erano lì: erano giocatori del Torino. Sicuramente anche il 16 maggio sarà un trionfo”.
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