Le pagelle di Milan-Torino: segnali di ripresa nel secondo tempo, ma se non si creano occasioni da gol si perde

17.02.2020 23:20 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
Le pagelle di Milan-Torino: segnali di ripresa nel secondo tempo, ma se non si creano occasioni da gol si perde

Sirigu: 6 Si è preso un bello spavento sulla deviazione di Bremer, ma la fortuna lo ha assistito e la sfera ha solo dato l’illusione del gol (5’). Decisivo nell’impedire al diagonale di Paquetà di sbloccare il risultato e sulla respinta è uscito su Ibrahimovic che però era in fuorigioco (20’). Nulla ha potuto sul diagonale di Rebic e ha subito gol (25’). Per fortuna il tiro a giro di Ibra, lasciato colpevolmente smarcato, come prima di lui Castillejo al limite dell’area, ha solo dato l’illusione di infilarsi nel sette perché il portierone granata non ci sarebbe arrivato (48’). Castillejo, ancora una volta non controllato, lo ha graziato esterno sull’esterno della rete (53’). Il tiro di Bonaventura da fuori area è stato deviato dalla difesa, ma l’impressione è che ci sarebbe arrivato (74’). Ibra ha fatto di tutto per segnare, ma anche uno come lui non sempre ha una mira perfetta (81’). L’ultimo tentativo di raddoppiare è stato di Castillejo, ma non l’ha impensierito perché il tiro è stato alto sopra la traversa (90’).     

Lyanco: 5,5 In alcuni frangenti nei primi venti minuti è stato un po’ frettoloso regalando palla agli avversari e subito Longo gli ha detto di ragionare. Si è fatto anticipare da Rebic, che gli ha fatto tunnel, in occasione del gol del croato (25’). E’migliorato con il passare del tempo, ma può fare di più. (Dall‘85 Millico: n.g.).

Nkoulou: 6 Non ha commesso errori, ma come tutta la squadra nel primo tempo ha un po’ patito il pressing del Milan pur cavandosela grazie all’esperienza.  

Bremer: 5,5 Una sua deviazione su tiro di Ibrahimovic ha spiazzato Sirigu, ma per fortuna del Torino la palla è finita seppur di pochissimo sul fondo (5’). Gli manca un po’ di personalità confrontandolo con Lyanco.  

De Silvestri: 5,5 Ha verticalizzato troppo poco e Longo, invece, vuole da lui i cross. Meglio in fase difensiva dove ha fatto il suo. Ha provato un tiro al volo da posizione improbabile e forse lui era anche un po’ in ritardo (52’).

Rincon: 5,5 Una partita altalenante la sua, mentre di solito ha prestazioni con maggiore continuità di rendimento. Sul finire del primo tempo ha ricevuto una botta alla caviglia sinistra, ma ha stretto i denti.  

Lukic: 5,5 Ha faticato a prendere le misure del Milan e ha anche sbagliato qualche passaggio di troppo, ma con il tempo ha saputo riprendersi.

Berenguer: 5,5 Longo lo ha posizionato un po’ più arretrato da mezzala sinistra. Non ha saputo sfruttare un ottimo pallone, giocato in precedenza molto bene da Edera e De Silvestri, sprecandolo con un tiro sbilenco (17’). E’ tornato indietro senza riuscire a girarsi ed è da questa situazione che è scaturita l’azione che ha portato al gol di Rebic (25’). (Dall‘85 Aina: n.g.).  

Ansaldi: 5,5 Alla prima da titolare dopo l’infortunio del sette gennaio al polpaccio è stato all’inizio meno propositivo del solito. Che non sia al top della forma lo si è visto anche quando ha perso palla e Paquetà l’ha recuperata servendo Bennacer che ha provato da posizione defilata la conclusione che è stata deviata in angolo (45’ +1’). Qualche buona giocata l’ha fatta e anche qualche cross, ma si è abituati a vedere ben di più da lui. Su respinta di Donnarumma, sulla punizione battuta da Berenguer, ha provato la conclusione dalla distanza con palla che è finita ben distante dalla porta, non facile il tiro per la velocità della sfera e non perfetto il suo controllo (70’). Il fatto che sia cresciuto alla distanza fa ben sperare che presto trovi la condizione ottimale. 

Edera: 5,5 Complice l’influenza di Verdi ha avuto l’occasione di esordire da titolare per la prima volta in stagione. Longo gli ha affidato il ruolo di seconda punta un po’ spostato sul centro-destra. All’inizio ha provato a dialogare con De Silvestri, però poco alla volta, come il compagno di reparto Belotti, si è trovato isolato in avanti, ma come gli chiedeva Longo avrebbe dovuto avere maggiore coraggio e anche chiedere con più insistenza palla per verticalizzare. E’ stato ammonito per un fallo tattico in fase difensiva (34’). Dopo un triangolo con Berenguer ha provato il tiro in porta, non ben riuscito e deviato in angolo (40’). Ben tirato il calcio d’angolo poi non sfruttato al meglio da Belotti (57’). (Dal ‘64 Zaza: 5,5 Non ha fatto la differenza, anche se non gli sono stati forniti molti palloni giocabili).          

Belotti: 5,5 Troppo isolato in avanti. Su calcio d’angolo, ben battuto da Edera, ha tentato il tiro, ma per Donnarumma è stato facile fare sua la palla (57’). Interessante il suo cross forte e teso respinto da Hernández, ma nessun compagno ci sarebbe arrivato (63’). Deve essere più incisivo a prescindere.

Moreno Longo: 6 Torino subito aggressivo con il pressing alto, ma alla prima occasione il Milan si è fatto sotto rendendosi pericoloso e poi ha ricercato anche lui il pressing alto con i granata che in fase difensiva chiudevano discretamente gli spazi. Ma più il Milan pressava e più si abbassava il baricentro del Torino e qualche errore di troppo in particolare in fase d’impostazione ha finito per favorire la squadra di Pioli che è passata in vantaggio (25’). Nell’intervallo deve essersi fatto sentire dai suoi che nella ripresa sono apparsi più concentrati ed efficaci nel manovrare, anche se non sono riusciti a trovare il gol del pareggio. Nel secondo tempo ha invertito le posizioni di Bremer e Lyanco. Nel finale è passato al 4-4-2 con gli ingressi di Millico per Lyanco e di Aina per Berenguer (85’): Ola Aina e Millico esterni a centrocampo, De Silvestri e Ansaldi a fare i terzini e in attacco la coppia Zaza-Belotti. Come già in precedenza con Mazzarri il Torino ha palesato, soprattutto nel primo tempo, grande difficoltà nel costruire occasioni da gol, ma almeno si sono visti segnali di crescita che andranno coltivati e parecchio affinché si trasformino in un gioco più redditizio.

MILAN: G. Donnarumma: 6; Calabria: 5,5; Kjær: 6 (dal ‘44 Gabbia: 6,5); Romagnoli: 6,5; Theo Hernández: 5,5; Castillejo: 6; Kessié: 5,5; Bennacer: 6,5; Rebic: 7 (dal ‘88 Leao: n.g.); Paquetá: 5,5 (dal ‘68 Bonaventura: 6); Ibrahimovic: 5,5.
Stefano Pioli: 6.

Arbitro Michael Fabbri: 5,5 Ha alternato un metro di giudizio severo ad uno dove lasciava correre. Serve più coerenza.