LIVE - Giampaolo: "Dobbiamo scoprire chi siamo. Soddisfatto dalla disponibilità della squadra"

18.09.2020 12:57 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Dall'inviata Elena Rossin
Marco Giampaolo
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Marco Giampaolo

Il Torino domani alle 18 all’Artemio Franchi con la Fiorentina inaugurerà il nuovo campionato dopo un mese esatto di preparazione e con il calciomercato che chiuderà il 5 ottobre. La squadra, reduce da una stagione negativa, non è cambiata molto infatti sono arrivati Rodriguez, Linetty, Vojvoda e Murru e sono andati via De Silvestri e Ola Aina. Il nuovo allenatore granata, Marco Giampalo, fra poco in conferenza stampa presenterà la partita con i viola.

Quali impressioni ha avuto finora sul Torino?
"Fino ad oggi non abbiamo una storia, abbiamo fatto solo 3 amichevoli ed eravamo anche piuttosto sparpagliati tra infortuni e giocatori con le nazionali, quindi non sono in grado di capire quale è il livello attuale, posso dire che finora la squadra ha lavorato bene. Il percorso finora basato sugli allenamenti ed in quelli la squadra ha lavorato bene".

Che cosa prova ad essere al Torino?
"Orgoglio, senso di responsabilità, alla fine è sempre una partita di calcio, i giocatori ci metteranno senso di responsabilità".

C'è pressione sul partire al meglio?

"Tutti vogliono partire al meglio. Al centro della nostra idea c'è il risultato da conseguire attraverso il gioco, dobbiamo lavorare per fare questo, poi è chiaro che partire ad handicap non fa piacere a nessuno".

Ha a disposizione diversi giocatori che ha già allenato tra cui Murru, partirà titolare? Le farebbe piacere ri-allenare anche Ferrari?

"Mi piace allenare i giocatori che ho a disposizione, non quelli che non ho e parlo soltanto dei calciatori che non ho. Nel ruolo di terzino sinistro ho lui, Ansaldi, e Vojvoda, domani prenderemo una decisione, dovrò fare valutazioni diverse".

Come sarà la sfida di domani?

"La Fiorentina è una squadra che si è rinforzata, noi dobbiamo giocare la partita e non farci giocare dalla partita come dico sempre ai ragazzi, è una differenza sostanziale. Dobbiamo dare tutto. Dobbiamo giocare, di tutto il resto ne riparleremo lunedì o martedì. Le valutazioni di ruoli o mercato è un argomento che non va affrontato, io domani ho la partita e le trattative le lascio al direttore".

In base alla sua idea di gioco, calciatori come Verdi, Falque, Edera, Rincon in che ruolo li vede?

"Sono calciatori che hanno sempre giocato in ruoli specifici non mi invento nulla e devo rispettare le loro caratteristiche. C'è chi è più funzionale e chi meno, ma non è questo l’argomento del giorno infatti noi adesso dobbiamo preparare mentalmente e fisicamente una squadra che deve andare a giocare una partita importante e tutte le valutazioni di carattere tecnico e lavorativo, ruoli e mercato oggi sono argomenti che non vanno affrontati. Domani ho una partita e il mercato lo lascio ai direttori con i quali mi confronto quotidianamente, ma non é questo a cui penso visto che domani c’è la partita”

La domanda non era rivolta al mercato bensì a come schierare la squadra domani?

“Lei ha citato alcuni nomi: Rincon gioca, Verdi è a disposizione, Falque è convocato e Edera no. Ecco vi ho detto qualche cosa sulla formazione così no mi telefonate per saperla, tanto non ve la dico (ride, ndr). La formazione la comunico prima ai miei calciatori, se non appunto che domani Rincon gioca, è un grande professionista ed aggiungo un calciatore di valore".

La preoccupa iniziare il campionato con pochissime amichevoli?

"Purtroppo non abbiamo uno storico sul quale lavorare, sarebbero stati impegni per capire dove correggere e migliorare. Ma non mi preoccupa, è semplicemente un dato di fatto: è così, non posso fare altro. Io non voglio alibi e non voglio darli alla squadra, domani si gioca e basta. So che avremo tanto lavoro da fare, lo abbiamo già detto. Ma conta solo la partita di domani".

Che cosa la conforta di più e le dà garanzie?

"Come la squadra lavora e si impegna, mi segue e percepisco grande disponibilità: questo per me è sufficiente per essere ottimista. Se non ci fosse questo oltre al temo che effettivamente non c'è, sarei preoccupato: ma mi conforta l'attaccamento e di come loro mi abbiano dato apertura totale nonostante un cambiamento radicale anche di pensiero. Convergere in un altro metodo di lavoro non è semplice, ma per come lo stanno facendo mi sento ottimista. Possiamo avere ampi margini di miglioramento".

Come vede Izzo?

"Lavora bene, è disponibile. Ma non c'è un giocatore che mi dà pensieri, lavorano bene tutti e Armando è uno di questi".

Come ha convinto Sirigu a rimanere?

"Ho parlato con lui appena arrivato, gli ho espresso il mio pensiero su determinate cose e non gli ho messo fretta. Avrei aspettato lui, gliel'ho detto. E lui non mi ha mai manifestato l'idea di andare via, non me lo ha mai detto. L'ho lasciato lavorare sereno, per il resto non ho fatto nulla. E' un percorso naturale delle cose, è un problema che non è tale. Chiacchierammo un mese fa, poi basta: non c'è nessun caso Sirigu".

Quanti tasselli mancano?

"Non lo so, non abbiamo storico. Mi baso solo su tre amichevoli, e soltanto sugli allenamenti. Dobbiamo confrontarci con squadre importanti, ma la fiducia che ho, ripeto, è poggiata su ciò che vedo in allenamento".

Come stanno gli attaccanti?
"Zaza e Belotti stanno bene, i report sono positivi. Quando avranno consumato le energie, li sostituiamo e ne mettiamo due freschi per continuare a fare il lavoro".

Quali obiettivi avete tra campo e mercato?

"Devo avere riscontri dalla squadra, come gioca le partite, la capacità di reagire alle difficoltà: dobbiamo sperimentarlo, al momento non posso fare valutazioni. Noi puntiamo a migliorarci, poi dopo le verifiche possiamo stabilire obiettivi. Ora sarebbero proclami che non fanno parte del mio modo di essere, io sto lì per migliorare giorno dopo giorno e conoscere i giocatori sempre meglio. Sono discorsi troppo complessi da affrontare adesso, non riesco a spingermi troppo in là ma guardo soltanto a domani".

In questo mese a Torino, quale atteggiamento ha percepito da parte dei tifosi?

"Abito in centro, ma non l'ho mai frequentato: sto fuori dalle 8 alle 20, mi sono concesso soltanto due uscite a cena per staccare la spina. Ho notato cordialità nell'ambiente e generosità, questo lo devo dire. E anche ospitalità. Ma le mie uscite sono poche, non ho un metro di misura (ride, ndr)".

Domani le interessa di più il risultato o la prestazione?

"Io voglio vedere una squadra riconoscibile. Il risultato è molto importante, ma a me piace conseguirlo attraverso un'identità. Ma all'inizio, anche se siamo un po' più sporchi, va bene lo stesso perché i punti ti aiutano".

Com'è stata questa estate così diversa dalle altre?

"Abbiamo dovuto adattarci alle nuove situazioni, come fanno tutti. Per noi è la prima esperienza in posto nuovo e con calciatori nuovi, è chiaro qualche difficoltà in più c'è. I calciatori si sono fermati soltanto 15 giorni,, i tempi sono stretti ma dobbiamo fare di necessità virtù. Abbiamo cercato la via migliore, non delle scorciatoie perché non mi piacciono".

Verdi e Lukic come li vede?

"Lukic lo vedo con continuità solo dall'inizio di questa settimana, prima ha avuto dei problemi e poi è stato in Nazionale ed ha continuato a fare delle cure mediche. E' da lunedì che è a disposizione, è un giocatore che mi piace: ha qualità e motore, è un ragazzo serio e professionale. Lo vedo mezzala, ad oggi, poi  in futuro vedremo. A me piace creare specificità nei ruoli, mi piace specializzare i giocatori in un ruolo. Verdi? Può agire sulla trequarti, non vedo difficoltà. In passato ha sfiorato o ha avuto una convocazione in Nazionale e Verdi lo ha fatto quel ruolo, non rappresenta assolutamente un problema. Berenguer sta lavorando sulla trequarti, perché Verdi ce l'ho continuità soltanto da questa partita. Berenguer ha avuto ottimi risultati in quel ruolo, anche lui è un giocatore che mi piace"

Quali sono gli aspetti positivi e negativi che l'hanno colpita in questo primo periodo di permanenza granata?

"Quando alleni il Toro, respiri che c'è qualcosa di particolare e che non riesci a spiegare, ma senti di far parte di un qualcosa che è stato straordinario nella storia del calcio. Lo si avverte ogni volta che entro al Filadelfia. L'altro giorno ero dai magazzinieri, c'era una maglia del '67 di Meroni: odorava di naftalina, era un po' consumata ed è una maglia destinata al presidente. La volevo prendere io! (ride, ndr). E senti anche il quarto d'ora granata. I calciatori devono capire che rappresentiamo qualcosa di importante ma che comunque non ci deve opprimere. Le tensioni non fanno, i calciatori devono essere liberi ma responsabili. Di cose negative per ora non ne ho, poi tra un mese magari le rispondo in maniera diversa".

Tanti giovani cercano un posto, tra cui Segre e Buongiorno, come li valuta?

"Segre e Buongiorno sono entrambi nella mia considerazione, sono due ragazzi seri e lavorano bene. Hanno il comportamento e l'atteggiamento di chi vuole emergere. E io sono sensibile ai comportamenti giusti. Buongiorno all'inizio l'ho tenuto fuori, all'inizio lo facevo allenare con il differenziato, ma è rimasto qui non è mai indietreggiato e non si è pianto addosso. E' migliorato giorno dopo giorno, ha buoni margini ed è uno dei quattro difensori, lavoreremo. Anche Segre è un ragazzo giusto nei comportamenti e negli atteggiamenti e che in campo dà sempre tutto. Edera? Ha caratteristiche diverse rispetto a ciò che predichiamo, probabilmente a stretto giro troverà una sistemazione perchè ha diverse richieste. E' un'ala, andrà a giocare".

Termina la conferenza stampa di Giampaolo