Le idee sulla rosa di Mazzarri valgono solo se i giocatori saranno di qualità

L’allenatore del Torino ha dettato le linee guida per formare il gruppo che vuole per la prossima stagione ora tocca alla società assecondarlo. Il prossimo anno non ci saranno più alibi per nessuno.
16.05.2018 10:40 di Elena Rossin  articolo letto 5115 volte
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Le idee sulla rosa di Mazzarri valgono solo se i giocatori saranno di qualità

“Il prossimo anno metterò tutti in concorrenza, quindi, non voglio una rosa più numerosa di quello che servirà e il settore giovanile dovrà essere in contatto continuo con noi in modo che tre-quattro ragazzi stiano in rosa. Bisognerà rinforzare i primi undici rispetto a quest’anno, tutti dovranno essere motivati e giocare per la squadra e nessuno per se stesso”. Sono chiare le parole di Mazzarri sulla rosa per il prossimo anno e sono state dette pubblicamente, ma sicuramente un’aziendalista come è lui in precedenza le aveva già pronunciate a tu per tu sia con Cairo sia con Petrachi.

Non c’è nulla da eccepire sul discorso fatto dall’allenatore del Torino, ma va sottolineato che solo se la rosa verrà sfoltita degli elementi che non rientrano nel progetto tecnico e se chi arriverà sarà veramente funzionale al gioco di Mazzarri allora la squadra sarà competitiva. Il fatto che il mister non voglia una rosa più numerosa di quello che servirà è giusto tenuto conto che il Torino disputerà campionato e Coppa Italia, ma nel gruppo dovranno esserci riserve adeguate perché nel malaugurato caso che qualche giocatore titolare s’infortuni se non c’è un sostituto adeguato nascono non pochi problemi, esattamente com’è accaduto quest’anno con Belotti e Sadiq.

Che servano giocatori di un livello qualitativo non dissimile è palese anche perché saranno mesi in concorrenza e questo può essere fatto solo se non ci siano grandi differenze, in caso contrario la concorrenza deve essere abbandonata o se mantenuta inevitabilmente il livello della squadra si abbasserà con tutte le conseguenze del caso. La società sa perfettamente come dovrà agire in sede di mercato e non potrà sgarrare anche perché Mazzarri è stato voluto fortemente da Cairo, ma se poi non sarà assecondato o lo sarà solo in parte si ritroverà a dover far fronte agli stessi problemi che ha avuto in questa stagione da quando è approdato al Torino. Mazzarri non avrà più l’alibi di una squadra costruita per un altro allenatore, ma anche la società sarà inchiodata alle sue mosse in sede di mercato. Se pur non dichiarando gli obiettivi il Torino non farà meglio rispetto a questo campionato e per meglio significa conquistare un posto utile per l’Europa League, senza se e senza ma e che sia ben ben chiaro, ogni maschera posta per scaricare su altri le responsabilità cadrà e sarà palese a tutti - persino a chi difende ad oltranza tutto e tutti per paura che tornino gli anni più bui o per interesse personale - di chi sono le responsabilità del mantenere il Torino in un grigiore senza dolori, però anche senza gioie.