Le grandi trattative del Torino - 1999, Pinga: lanciato da Mondonico, arriva dalla...Juve

09.04.2020 16:00 di Emanuele Pastorella   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Le grandi trattative del Torino - 1999, Pinga: lanciato da Mondonico, arriva dalla...Juve

E’ stato l’idolo di tutti i ragazzi nati nei primi anni ’90, che dunque avevano nel 2000 i primi ricordi nitidi di Toro. André Luciano da Silva, detto Pinga, ha fatto impazzire la Maratona per cinque stagioni, anche se il suo cartellino è rimasto in orbita granata per sette anni. La sua bandana è diventata un marchio di fabbrica, ma per arrivarci bisogna prima riavvolgere il nastro di qualche anno.

Gli osservatori spediti in Sud America rimangono folgorati dalle prestazioni di Pinga: cresciuto nel Cearà, squadra della sua Fortaleza, inizia a farsi conoscere tra Vitòria e Juventus. Già, per uno scherzo del destino proprio nella squadra acerrima nemica del Toro, ma che in Brasile veste di granata e si chiama Clube Atletico Juventus. E Pinga, dal granata della Juve, passa al granata del Toro. Aveva fatto provini con Real Madrid, Ajax e proprio la Juventus italiana, ma nessuno gli aveva dato fiducia. La trova in Mondonico, che nel ’99 lo tiene con sé in prima squadra, e in Vidulich, il presidente che lo porta sotto la Mole in prestito. Il brasiliano deve aspettare fine novembre per esordire e metà aprile del 2000 per il primo gol, ma sarà un pomeriggio magico: al Delle Alpi arriva il Milan scudettato, Pinga realizza una doppietta che per un attimo fa sognare il Toro. Sembra la spinta verso la salvezza, il pareggio rossonero fa sprofondare i ragazzi di Mondonico verso il baratro della serie B. Ma l’estroso attaccante, che deve il suo nome a una bevanda brasiliana ubriacante come i suoi dribbling, si merita la conferma e il nuovo presidente Cimminelli lo acquista a titolo definitivo per cinque miliardi. Il brasiliano resta anche in B, con quattro reti contribuirà al salto di categoria, poi però per crescere viene spedito al Siena, nuovamente tra i cadetti.

Ed è qui che può cominciare il mito della bandana, anche se è collegato a un fatto tragico: dopo la festa per la promozione al secondo tentativo, nel 2003, Pinga ha un tragico incidente durante il quale perde la vita Leonardo Taddei, fratello di Rodrigo, compagni tra i bianconeri toscani. Il brasiliano se la cava con qualche ferita, ma il dramma di aver perso un grande amico lo avrebbe accompagnato per sempre. Fa ritorno a Torino, per coprire le cicatrici in testa si inventa la bandana: la seconda parentesi in granata sarà ancora più felice della prima. Un’altra promozione, questa volta da protagonista: va addirittura in doppia cifra, con la rete all’Ascoli nella semifinale play-off si guadagna altro affetto. La vittoria contro il Perugia nell’ultimo atto è, però, anche l’ultima apparizione di Pinga con il Toro. Il club sarebbe fallito, tutto sarebbe andato perduto: anche il brasiliano, che sarebbe passato al Treviso a parametro zero. Quelli al Toro rimarranno i suoi anni d’oro, ma se resta un talento incompiuto: a vent’anni dicevano che sarebbe diventato il nuovo Rivaldo.