Le arrabbiature di Mazzarri per la sua idea di gioco che si vede solo a tratti

Le due facce del Torino con il Frosinone si evidenziano anche nella differenza del possesso palla e della posizione del baricentro della squadra nel primo e nel secondo tempo.
11.03.2019 18:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Walter Mazzarri
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Walter Mazzarri

Il Torino perde il pelo, ma non il vizio si potrebbe dire parafrasando un noto proverbio sul lupo o anche, usando un’altra espressione, è più ostinato di un mulo. Infatti, anche ieri con il Frosinone ha regalato un tempo agli avversari, il primo, facendo arrabbiare e non poco mister Mazzarri.
Sul motivo per cui il Torino di tanto in tanto si comporti all’opposto di quello che dovrebbe si è già scritto molto tirando in ballo l’inesperienza, ieri l’età media dei giocatori titolari era di 28,09 anni e il più giovane era Meïté che compirà venticinque primavere fra sei giorni, il clima, la temperatura e le condizioni meteorologiche sono la stesse anche per gli avversari, le condizioni del terreno di gioco, come prima, il giocare all’ora di pranzo, esattamente come l’altra squadra, il giocare partite ravvicinate, i turni infrasettimanali ci sono per tutti e anche di più per chi fa le coppe europee, …. e via discorrendo. Quindi, una spiegazione può darsela solo Mazzarri e se non ci riesce lui è impossibile che ci riescano gli altri.

Detto il problema, però, va anche sottolineato che dopo l’intervallo e dopo che nello spogliatoio tutti si sono guardati in faccia, chissà com’era l’espressione sul volto di Mazzarri ma è facile immaginarla, i giocatori sono tornati in campo con altro cipiglio e i in poco tempo, complice anche il calo degli avversari, la qualità superiore dei granata è emersa ribaltando il risultato e portando a casa tre punti preziosi per la corsa all’Europa League.
La differenza è stata netta fra il primo e il secondo tempo e lo dimostra anche il dato sul possesso palla che per i primi quarantacinque minuti è stato di 8’43’’ e per i secondi di 15’, mentre per il Frosinone 8’15’’ e 10’08’’. Quindi il possesso palla degli uomini di Mazzarri quando hanno iniziato a fare ciò che dovevano è quasi raddoppiato. E di conseguenza è migliorata l’organizzazione del gioco e anche il baricentro della squadra è passato da 48,23 metri a 56,16 e questo ha aiutato a segnare i due gol che hanno cambiato le sorti della partita. Dati riportati sul sto della Lega Serie A e che anche Mazzarri e i giocatori conoscono bene e magari saranno utili a preparare le teste dei giocatori per la prossima partita con il Bologna. Vedremo, come direbbe Mazzarri.