L’insidia per il Torino con il Debreceni? Se stesso

Le partite in campo internazionale anche se con squadre qualitativamente e tecnicamente inferiori vanno affrontate e gestite con perizia per non correre rischi.
21.07.2019 18:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Sirigu, Belotti e Falque
Sirigu, Belotti e Falque

Ci sono due certezze per il Torino che giovedì sera ad Alessandria esordirà nel secondo turno di qualificazione all’Europa League con il Debreceni: sapere di avere una condizione atletica inferiore a quella degli avversari ed essere consapevole di possedere una qualità tecnica-tattica superiore che può e deve sopperire al deficit atletico. La partita sulla carta per gli uomini di Mazzarri non è una passeggiata, ma neppure insormontabile perché la condizione atletica inferiore è superabile sapendo dosare le forze nell’arco della partita e appunto sfruttando la qualità tecnico-tattica.

La partita dovrà essere giocata prima di tutto con la testa  e poi con i piedi e con le mani per Sirigu. Si può adottare la strategia dell’attendismo nel primo tempo e poi dello spingere un po’ di più sull’acceleratore nel secondo che potrebbe essere la più adatta, ma se il Torino malauguratamente dovesse subire un gol oppure nella ripresa non dovesse riuscire a segnare abbastanza presto potrebbe subentrare ansia per voler andare a rete a tutti i costi e la gara si sposterebbe su un terreno minato. Un’altra strategia potrebbe essere partire a razzo e provare a segnare subito, ma per quanto tempo resisterebbe il Torino a giocare su ritmi elevati ? Forse neppure un tempo e poi ormai stanco dovrebbe difendersi, sempre che sia riuscito a segnare. Strategia troppo rischiosa. Una via di mezzo tra le due impostazioni della gara? Magari funzionerebbe, ma non vi sono certezze. Anche perché non si sa come il Debreceni imposterà la partita, con il Kukes non si era arroccato più di tanto in difesa, però, con il Torino che ha qualità superiore potrebbe lasciare ai granata il compito di fare gioco tanto più che la gara è in trasferta. E anche nel recente passato il Torino quando ha dovuto gestire il gioco non sempre è riuscito a farlo e spesso ha incontrato difficoltà superiori al previsto prima di riuscire a sfangarla.

Qualsiasi strategia adotterà Mazzarri può rivelarsi sia positiva sia negativa allo stesso tempo. I giocatori dovranno essere super concentrati e non eccedere né nel timore né nella spavalderia. L’atteggiamento iniziale conterà, ma anche saper condurre la partita senza incappare in cali di concentrazione sarà della massima importanza. Belotti per primo che è alla sua prima gara internazionale con un club dovrà gestire l’emozione e come lui tutti gli altri che non hanno familiarità con questo tipo di partite. Il turno si passa al meglio dell’andata e del ritorno, ma forse è più conveniente che i giocatori pensino che si tratti di una partita secca. In Ungheria è meglio andarci forti della vittoria dell’andata e possibilmente senza aver subito gol.