Legittimo l’orgoglio per il 7° posto ma ancorare bene i piedi a terra

La sfida dei granata è continuare sulla strada intrapresa, per riuscirci serve la fortuna di non incappare in infortuni importanti e a ripetizione e non sbagliare le mosse in sede di calciomercato a gennaio.
10.12.2013 12:06 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Legittimo l’orgoglio per il 7° posto ma ancorare bene i piedi a terra
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© foto di Federico Gaetano

Il Torino senza ombra di dubbio merita la posizione in classifica che ha tanto più che è tale perché conquistata sul campo e non frutto di “facili” vittorie. Che tutti giocatori, allenatore, società e tifosi ne siano orgogliosi è legittimo, però nessuno si lasci andare a facili entusiasmi e a sogni di gloria. La squadra quest’estate è stata allestita prima di tutto per salvarsi e poi per raggiungere la parte sinistra della classifica, pensare quindi che possa arrivare oltre e conquistare un posto utile per disputare l’Europa League appare eccessivo, per carità tutto può succedere nel calcio, però bisogna essere realisti e non lasciarsi andare a voli pindarici che rischiano di trasformarsi in dolorose cadute.

 

Oggi la squadra ha trovato un suo equilibrio e anche un assetto, il 3-4-1-2 o in alternativa il 3-5-2, che le permette di esprimersi al meglio e di far fronte anche agli infortuni, come ampiamente dimostrato finora. La sfida maggiore da adesso in poi è confermare quanto fatto dando continuità ai risultati e per riuscirci occorre: la fortuna che garantisca buona salute ai giocatori e non sbagliare le mosse in sede di calciomercato a gennaio.

 

Sul primo fronte certamente l’operazione subita da Bovo ieri al menisco, che lo terrà lontano dai campi da gioco fino a febbraio, non indica che il Torino possa fare grande affidamento sulla dea bendata, anche perché ci sono El Kaddouri e Immobile acciaccati, si saprà in giornata l’entità del problema, e Larrondo è ancora alle prese con il recupero dalla frattura al piede.
Sul secondo fronte tutto dipende da Cairo, se investirà adeguatamente per sostituire D’Ambrosio, lasciarlo andare via senza trovare chi possa farne le veci è un azzardo ad altissimo rischio, e se darà a Ventura i rinforzi necessari, quindi un giocatore che costituisca un’alternativa a Vives e un altro a El Kaddouri, visto che finora Barreto non ha dato l’impressione di poterlo fare, allora il Torino potrà continuare sulla strada intrapresa. In caso contrario stazionare nella parte sinistra della classifica non sarà per nulla semplice, per non dire quasi impossibile.

 

In sede di calciomercato non solo non si devono sbagliare le mosse in entrata e nel sostituire chi eventualmente va via verso squadre più blasonate, bisogna anche valutare attentamente l’opportunità di cedere giocatori che, se anche poco utilizzati da Ventura, in caso di bisogno o difficoltà possono garantire prestazioni adeguate o togliere le classiche castagne dal fuoco e i Gazzi e i Meggiorini sotto questo aspetto possono sempre tornare utili. Va da sé che i nuovi arrivi devono almeno essere dello stesso livello medio dell’attuale rosa, i giocatori scommessa è meglio lasciarli altrove, tanto per essere chiari i rinforzi veri sono i Moretti, professionisti seri che uniscono continuità di prestazione a qualità tecniche.